Terre di Vite 2018: tanti bei vini e tanti confronti all’insegna della condivisione
Se c’è una cosa che in questi 9 anni di Terre di Vite ha dato la forza a tutto il gruppo, che lavora per renderla una manifestazione unica nel suo genere, è l’opinione riportata dai vignaioli e dal pubblico. Vale più di qualsiasi successo numerico, che pure c’è e ha confermato l’assoluto interesse delle nuove generazioni che si accostano al vino.
Sentir dire però da tanti produttori che ne è valsa la pena, che si sono sentiti arricchiti dall’esperienza, dall’aver potuto approfondire la conoscenza di tante altre realtà, scambiando idee e visioni, assaggiando vini tanto diversi, dall’aver trovato un pubblico preparato, attento, curioso, mai sopra le righe, vale più di qualsiasi altra cosa e conferma che Barbara Brandoli, Marco Arturi, io e tutto lo staff abbiamo visto giusto.
E quante donne del vino! Elena Conti, Federica Colla, Antonella Coppola (Filadora), Mila Vuolo, Ilaria Salvetti, Nicoletta Bocca (San Fereolo), Paola Lantieri (Punta dell’Ufala), Laura Angelini (La Pietra del Focolare), Rossella Mastrotto (Volcanalia), Barbara Avellino, Chiara Turati (Terre di Leone), Eleonora Berluti (La Calcinara) e tante altre, che hanno portato una inequivocabile testimonianza che il vino non ha genere, ma è figlio di chi lo ama.
Insomma, tornato a casa dopo due giorni intensi tra le sale del bellissimo Castello di Levizzano, ho sentito una certa malinconia frammista a gioia, il distacco è sempre più difficile, ma quello che rimane dentro è talmente intenso, ricco, stimolante, che ogni anno non vedo l’ora di ripartire.
Ecco qui alcuni scatti fuori e dentro, un modo per raccontare, per rendere partecipi anche coloro che non sono potuti venire; mi scuso con coloro che non ho fotografato, ma non è stato facile districarsi fra la folla. Al prossimo anno!
Roberto Giuliani
LE PERSONE, I PARTICOLARI

























































