Alba Wines Exhibitions 2008: Roero 2005
Pochi, pochissimi i vini a base nebbiolo appartenenti alla denominazione Roero DOCG che, come di consueto aprono la manifestazione organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, erano presenti a questa edizione del 2008. Le motivazioni che Pietro Ratti, presidente (a fine mandato) ci ha comunicato pochi minuti prima che iniziassero le sedute di degustazione (alla cieca) sono presto dette: con l’avvento del nuovo disciplinare molti produttori non erano ancora pronti, specie per i vini che riportano in etichetta la dicitura “Riserva”, a presentare i campioni della nuova annata. Ricordiamo, infatti, che da regolamento della manifestazione, non si possono presentare vini non ancora imbottigliati e prelevati dalle botti di affinamento, quindi, per le riserve di questa denominazione bisogna aspettare il 1° Luglio del terzo anno successivo alla raccolta delle uve. Ma, al di là di questa giusta e doverosa premessa, rimane un certo amaro in bocca dovuto proprio al fattore assenze: indipendentemente dalle ragioni dei produttori del Roero, le defezioni non sono state poche anche nei giorni successivi quando i giornalisti italiani ed esteri, ma quest’anno anche un folto numero di buyers ed enotecari, si sono cimentati nella degustazione dei campioni di Barbaresco 2005 e Barolo 2004. Gli assenti non erano solo i pochi e soliti noti, ma un nutrito numero di aziende. Peccato. Rammarico per i degustatori, ma, ci auguriamo, anche un certo rimpianto per i produttori, perché quest’anno, più che mai, le ragioni c’erano.
Alba Wines Exhibitions è e rimane, secondo la maggior parte di coloro che ogni anno si segnano questa manifestazione dedicata esclusivamente alla stampa specializzata come appuntamento imprescindibile all’interno del ricco calendario di anteprime sparse per il territorio italiano, la più importante manifestazione di questo genere dedicata ai vini di un distretto o di una denominazione. Secondo alcuni non teme confronti con nessun altro appuntamento simile organizzato anche in Europa: questo per merito dell’efficienza dell’organizzazione attraverso il fondamentale supporto dell’agenzia Well Com, per la professionalità con la quale sono allestite le sessioni mattutine di degustazione (alla cieca e senza intoppi), per il preciso ed impeccabile servizio dei sommelier della locale delegazione AIS di Alba, per la location, il Palazzo Mostre e Congressi di Alba, silenzioso e funzionale che consente di mettere i degustatori nelle migliori condizioni possibili per analizzare i vini. Fondamentali, poi, le degustazioni pomeridiane presso i produttori (con Navette per il trasferimento) per non parlare, infine, delle piacevolissime cene organizzate a fine giornata, valide non tanto e solo per il prestigio e fascino dei ristoranti selezionati, quanto, soprattutto, per il clima gioviale e rilassato che si instaura con produttori e colleghi, pur nel rispetto della diversità di vedute.
Insomma, l’elenco dei fattori positivi è lungo e marca la differenza rispetto ad altri eventi del genere, e non è certo solo il blasone delle denominazioni protagoniste che rende questi giorni speciali. Ricordiamo, per concludere, poi la novità di quest’anno: la presenza di buyers ed enotecari italiani ed internazionali, giustamente invitati a partecipare e non crediamo che questa brillante ed importante novità possa essere stata una motivazione per non essere presenti. Anzi! Ecco perché ci sembra doveroso, in questo primo articolo della nostra rivista, a cui ne seguiranno molti altri, fare un appello a tutti coloro che hanno deciso per la prima volta di non partecipare: ripensateci. Pur nel rispetto delle vostre personali motivazioni, pur consapevoli che il numero di kermesse e manifestazioni è oramai diventato troppo elevato, difficilmente gestibile e rappresenta un costo non indifferente, non potete non continuare a fornire il vostro apporto e la vostra presenza proprio ad Alba Wines Exhibitions.
Giudicare i nebbioli del Roero 2005, quest’anno, sarebbe francamente discutibile: 11 i campioni presenti che, come i vini delle altre due denominazioni protagoniste (Barbaresco e Barolo), sono stati serviti alla cieca. Impossibile donare uno sguardo d’insieme all’annata nel suo complesso che possa essere esaustivo. Nonostante sia inutile e discutibile cercare di far paragoni con i nebbioli allevati alla destra del Tanaro, rimane la sensazione che la strada che porta ad un’identità ben definita dei vini che vengono prodotti tra Canale e Castagnito o tra Govone, Guarene e Montà sia ancora in divenire. L’annata certo non è stata semplice da decifrare: all’inizio di ottobre e verso la sua metà le piogge hanno caratterizzato questo mese decisivo per il nebbiolo ed è stato, quindi, fondamentale cogliere con tempismo il momento in cui vendemmiare. Sono state 696.920 le bottiglie di nebbiolo prodotte all’interno di questa DOCG nel 2005, il 21% in meno rispetto all’anno precedente. Una certa immaturità della trama tannica, spesso con note verdi ed una materia non di grandissima struttura e sostanza. Note a volte surmature, a volte ancora troppo vegetali, hanno dato nel loro insieme la sensazione di un equilibrio complessivo, quanto meno ora, non presente. Dello sparuto drappello di vini a rappresentare il Roero ci sentiamo, quindi, di segnalare positivamente: Cornarea, di Canale, con il Roero Cornarea (5000 bottiglie prodotte) che si distingue per una buona trama olfattiva floreale e fruttata insieme a lievi accenni di spezie fini ed una più che buona corrispondenza tra bocca e naso; Renato Buganza, di Piobesi d’Alba, con due campioni, il Roero Bric Paradis e lievemente staccato il Gerbole, entrambi provenienti dal Comune di Gerbole ed entrambi prodotti in 3000 esemplari. Infine Cascina Chicco di Canale con il Roero Montespinato proveniente dai comuni di Castellinaldo e Castagnito con una produzione di 12000 bottiglie.
Alessandro Franceschini



