“Caballo Loco” Grand Cru D.O. Apalta 2015 Viña Valdivieso

Non sapevo che in Cile si facessero vini spumanti fin dal 1879, ma c’è sempre da imparare. E mi ha incuriosito anche il fatto che Alberto Valdivieso proprio in quell’anno aveva fondato a Santiago la “Champagne Valdivieso”, che è stata la prima azienda in Cile e in tutto il Sud America a produrre vini spumanti per oltre 100 anni, fino alla fine del 1980, quando ha deciso di intraprendere anche un nuovo corso, investendo nella produzione di vini pregiati proprio nel momento in cui il Cile si stava aprendo ai mercati internazionali. Dopo aver individuato nella Valle de Curicó e precisamente a Lontué (185 km più a sud di Santiago) i migliori vigneti per dare origine a vini di alta qualità, ha preso vita un progetto con il nuovo nome di Viña Valdivieso, grandioso già nel processo di vinificazione, con l’obiettivo di lasciare sviluppare al massimo il carattere di ogni vitigno, ma rispettandone la biodiversità con il minimo intervento possibile. Una filosofia che è stata trasferita nell’invecchiamento in botte per ricercare il miglior equilibrio tra il legno e l’uva.

Adesso Viña Valdivieso è uno dei più rinomati produttori di vini del Cile, con due centri di produzione, uno a Santiago dedicato alla produzione di tutti i vini spumanti e l’altro dedicato alla produzione dei vini tranquilli. L’impianto di produzione degli spumanti si trova ancora nella cantina centenaria fondata da Alberto Valdivieso e che ha raggiunto la capacità produttiva di 60.000 ettolitri l’anno e una capacità di stoccaggio di 300.000 bottiglie realizzate con il metodo champenoise e con quello charmat. Invece la cantina di Lontué, dove sono realizzati tutti i vini tranquilli da 200 ettari di proprietà, ha una capacità produttiva di 110.000 ettolitri l’anno (di cui 100.000 in 200 vasche d’acciaio inox e 10.000 in vasche di cemento vetrificato) e di maturazione dei vini in 5.500 botti (il 70% di rovere francese e il resto di rovere americano). Qui è nata la prestigiosa serie di vini Caballo Loco che ha contribuito a posizionare il Cile tra i migliori paesi produttori del mondo. Caballo Loco è una creazione dell’enologo Luis Simmian che, arrivato all’inizio degli anni ’90, assaggiando i vini di diverse annate e varietà allora disponibili nella nuova cantina, aveva deciso di cominciare ad assemblarli, creando uno straordinario vino rosso imbottigliato nel 1995, il “numero 1”, un taglio di vini pregiati delle annate tra il 1992 e il 1994 di cabernet sauvignon, cabernet franc, pinot noir e merlot.

Il successo è stato immediato, perché quel vino aveva vinto alla prima uscita una medaglia d’argento al Vinexpo di Bordeaux e da quel momento Valdivieso ha continuato ogni anno a fare nuovi assemblaggi, ognuno con il proprio numero. Sono riuscito a contarne già ben 17. Ogni anno, un nuovo Caballo Loco con l’inconfondibile etichetta viola come risultato del taglio di diverse annate e diverse uve, a seconda della scelta dell’enologo. È un vino rosso originale, che sfugge completamente a ogni schema e che è stato chiamato Caballo Loco in onore di Jorge Coderch, uno dei proprietari di Valdivieso conosciuto per il carattere energico, le sue idee innovative e il suo stile originale. A fianco di questo vino numerato senza annata né denominazione d’origine è stata creata la linea Grand Cru, per commerciare separatamente le rimanenze dei diversi vini provenienti da valli specifiche a Denominazione d’Origine.

Ognuno di questi Grand Cru proviene da condizioni molto differenti di clima, suolo e gestione delle vigne in ciascun terroir delle quattro 4 D.O. da cui proviene: Limarí (Valle de Limarì, a forte influenza marittima), Maipo (Valle del Maipo Alto sulla precordigliera, a forte influenza montana), Apalta (Valle de Colchagua, calda e molto assolata), Sagrada Familia (Valle de Curicó, vigneto La Primavera sulle pendici dietro la cordigliera della costa).
L’enologo capo è il neozelandese Brett Jackson che si è stabilito in Cile a metà degli anni ’90 dopo aver fatto esperienza in Francia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Sud Africa ed è arrivato a Viña Valdivieso nel 2001. Lo affianca Ximena Cristi che, dopo aver fatto esperienza negli Stati Uniti e in altri paesi, si occupa dello sviluppo delle linee di vini premium. Fra questi un bel vino che ho avuto il piacere di degustare, il ”Caballo Loco” Grand Cru D.O. Apalta 2015.
La Valle de Colchagua, nel Cile centrale, è una delle regioni vinicole più promettenti del Sud America, perché vanta un clima viticolo ideale, caldo in estate, ma rinfrescato dalla brezza oceanica, e secco in inverno, ma rinfrescato dai fiumi e da una moderata piovosità sui pendii granitici drenanti ai piedi delle colline costiere che si sono ricoperti di limo e argilla trasportati a valle per millenni dalle piogge. La parola colchagua riassume bene queste caratteristiche, perché nel dialetto locale significa “stagni dei girini”. Apalta è una zona della Valle de Colchagua che si concentra sulla produzione di vini rossi molto ricercati, soprattutto dei vitigni più ricercati come carménère, cabernet sauvignon e syrah, ma anche di merlot, petit verdot e mourvèdre. Questa valle a forma di ferro di cavallo è incastrata tra le colline della cordigliera costiera a ovest e dal fiume Tinguiririca a est, con le sue acque provenienti dalla fusione dei ghiacciai delle Ande.

Il clima della valle è di tipo mediterraneo temperato e si adatta bene alla produzione di uve pregiate. Il vicino oceano Pacifico, con la sua fredda corrente di Humboldt, fornisce un effetto moderatore sulle temperature. Di giorno i vigneti sono riscaldati da un sole accecante, ma di notte le temperature calano notevolmente per il raffreddamento operato dalle quotidiane brezze provenienti dall’oceano. Questa notevole escursione termica consente periodi vegetativi più lunghi di altre zone cilene e le uve sviluppano la maturazione e l’acidità in misura più equilibrata. Data l’orografia del Cile, questo tipo di valle riparata è diffuso, ma è raramente sfruttato per la viticoltura, mentre qui gli ettari vitati sono già più di 800. I terreni alluvionali di Apalta sono costituiti da limo e argilla sabbiosa, con residui granitici che aumentano con l’altitudine. Si tratta di suoli a bassa fertilità, eccellenti per la viticoltura, infatti, sono questi che danno il nome alla zona (apalta significa “terreni poveri” nel dialetto locale). La mancanza di acqua e di sostanze nutritive nel terreno significa che le viti devono lavorare di più per sopravvivere e di conseguenza producono uve di migliore qualità con maggiore concentrazione di sapore. I vini risultanti sono saporiti, con buoni tannini e una struttura eccellente, come il ”Caballo Loco” Grand Cru D.O. Apalta 2015, un assemblaggio di carménère e cabernet sauvignon.

In Cile l’assemblaggio di carménère e cabernet sauvignon non è onnipresente come quello di cabernet sauvignon e merlot, anche se condivide una filosofia simile, tanto che le vigne di carménère sul territorio occupano lo stesso spazio di quelle di merlot. Mentre il cabernet sauvignon è diventato uno dei vitigni più trapiantati al mondo, il carménère, al contrario, è quasi scomparso dalla sua terra d’origine, il bordolese, ma in questo momento è in grande sviluppo in Cile (però lo scrivono senza il primo accento…). Sebbene non ci siano convenzioni di assemblaggio consolidate, spesso il cabernet sauvignon è quello predominante dei due, anche se le proporzioni possono variare tra le varie annate (poiché i disciplinari dei vini cileni non sono così rigidi come quelli europei) e le percentuali definitive dipendono in particolare dalla maturazione più tardiva del cabernet sauvignon. A volte, poi, possono essere aggiunti syrah e cabernet franc, ecco perché si trova una grande variazione di prezzi all’interno di questa tipologia in cui la maggior parte delle bottiglie prodotte rientra nella fascia di prezzo “entry level”, sebbene un numero crescente di esempi superi anche 50 USD a bottiglia.
La zona ospita alcuni dei produttori più famosi del paese, tra cui Montes, Viña Casa Silva e Lapostolle (di proprietà della famiglia Marnier Lapostolle di Grand Marnier). Vini di punta come il Montes “Folly” Syrah e Alpha M, il Clos Apalta e la gamma dei rossi Cuvée Alexandre di Lapostolle, “Altura” di Viña Casa Silva sono tra i vini più prestigiosi del Cile e fra i più impressionanti del Sud America, tanto da richiamare altri investitori stranieri, com’è avvenuto nel caso di Viña Los Vascos a Peralillo, nata alla fine del secolo scorso da una joint venture tra la minoritaria cilena Viña Santa Rita e la maggioritaria francese Les Domaines Barons de Rothschild (Lafite).
Il vino ”Caballo Loco” Grand Cru D.O. Apalta del 2015 vede il predominio del carménère al 70% sul cabernet sauvignon al 30% nell’assemblaggio dei vini provenienti dalle vendemmie effettuate tra il 24 aprile e il 4 maggio. Una grande escursione termica tra giorno e notte è stata il fattore chiave per gli antociani e i tannini che si sono sviluppati nelle uve rosse. Il gusto liscio e rotondo del carménère, con le sue note erbacee, ha affinato la struttura classica del cabernet sauvignon con i suoi tannini, l’esuberanza del suo fruttato nero e la sua corposità.
I grappoli sono stati raccolti manualmente e selezionati con cura. La fermentazione è avvenuta in vasche aperte di acciaio inox con frequenti rimontaggi per ottenere una completa estrazione morbida di pigmenti e sostanze dalle bucce dell’uva. La temperatura di fermentazione è stata mantenuta tra 24 e 28 °C. Quindi il vino è rimasto a lungo in macerazione post-fermentativa per 21 giorni ed è stato svinato per l’invecchiamento in legno di 18 mesi in barriques di rovere francese da 225 lt.
Il ”Caballo Loco” Grand Cru D.O. Apalta del 2015 ha un colore rosso brillante e intenso dai riflessi viola. All’attacco gli aromi di pepe nero, spezie dolci e aghi di pino introducono un bouquet complesso e ricco di frutti maturi scuri, ribes nero, more di rovo e sciroppo di prugne perfettamente integrati con sfumature di violetta e di iodio. In bocca è succoso, di buon corpo, levigato nei tannini, morbido e con una struttura solida. Il finale è lungo, persistente, piacevole anche nelle finissime note speziate. Tenore alcolico del 14,5%. Ideale con la selvaggina e con le carni arrostite di agnello, anatra, vitello e maiale, è ottimo con risotti e pastasciutte in salse saporite e piccanti. Va servito tra 16 e 18 °C in calici molto ampi per arieggiarlo e assaporarlo meglio.
Mario Crosta
Grupo Valdivieso
calle Luz Pereira 1849, K-147 320, Lontué, 338000 Molina, CILE
Tel. +56.2.23819200, Fax +56.2.22382383
coord. GPS: lat. -35.053819, long. -71.26816
siti www.valdiviesovineyard.com
www.caballoloco.cl
e-mail contacto@valdiviesovineyard.com
mgonzalez@grupovaldivieso.cl




