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SicilEat: il meglio dell’enogastronomia siciliana

SicilEatSicilEat è un progetto nato lo scorso anno da un’idea di Gabriella Buzzanca, una Food Selector siciliana che va a scovare nell’isola i piccoli produttori di qualità, raccoglie i loro prodotti e li ripropone al di fuori della regione. Ogni prodotto ha il suo marchio di origine, a cui SicilEat appone una targhetta di garanzia, una sorta di certificazione che quel prodotto ha le carte in regola per essere considerato un prodotto di alta qualità.
Non è un lavoro semplice quello che sta intraprendendo Gabriella con i suoi collaboratori perché l’enogastronomia siciliana è un intrecciato labirinto di culture, di tradizioni e di prodotti tipici, all’interno del quale è molto complicato districarsi.
Basti pensare che nel corso della storia nell’isola sono transitati greci, arabi e normanni, e tutti hanno lasciato una loro impronta, dalle salse agrodolci a base di pinoli e uvetta, alla coltivazione degli agrumi, al cous-cous e così via. Ma Gabriella conosce bene la Sicilia ed è un’esperta di cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche, condizioni che sicuramente le permetteranno di condurre con successo questa iniziativa.

CaponataNon più di un mese fa ho avuto il piacere di partecipare ad una degustazione di prodotti e vini siciliani selezionati da SicilEat, e devo dire che è stata un’esperienza del tutto sorprendente anche per me, che pensavo di conoscere molto bene la Sicilia enogastronomica.
I salumi proposti da Gabriella Buzzanca – dal prosciutto, al salame, al guanciale, alla pancetta, al capocollo – sono tutti derivanti dal suino nero dei Nebrodi, un’antichissima razza autoctona dal manto scuro (sembra che venisse allevato già ai tempi dei cartaginesi) che predilige gli allevamenti allo stato brado e semibrado.
Gli allevatori di questi suini sono tutte aziende di piccole dimensioni, che riescono a soddisfare, oltre alle esigenze familiari, solo un piccolo mercato locale; pare infatti che in tutta la Sicilia siano stimati al massimo duemila animali di questa di razza.

MieleMolto interessante è anche la proposta di formaggi, come il Maiorchino, un antico pecorino a pasta pressata dura che viene stagionato per 24 mesi; il Piacentinu ennese, di cui ne ha già parlato Francesca Valassi proprio sulle colonne di Lavinium; la Vastedda della Valle del Belice, unico pecorino a pasta filata la cui produzione è sempre più limitata; il Ragusano, un caciocavallo che prende il nome dalla provincia di produzione, le cui origini sono molto antiche; la Provola dei Nebrodi, il caratteristico caciocavallo a pasta filata di latte vaccino.
La selezione di prodotti continua con le conserve, i sottoli, i preparati (assolutamente da provare la caponata), il tonno, le confetture, i dolciumi, i biscotti, il cioccolato (su cui regna ovviamente quello di Modica), l’olio, il sale, gli agrumi. Insomma tutto il meglio della Sicilia enogastronomica, la si può trovare da SicilEat. In bocca al lupo a Gabriella e ai suoi collaboratori.

Il sito internet di SicilEat

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