Oro d’Etna, quando il tempo diventa vino
Da Zafferana Etnea tre nuovi Metodo Classico raccontano l'anima del vulcano

C’è un filo invisibile che lega il volo delle api alla crescita della vite. È un filo fatto di pazienza, osservazione e rispetto per i ritmi della natura. Lo stesso che oggi unisce la storia di Oro d’Etna, azienda agricola di Zafferana Etnea, a una nuova sfida enologica: la produzione di spumanti Metodo Classico che raccontano il volto più raffinato dell’Etna.

Siamo lungo la Strada del Vino dell’Etna, sul versante orientale del vulcano, là dove lo sguardo corre fino al mar Ionio e i vigneti si arrampicano a 550 metri sul livello del mare. È qui che la famiglia Costa coltiva da generazioni la propria terra, custodendo una tradizione che affonda le radici nella storia familiare. Tra gli antenati figura persino il nonno “Neddu”, maestro bottaio, simbolo di un sapere artigianale tramandato nel tempo e oggi reinterpretato con sensibilità contemporanea.

L’azienda dispone di un patrimonio viticolo che rappresenta un piccolo compendio della viticoltura etnea. Sei ettari complessivi suddivisi in tre diversi impianti raccontano l’evoluzione del vigneto: il più giovane, poco più di dieci anni, è dedicato al Nerello Mascalese allevato a cordone speronato; il cuore dell’azienda è costituito da oltre tre ettari di circa quarant’anni, allevati ad alberello appoggiato su filare, dove convivono secondo l’antica tradizione etnea Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, Catarratto e Minnella; infine, la parte più preziosa, meno di un ettaro distribuito su suggestivi terrazzamenti sostenuti da muri a secco in pietra lavica, conserva vigne ultracentenarie allevate ad alberello.

Una biodiversità che trova espressione in un territorio unico, modellato dai suoli vulcanici, dalle importanti escursioni termiche e dalla costante ventilazione proveniente dal mare. Condizioni che regalano ai vini eleganza, freschezza e una spiccata identità territoriale, le stesse caratteristiche che negli anni Ottanta conquistarono Luigi Veronelli.
Il progetto vitivinicolo ha conosciuto una significativa accelerazione negli ultimi anni con la realizzazione della nuova cantina di vinificazione, inaugurata nel 2023 in contrada Piano dell’Acqua, e della moderna sala degustazione completata nel 2024. Una struttura dove innovazione tecnologica e lavoro artigianale convivono armoniosamente, consentendo una produzione di circa 20-25 mila bottiglie l’anno, prevalentemente Etna DOC.

Ma la vera anima di Oro d’Etna nasce molto prima del vino. Da oltre trent’anni l’azienda è infatti uno dei protagonisti dell’apicoltura siciliana, con circa mille alveari distribuiti in gran parte dell’isola e una produzione annua di circa 35 tonnellate di miele in nove differenti varietà. Un’esperienza che ha insegnato alla famiglia Costa il valore dell’attesa, della precisione e dell’equilibrio naturale.
«Siamo partiti dal miele, imparando dalla natura il valore del tempo, dell’attesa e della precisione. Gli stessi principi li abbiamo portati nel vino e soprattutto negli spumanti: qui il Nerello Mascalese possiede un’eleganza naturale e una profondità che permettono di immaginare Metodo Classico capaci di evolvere a lungo e raccontare davvero il nostro territorio», racconta Domenico Costa, che guida oggi l’azienda insieme ai genitori Sebastiano e Melina e alla sorella Cristina.
Nasce così una trilogia di spumanti Metodo Classico interamente ottenuti da Nerello Mascalese, destinata ad ampliare il panorama della spumantistica etnea, settore in continua crescita e sempre più apprezzato dagli appassionati.

Il primo è Velo d’Amuri, Brut Nature Rosato IGP Terre Siciliane, forse il più romantico della collezione. Il suo nome nasce da un piccolo errore diventato intuizione. Durante le prime prove di sboccatura, l’assenza delle tradizionali pupitre e l’inesperienza portarono a una movimentazione troppo energica delle bottiglie. I lieviti più pesanti vennero eliminati, mentre quelli più fini rimasero aderenti alle pareti, lasciando il vino leggermente velato ma straordinariamente ricco nella trama gustativa. Quella che poteva sembrare un’imperfezione è diventata una precisa scelta stilistica: uno spumante che conserva parte dei propri lieviti per acquisire complessità, struttura e capacità evolutiva.
Il secondo progetto è Etna DOC Rosato Pas Dosé Ad Amante Aetna, affinato 36 mesi sui lieviti. È il frutto della completa autonomia raggiunta dall’azienda grazie all’acquisto delle attrezzature dedicate alla spumantizzazione: giro-pallet, sboccatrice, ricolmatrice e tappatore. Ottenuto esclusivamente da Nerello Mascalese proveniente da vigneti ventennali, esprime con precisione l’energia minerale e la tensione del versante orientale dell’Etna.
A completare la gamma arriva Ad Amante Aetna Cento, il Metodo Classico che meglio racconta la filosofia dell’attesa. Nato dalla vendemmia 2016 e con tiraggio del novembre 2017, riposa per ben 100 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Un tempo lungo che restituisce uno spumante di rara profondità, capace di evolvere lentamente nel calice, offrendo a ogni sorso sfumature nuove e sorprendenti.

Con questa nuova produzione Oro d’Etna conferma una visione coerente e autentica, nella quale miele e vino non rappresentano due attività separate, ma due espressioni della stessa cultura agricola. Un progetto che trova nella lentezza, nella cura e nel rispetto del territorio la propria cifra distintiva e che aggiunge un nuovo tassello al racconto enologico dell’Etna, dimostrando come il vulcano continui a sorprendere non soltanto con i suoi grandi rossi e bianchi, ma anche con spumanti di straordinaria personalità, destinati a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel panorama italiano.
Emanuele Gobbi




