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Sauvignon Blanc Ratsch 2013 Weingut Kögl

I vigneti di casa Koegl
I vigneti di casa Kögl

Il grüner veltliner è sicuramente il vitigno “bandiera” dell’Austria, infatti è coltivato in un terzo della superficie totale dei vigneti ed è seguito soltanto a ruota dalle altre uve. Agli ultimi posti c’è pure (ma guarda guarda…) il sauvignon blanc con uno stiracchiato 2%. Che la Stiria non sia proprio la Valle della Loira o la Nuova Zelanda, cioè i posti d’elezione di questo vitigno, è chiaro anche ai neofiti e agli appassionati dei suoi vini, molto aromatici, tanto da piacere a mezzo mondo. Personalmente, però, non mi entusiasmano. Specialmente quello classico che ha un aroma primario esclusivo e inconfondibile, quello ben descritto dal maestro dei wine-writers britannici Oz Clarke: «cat’s pee on a gooseberry bush» (pipì di gatto su un cespuglio di uva spina).
vignetiSi suppone che questo vitigno abbia avuto origine nel 18° secolo a Sancerre da un incrocio fra il traminer e lo chenin blanc, ma nel corso degli ultimi 40 anni è la Nuova Zelanda che sembra essere diventata il non plus ultra dell’espressione organolettica del vino che ne deriva, anche se si nota una differenza abissale di aromi e sapori, a causa dei terroir che sono davvero diversi da quelli europei, anzi effettivamente all’opposto, visto che stanno esattamente dall’altra parte del mondo. Lasciatemi inoltre stendere un velo pietoso sui grezzi Sauvignon del Sudafrica e su quelli asfittici della Napa Valley, così completiamo il quadro e chi s’è visto s’è visto.
E invece no. Come sa perfettamente il gigante Marco Felluga, che mi aveva già aperto gli occhi con quello strepitoso Collio Sauvignon 2002 che non mi uscirà mai dalla memoria, qualche volta si trovano degli esemplari stupendi anche di questo vino. Certo che non avrei mai scommesso di trovarne uno tanto piacevole in Austria, nella Südsteiermark (Stiria meridionale), eppure è proprio lassù che la qualità sembra diventata nel frattempo eccezionale, tanto che l’offerta di questo vino sul mercato è più che raddoppiata nell’ultimo decennio.
Le vigne coltivate a sauvignon blanc, un tempo una manciata, ormai superano i 940 ettari sui 46.000 di tutta l’Austria e si trovano in massima parte appunto nella Südsteiermark e qualcuno anche nella Niederösterreich (Bassa Austria) e nel Burgenland. Questo vitigno era arrivato in Austria nel 19° secolo, ma lo avevano chiamato muskat-sylvaner, generando una confusione immensa perché non ha proprio nulla a che spartire con nessuna di queste due uve e la questione è stata qui risolta soltanto una ventina di anni fa. Teste dure, a Vienna, eh?
Altri vignetiMai così dure come quelle dei fieri vignaioli della Südsteiermark che, come pochi altri al mondo (tra cui i nostri giuliani tra il Natisone e l’Isonzo) non hanno proprio paura di spaccarsi la schiena. Hanno capito che in generale il sauvignon blanc prospera nei climi più freschi, come il loro, purché il vignaiolo si accolli anche un altro lavoro manuale come se il resto non bastasse già e cioè… che si dia da fare per ridurre la nota vigoria fogliare, tagliando e potando di buona lena tralci e foglie in modo che i grappoli vengano esposti a una gran quantità di sole. E non è mica finita. Bisogna scegliere terreni con esposizione tra sud e sud-est e lungo le pendici più ventose, in modo che già dal primo mattino i raggi solari asciughino molto rapidamente l’uva dall’umidità notturna con il benvenuto soccorso di un maggior movimento dell’aria. In caso contrario il vino potrebbe denunciare qualche puzzetta vegetale come il sentore degli asparagi in conserva.
Anche i suoli giocano un ruolo essenziale. Sullo Stermetzberg ci sono delle rocce sedimentarie a grana non molto grossa che si chiamano Opok e che si trovano in poche altre parti del mondo, impasti di marne calcaree, marne non calcaree, arenaria, argilla e illite d’argilla che contrastano la penetrazione delle radici delle viti, ne riducono l’assunzione di acqua durante le piogge e restituiscono lentamente di notte l’accumulo giornaliero di calore sotto i raggi del sole. Ed è proprio su queste alture che si trovano le vigne di quel sauvignon blanc che ha tanto successo

Tamara Kögl
Tamara Kögl

e precisamente sopra il villaggio di Ratsch an der Weinstraße. La Weingut Buschenschank & Gästezimmer Kögl è un’aziendina di 10 ettari a conduzione famigliare che proprio lassù, a 400 metri dal confine con la Slovenia, ha una cantina, una taverna, alcune camere e… un mulino a vento Klapotetz a pale di legno per spaventare con il suo rumore storni e altri uccelli in modo che non becchino l’uva. Teste dure, appunto.
Come Tamara Kögl, la giovane enologa di famiglia che sta facendo un lavoro fantastico in questo posto incantevole con una vista impagabile dalla sua graziosa casetta di tre secoli fa, ristrutturata con buon gusto. I suoi vini dimostrano una vera classe fin dal 2012 a tutti i livelli e con sempre maggiore attenzione alla viticoltura biologica, ormai anche certificata.

Sauvignon Blanc Ratsch 2013 weingut KöglIn particolare il Sauvignon blanc Ratsch 2013. Pulito, leggero, vispo e delicato. Si sentono i fiori di campo e il fieno, l’erba appena falciata e la terra pulita. Grande acidità e cristallina mineralità accompagnano note fresche, anche cremose di uva spina, mela golden, citronella e kiwi in bell’armonia, con un finale gustoso e persistente che un bel tepore. Un vino di ottima sostanza, da ceppi di almeno sessant’anni, vinificato in acciaio. Tenore alcolico del 13,5%.
È un vino ideale per antipasti e zuppe vellutate, ma per la sua elevata acidità naturale si abbina bene anche con le pietanze più difficili da accompagnare con un vino, come le crudità di campagna: pomodori e altre verdure fresche, insalate ricche allo yogurt, piatti piccanti e formaggi caprini. Lo suggerirei anche con i piatti delle cucine esotiche, soprattutto quelle dell’estremo oriente.

Mario Crosta

Weingut Kögl
Buschenschank & Gästezimmer, Weinstraße Nr. 59, 8461 Ratsch an der Weinstraße, AUSTRIA
tel/fax +43.3453.4314, cell. +43.664.4080272
sito www.weingut-koegl.com, e-mail info@weingut-koegl.com

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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