Vili Papa cuvée 2006 Vilmos Thummerer

È sempre bello scrivere di vino per augurare a chi legge di riuscire a toccare un giorno anche il cielo con un dito. In una bottiglia di vino c’è anche il vino, ma soprattutto ci sono i sogni, specialmente quand’è ottimo. Per chi sogna una vera campagna quasi deserta, lontana da centri abitati, fuori dai giri turistici e dal traffico, dove il tempo si è fermato chissà quanti decenni o secoli fa, non c’è di meglio che la profonda, l’autentica, campagna ungherese. Mi riferisco in particolare a quella di una tranquillità che è difficile trovare altrove e che si distende tra Eger e Miskolc, ai piedi delle montagne più alte del Paese e ai limiti del parco nazionale dei faggi, il Bükki Nemzeti Park.
Una foresta che circonda pareti e scarpate rocciose ricche di grotte carsiche da cui sgorgano cascate d’acqua e che si pregusta già quando da Eger si percorre la strada che s’incunea tra curve e vigneti arrampicati sulle forre del monte Eged per andare a Noszvaj da Vilmos Thummerer, a soli 12 km, ma che sembra proprio su un altro pianeta.
Quando si supera il passo e si scende a Noszvaj il paesaggio è bucolico, brulica di collinette assolatissime, in Paese se non c’è una festa è perfino difficile incontrare anima viva o un negozio e bisogna attraversarlo tutto e uscire ancora per un paio di km, senza incontrare anima viva. Eppure la stradina non è male, chissà quando ma l’hanno perfino asfaltata…

Non è difficile trovare l’isolato capannone dell’imbottigliamento, dei mezzi e degli attrezzi, che si vedono pure in cortile, ma la cantina è appena un po’ più avanti. Se ne vedono i portoni d’ingresso ai tunnel dentro la roccia, sotto il boschetto. Ritenetevi baciati dalla fortuna: non c’è soltanto da bere.
Vilmos e i suoi famigliari hanno capito subito che in una campagna tanto bella quanto fuori dal tempo era necessario offrire agli ospiti almeno una bella giornata di vacanza vera e non solo, ma dei wine-tours completi (visite in cantina e degustazioni di vino, specialità gastronomiche proprie, pasti e banchetti – se ne occupa Éva Thummerer, cell. +36.20.9462178) e degli horse-tours (gite a cavallo e in carrozza per i vigneti e per i dintorni, brevi oppure di due o tre giorni, scuola equina e altro – se ne occupa Ildikó Thummerer, cell. +36.30.5030515). Si comincia bene…
Tutta la famiglia è impegnata in azienda. Sono persone di una modestia incredibile e dai modi silenziosi e sbrigativi, ma si fanno in quattro per mettere i visitatori a proprio agio. Non è un caso che siano riusciti a raccogliere la simpatia di tutti gli appassionati di vino che dal 1984 sono passati anche per caso per un luogo tanto piacevole e professionalmente preparato, che offre ristoro e ottimi vini a prezzi decenti, giusti, anche per fare la scorta di prodotti agroturistici.
I veri gioielli, l’orgoglio dei Thummerer, sono le sue cantine, molto grandi rispetto alle altre di Eger, con lunghi e spaziosi corridoi anneriti da una muffa che interagisce con il legno e che contribuisce anch’essa alle condizioni ideali di conservazione del vino. La parte più antica ha più di cento anni ed era stata scavata a piccone nel tufo vulcanico per una superficie di oltre 2.000 metri quadrati, ma nel 2004 ne sono stati scavati da minatori esperti altri 2.200 perché Vilmos era diventato famoso e apprezzato (nel 1995 è stato nominato “enologo dell’anno” in Ungheria ed è membro dell’Accademia Ungherese del Vino), ormai in costante collaborazione con l’esperto enologo József Lamport, soprattutto per le maturazioni nelle botti.
È stata questa la mossa vincente, perché qui si producono molte tipologie di vino, si continua a sperimentare e c’è una grande offerta sia di vini di base che di vini di qualità, oltre 350.000 bottiglie l’anno. Sono caratterizzati da un’elevata alcoolicità, comunque ben coperta da una struttura molto espressiva. Provengono da 100 ettari di vigne situate a Eger (Áfrika, Vidra e Mészhegy), a Noszvaj (Tekenőhát, Kőkötő e Csókás), a Novaj (Juszalagos) e a Szomolya (Nagyvölgy, Nagyvölgy-tető). Vitigni rossi per l’80% (blauburger, cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, kékfrankos, kadarka, pinot noir, syrah) e bianchi per il 20% (chardonnay, királyleányka, ottonel muskotály, sauvignon blanc, tramini, zenit).
Il vino modello di questa cantina è sempre la cuvée rossa Vili Papa, di cui mi ero già goduto due splendide bottiglie premiate a molti concorsi, ma soprattutto con due prestigiose medaglie d’oro: per l’annata 2000 all’AWC International Wine Challenge (Vienna, 2005) e per l’annata 2003 al Challenge International du Vin (Bordeaux, 2008). Un vino di classe, di cui però vi scrivo più avanti.
Dato che gli incontri con Vilmos diventano spesso delle degustazioni-maratona, vorrei dare la precedenza all’ultima vera sorpresa che ha tirato fuori quasi da sotto il tavolo per ascoltare i commenti della biondina che mi era accanto: Trefli 2011, una cuvée di 6 vitigni rossi (tra cui blauburger, merlot e turán) da vendemmia… anticipata, un vino amabile, quasi dolce, leggerissimo, color rubino chiaro brillante e trasparente, nato seguendo i dettami del Kasherut per i vini kosher e che sprigionava un profumo di caramelle di frutta alla ciliegia e all’amarena con un sottofondo intrigante di spezie e di buoni porcini freschi. Oserei dire tartufi, come suggeriva il nome stesso ai miei amici polacchi che subito ne avevano fatto incetta per le opulente macedonie, le gelatine con mirtilli su focaccine dolci e il pan brioche alle amarene di casa loro. Se ve ne capita un altro, è da bere giovane, ma è un consiglio inutile: sparisce in men che non si dica!
Il Vili Papa Cuvée 2006 è un taglio di cabernet franc, merlot e cabernet sauvignon da vigne d’impianti 240 x 100 cm. Pulito, fine, equilibrato, ma infuocato. Cuoio, amarena matura, erbe aromatiche (artemisia). Succoso e saporito, carico di espressività. Un’ottima composizione: c’è equilibrio e complessità. Liscio e vellutato. Un vino morbidamente composto con tannini ben maturati e domati, con uno speziato leggero e nobile, ben curato nel goudron. Scalda un po’ con l’alcool, 14,5%, però non esagera.
Viene da piccole botti nuove, ma non si sente proprio. Ha classe. Si fa solo nelle annate migliori. Accompagna bene pietanze di selvaggina di pelo e di piuma, brasati e stufati di bue. Non male con l’agnello, ma allo spiedo e sgocciolato di lardo in cottura, alla sarda.
Mario Crosta
Vilmos Thummerer
3325 Noszvaj, Szomolyai u. 2101/3 hrsz
Tel. +36(36)463269
e-mail: thummerer@thummerer-pince.hu
sito: www.thummerer.hu




