Opus 23 Bogatte Reserve 2017 Winnice Czajkowski

Un ”amarone” polacco? Non scherziamo… di Amarone ce n’è uno solo ed è quello della Valpolicella, ma questo vino prodotto in Polonia è stato premiato nel 2020 con una medaglia di bronzo al Decanter World Wine Awards di Londra e mi ha incuriosito perché fra gli enoappassionati si sta facendo largo proprio questo ambizioso paragone. Winnice Czajkowski è un progetto realizzato da Tomasz Czajkowski per creare vini di alta qualità e senza compromessi, un obiettivo audace per la Polonia, ma che sta riuscendo bene. In pochi anni anche altri suoi vini rossi e bianchi sono stati premiati in concorsi internazionali con medaglie d’oro e di bronzo.
La loro storia comincia dal bisnonno Jan che, abitando sulla strada del vino ungherese, importava vino dall’Ungheria, ed è continuata con suo figlio e con suo nipote, il padre di Tomasz. Questo giovane Czajkowski, infine, ha deciso di cominciare la sua personale avventura con l’enologia negli anni Novanta subito dopo aver visitato per la prima volta e per caso alcuni vigneti in Toscana. Tomasz si è dato subito da fare con passione, andando a imparare l’arte della vinificazione sotto la guida di Gary Baumgarten nel vigneto Anthonij Rupert in Sud Africa e poi, grazie all’aiuto dei suoi amici italiani che lo hanno aiutato a selezionare le barbatelle, nel 2010 ha allestito un vigneto terrazzato a Krosno, sul versante meridionale della riva del fiume Wisłoka, un lenzuolo di terra con un microclima eccellente, ben soleggiato sul terreno formato dai depositi alluvionali del fiume.
Dopo altri tre anni spesi alla ricerca di un habitat diverso e ancora più adatto alla vite, ha creato a Łęki Dukielskie il suo secondo vigneto, immerso in una pittoresca foresta su suoli di arenaria e terra argillosa, e dopo altri otto anni ne ha creato un terzo a Podniebyle, sui versanti sud e sud-ovest caratterizzati da una pendenza del 13%, dove crescono i vitigni più nobili su suoli di loess in combinazione con marne e ardesie. I ceppi per questi diversi terroir sono stati selezionati accuratamente in collaborazione con Thier Gasco (per molti anni presidente dell’Associazione degli enologi francesi e che lo supporta costantemente in ogni fase della vinificazione), con l’enologo polacco Piotr Stopczyński, con il presidente degli enologi cechi Dr. Mojmir Baron e con Marcello Vaona della Novaia Organic Wines in Valpolicella. Pinot noir, sauvignon blanc, cabernet e merlot provengono da Bordeaux, lo chardonnay dall’Italia e il riesling dalla Germania. Quando hanno deciso di piantare le varietà più nobili si sono resi subito conto che i rischi e i costi associati alla cura e alla resa di questi ceppi nelle condizioni polacche sono davvero enormi, si devono anche accendere dei falò di notte fra i filari, ma senza cominciare non sarebbe arrivato il meritato successo.
Questo Opus 23 Bogatte reserve 2017 è stato prodotto in 1497 bottiglie numerate con il metodo dell’appassimento per 60 giorni su appositi graticci di uve cabernet cortis, zweigelt e sangiovese al fine di aumentare la concentrazione di sapori e aromi. A causa della perdita di volume c’è voluto almeno il doppio dell’uva per produrlo, perciò ha un costo molto più alto degli altri vini prodotti. Per la maturazione (24 mesi ridotti a 12 nell’annata 2018) sono state utilizzate le botti di uno dei migliori produttori francesi: Seguin Moreau. Necessita di decantazione qualche ora prima per assaporarne appieno i gusti e gli aromi in seguito, ma consiglierei anche un buon arieggiamento per qualche minuto nel calice. Di colore rubino dai riflessi violacei, ossigenandosi diventa più scuro.
Attacca con un profumo di vaniglia, rovere e petali di rose rosse che apre un bouquet di frutti scuri maturi (mirtilli, more di rovo, amarene e ribes nero). In bocca il vino è delicato ma succoso, conferma il fruttato aggiungendo aromi di frutta candita e albicocche secche tra sfumature erbacee, balsamiche e ricordi di cioccolato e pepe. Il gusto è delicato, con una dolcezza discreta. Il vino è pieno, strutturato, ma allo stesso tempo fine. I tannini sono pronunciati, l’acidità è ben equilibrata. È un vino dal finale lungo e con un elevato potenziale di affinamento.
Mario Crosta
Tipologia: Winnice Podkarpackie
Vitigni: cabernet cortis, zweigelt e sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CZAJKOWSKI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 50 a 55 euro



