La verifica: Aglianico del Vulture 400 Some 2006 – Carbone
Non mi ero sbagliato, quando sette anni fa ho scritto di questo vino, sottolineando che sfiorava la quinta chiocciola. Oggi, a dieci anni dalla vendemmia, lo riassaggio e lo trovo semplicemente sorprendente! Ha ancora una freschezza e una balsamicità notevoli, l’integrità della materia è evidente, grande equilibrio e una piacevolezza che appassiona, punta dritto alle emozioni; tannini, frutta e spezie sono perfettamente fusi, ha una persistenza lunga ma al contempo garbata, è come se ti lasciasse il tempo di respirare per poi riprendere il dominio dei tuoi sensi con il sorso successivo.
Non so quanto Sara e Luca Carbone potessero prevedere una simile evoluzione, certamente questo aglianico, da sempre “secondo” dietro allo Stupor Mundi, grida orgogliosamente la propria dignità, le ragioni della sua esistenza, non gli importa di gareggiare, né tanto meno di vincere, perché è perfettamente consapevole di avere nel suo cuore i geni del piacere, puro e senza difese.
Il 400 some è un esempio evidente che in Lucania si può fare un grande aglianico senza che questo sia caricato di struttura, potenza, alcolicità, basta volerlo…
Roberto Giuliani



