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Le annate 2007, 2006 e 2004 a confronto
Come spesso accade con i vini che hanno una materia importante, il processo evolutivo ha un percorso distribuito in un tempo più prolungato, elemento che rende spesso complessa la valutazione se il vino esaminato non ha ancora raggiunto la condizione ottimale per essere apprezzato. Questo accade, ovviamente, anche con i bianchi strutturati che maturano in legno, quindi per molti aspetti assimilabili ai vini rossi destinati all’invecchiamento. Il Collio Bianco Vecchie Vigne appartiene senza dubbio a questa categoria, ma va specificato che il tempo, nel suo caso, serve solo ad affinare e ampliare le sue incredibili qualità, già pienamente apprezzabili e dichiarate appena immesso in commercio. L’annata 2000, di cui vi abbiamo raccontato 7 anni fa con entusiasmo, per la sua qualità elevata ha finito col diventare il punto di riferimento, il vino con cui tutte le altre annate vengono messe a confronto. In verità le differenze fra i millesimi non sono mai marcate, c’è una personalità ben definita e una qualità indiscutibile, sempre, altrimenti il vino non viene prodotto se l’annata non ha le caratteristiche adeguate. Il confronto quindi può essere indicativo solo sul piano delle sfumature espressive, sarà semmai il progredire del tempo che evidenzierà le annate davvero più complesse e durature. Va detto, inoltre, che il Collio Bianco Vecchie Vigne è frutto di un assemblaggio di tre vitigni con caratteristiche diverse, la cui percentuale può variare di anno in anno, sebbene la malvasia istriana rimane sempre la varietà principale con una presenza minima che difficilmente scende sotto il 70%. Lo spazio di intervento sul carattere del vino per il tocai friulano e la ribolla gialla rimane quindi contenuto, sebbene abbia un’importanza tutt’altro che trascurabile. Infatti se la malvasia e soprattutto la ribolla non mancano di acidità, il tocai invece ha un’acidità fissa generalmente più contenuta, sebbene molto stabile, di contro questo vitigno offre un elevato contenuto glicerico e rivela una personalità superiore, la sua presenza è quindi facilmente percepibile. La malvasia, di fatto, rappresenta il piedistallo, la base solida e rassicurante su cui gli altri due vitigni tessono le sfumature e forniscono il giusto equilibrio in ogni aspetto. L’elemento in comune di questi tre vitigni è sicuramente l’età, per tutti abbondantemente sopra i 40 anni. Questo significa che le tre varietà si sono ormai perfettamente ambientate e sono in grado di offrire le loro migliori qualità, ma Marco Perco (invito coloro cui fosse sfuggito, di leggere il bellissimo articolo-intervista di Stefano Cergolj) sa bene che, di contro, aumentano le differenze da pianta e pianta, e la gestione del vigneto diventa inevitabilmente più complessa a causa della disomogeneità di comportamento: capacità fogliare, percentuale di germogliamento e di fertilità reale, consistenza, dimensione e peso dei grappoli, differente distribuzione delle piante sulla base della formazione di fallanze ecc. Tutti elementi che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti come la diversa esposizione e altitudine dei filari, le inevitabili variabili nella composizione del terreno e via discorrendo. Questo solo per dire che produrre un buon vino non è mai scontato e ancora di più un grande vino, non si può trascurare nulla, le analisi chimiche sono indispensabili almeno quanto l’esperienza umana in vigna; se l’uva viene raccolta perfettamente sana e matura in tutte le sue componenti, il più è fatto, poi in cantina non resta che preservare la qualità raggiunta: dopo una breve macerazione sulle bucce, la fermentazione si svolge in botti di rovere di Slavonia da 20 hl, dove il vino sosta per un anno, per poi passare altri due anni, sempre in compagnia dei propri lieviti, in acciaio, dove la fermentazione malolattica viene svolta totalmente.
La degustazione
Collio Bianco Vecchie Vigne 2007 – malvasia istriana 70%, friulano 20%, ribolla gialla 10%, gradazione 13,5%: caratterizzato da una tinta giallo dorato luminoso, il Vecchie Vigne 2007 si presenta con profumi avvincenti, inizia con la nocciola, poi fiore di mandorlo, erbe aromatiche quali timo e salvia, per poi accedere ai frutti, pesca gialla matura, mango, leggero ananas. L’assaggio restituisce un corpo fitto e succoso, ben sorretto dall’acidità e ammantato di una vena sapida che ne esalta il già lodevole equilibrio. L’apporto del legno affiora a tratti, soprattutto a temperatura di servizio piuttosto bassa, ma denota una sicura capacità di assorbimento con il trascorrere degli anni. @@@@@/91
Collio Bianco Vecchie Vigne 2006 – malvasia istriana 70%, friulano 20%, ribolla gialla 10%, gradazione 13,5%: giallo dorato vivace, profuma di mango e pesca maturi senza trascurare una bella componente floreale, poi timo e melissa, piacevoli cenni di miele millefiori, effluvi agrumati maturi di arancia gialla, sfumature vanigliate. Al palato rivela un’ottima materia, una bella spinta di freschezza e una vena sapida netta e suggestiva che ne accentua la personalità. Grande persistenza, perfetta integrità in ogni suo aspetto e una vena minerale che invita ancora all’assaggio. @@@@@/92
Collio Bianco Vecchie Vigne 2004 – malvasia istriana 70%, friulano 20%, ribolla gialla 10%, gradazione 13,5%: sette anni. Nulla per questo grande bianco, orgoglio di Marco Perco, lo si vede chiaramente dal colore addirittura più “fresco” delle due più recenti annate esaminate, un dorato chiaro che ricorda il miele millefiori nella fase più fluida. Il mantello odoroso è decisamente notevole, la personalità di questo vino è sempre ben riconoscibile, con le dovute sfumature delle diverse annate, a dimostrazione della grande gioventù sfoggia ancora un ricco bouquet floreale di glicine, ginestra, per poi spostarsi sulle note mielate, affiora la componente minerale, il frutto è variegato, dal melone invernale alla papaya, dalla maracuja alla pesca gialla, a tratti affiora la pera sciroppata, una leggerissima nota di burro di arachidi fa da unico testimone tangibile della presenza del legno. Bocca setosa, minerale, piena e cremosa, quasi salata, equilibrio esemplare in ogni suo aspetto, a cominciare dalla misura alcolica a mio avviso perfetta per questa struttura. Un bianco così si può dimenticare (si fa per dire…) in cantina per parecchi anni senza correre alcun rischio. @@@@@/93
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