Italiani in Romania: il progetto Dorvena

La Romania è il 13° produttore di vino a livello mondiale, con le sue 8 regioni vitivinicole che comprendono 37 zone, 123 sottozone e 349 denominazioni di origine controllata. La vinificazione delle uve qui risale ad almeno 4.000 anni fa e occupa il 5% della produzione agricola totale con 200.000 ettari vitati. Ho cominciato a scriverne per Enotime.it di Fabrizio Penna ed Elisabetta Fezzi nel 2001 e posso dire che sono stato molto felice di aver contribuito con loro alla riscoperta e alla valorizzazione dei migliori vini dei Balcani.
Molte aziende europee, nel frattempo, ci hanno investito notevoli capitali e sono stato personalmente molto contento di scoprire che già negli anni Novanta una delle prime era stata l’italiana Genagricola.

Dopo la straordinaria e determinata marcia dei minatori sulla capitale e l’assalto popolare al regime di Ceausescu c’era da ricostruire completamente il paese che era stato ridotto in condizioni di povertà. Capitali non se ne trovavano, perché erano stati imboscati all’estero dai corrotti del regime.
Quando il Gruppo Assicurazioni Generali aveva deciso coraggiosamente di acquisire una delle più grosse proprietà fondiarie di 4.800 ettari dallo smembramento di una grande azienda di Stato ho personalmente festeggiato con gli amici, sono stato fra i primi a credere nella rinascita enologica, sebbene molti allora lo ritenessero un azzardo, un rischio. Genagricola diventava così la più estesa Azienda agricola Italiana, con oltre 8.000 ettari coltivati in Italia che diventavano oltre 13.000 con quelli in Romania.
La zona che avevano scelto era nella regione Crișana sulle colline dell’agro di di Pâncota in provincia di Arad, ai piedi dei monti Zărandului nei Carpazi Occidentali, all’estremo occidentale della Romania verso il confine con l’Ungheria, dove la vitis vinifera ha trovato condizioni ideali negli oltre 2.500 ettari vitati dell’intera zona che sono in costante miglioramento delle tecniche di coltivazione.
Il clima qui è caratterizzato da inverni rigidi e da estati calde, con escursioni termiche che raggiungono differenze anche di 20 °C su terreni di ottimo drenaggio e ben ventilati, che garantiscono una perfetta maturazione dei grappoli per vini di buona concentrazione, giusta acidità e tenori alcolici elevati.
Il progetto Dorvena è stato realizzato a partire dal 2007 su iniziativa di un gruppo di investimento italiano rappresentato da Gianfranco Bonavigo che, grazie all’accesso ai fondi europei, è riuscito a fondare la nuova società S.C. Vignadoro per sviluppare un progetto vitivinicolo pienamente locale, ma di proprietà di Genagricola SPA & Agricola San Giorgio SPA.
La tenuta si estende all’angolo di due colline vicino al fiume Mureș su circa 110 ettari dai suoli argillosi misti a pietre di origine vulcanica, quindi ricchi di microelementi minerali, a 250 metri di altitudine sul livello del mare e già coltivati in epoca Romana. Il vigneto è famoso da tempo, subito appena fuori dall’abitato, dove sorgeva un’antica abbazia benedettina del XIII secolo. Nel 2008 si è cominciato a riorganizzazione i terreni, si sono rifatti i terrazzamenti, mentre le vigne sono state estirpate e ripiantate con riguardo in particolare per i vitigni autoctoni.

Eccone le varietà: i bianchi Pinot Gris, Fetească Regală, Traminer, Mustoasă de Măderat, Muscat Ottonel, Sauvignon Blanc, Riesling Italian, Furmint e i rossi Pinot Noir, Cadarcă, Burgund, Merlot, Fetească Neagră, Cabernet Sauvignon.
Nel 2010 sono stati avviati i lavori per la costruzione della cantina in stile futuristico che è stata completata alla fine del 2014, ma già nel 2013 si sono fatte le prime vinificazioni come test tecnologici. La vinificazione e l’imbottigliamento a scopo commerciale sono iniziati invece nel 2016.
La cantina è stata costruita a gravitazione fra diversi piani sui resti di una cava abbandonata per un totale di 4.000 mq. La soluzione architettonica adottata comprende un edificio armonizzato al paesaggio che anzi arricchisce di una nota moderna e diviso in due corpi principali dedicati a due funzioni distinte. Quello sovrastante, che è libero di ruotare e dare un’occhiata alla valle in direzione del sito archeologico dell’antica abbazia benedettina, è dedicato alla lavorazione primaria dei grappoli e delle uve. Quello sottostante, che comprende la cantina e il magazzino, è allineato ha le facciate ricoperte della stessa pietra rimossa dallo scavo delle fondamenta e dei terrapieni.
Per il nome del marchio si sono affidati a un’agenzia locale, che ha lavorato sulle radici culturali rumene. Dorvena proviene dall’unione di due parole: “dor” (in rumeno significa “brama, bramosia”) e “vena” (in sanscrito significa “forte desiderio, amore”) e rende appunto il senso dell’impresa, che si riallaccia alla millenaria attività vitivinicola rumena, ma mira però al futuro.
Ci lavorano giovani tecnici e professionisti rumeni che si sono formati in Romania, ma che sono stati istruiti da Genagricola anche in Italia, con la supervisione dell’enologo Riccardo Cotarella (che segue tutte le aziende vitivinicole del Gruppo), poiché le scuole enologiche qui operano limitatamente. Un investimento in risorse umane teso a mantenere un’identità fortemente locale ai vini che si accompagna però con un’eleganza e una finezza moderne e piacevoli attraverso l’uso migliore delle tecnologie più avanzate. Il debutto sul mercato è avvenuto dopo ben 10 anni di duro lavoro soltanto nel 2017, perciò i vini che ho assaggiato sono praticamente tra i primi fatti.

IG Dealurile Zarandului Pinot Gris 2018
Vitigno originario della Francia, è una mutazione gemmaria del pinot noir ed è un’uva difficile da coltivare, perché richiede tendenzialmente un ambiente freddo e dei terroir adatti, perciò i primi risultati al di fuori della Borgogna hanno dato scarsi risultati, anche se oggi è uno dei vitigni più coltivati ed apprezzati nel mondo e anche qui in Romania sta trovando una sua collocazione sul mercato come vino fresco e non impegnativo, dall’aperitivo agli antipasti di affettati o finger foods.
In questa tenuta della Vignadoro è coltivato in 30 ettari che si trovano tra i 200 e i 230 metri s.l.m. sulle colline formatesi nel periodo Quaternario che consentono un’ottima ventilazione che favorisce la sanità delle uve, dove i suoli sono argillosi misti a pietre di origine vulcanica, ricchi di sali minerali e microelementi e dove il clima nel periodo di maturazione ha delle escursioni termiche tra giorno e notte con medie di 15 °C e picchi di 20 °C. La densità d’impianto è di 4.600 ceppi per ettaro e la forma di allevamento è a Guyot per una resa di 70 quintali per ettaro. La vendemmia, manuale e meccanica, si fa nella prima decade di settembre. Il mosto, ottenuto con una pressatura soffice, viene fatto fermentare in vasche d’acciaio a temperatura controllata e il vino matura per 6 mesi sui lieviti prima dell’imbottigliamento. Tenore alcolico del 12,5%. Di colore paglierino con riflessi verdolini luminosi, attacca con note di fiori di campo ed erbette aromatiche che introducono un bouquet fresco di uva spina gialla, agrumi e mela golden su fondo minerale. In bocca è fresco, di buon corpo, in equilibrio tra morbidezza ed acidità.

IG Dealurile Zarandului Rosé 2018
Al merlot, originario della zona di Bordeaux, si unisce il burgund mare, un vitigno a bacca rossa nativo delle rive del Mar Caspio, che si coltiva da oltre un secolo in Romania, in prevalenza nell’area della DOC Miniş, e che assomiglia al blaufränkisch. Questi due vitigni sono coltivati tra i 190 e i 240 metri s.l.m. sulle colline formatesi nel periodo Quaternario che consentono un’ottima ventilazione che favorisce la sanità delle uve, dove i suoli sono argillosi misti a pietre di origine vulcanica, ricchi di sali minerali e microelementi e dove il clima nel periodo vegetativo ha delle escursioni termiche tra giorno e notte con medie di 15 °C e picchi di 20 °C. La densità d’impianto è di 4.600 ceppi per ettaro e la forma di allevamento è a Guyot per il Merlot e a cordone speronato per il burgund mare per una resa di 80 quintali per ettaro. L’epoca della vendemmia, solo meccanica, è nella seconda decade di settembre. Il mosto, ottenuto con una pressatura soffice, dopo un breve periodo a contatto con la buccia, viene separato e fatto fermentare in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata e il vino matura per 6 mesi prima dell’imbottigliamento. Tenore alcolico del 13,5%. Vino di un bel colore rosa sangue di coniglio chiaro, molto luminoso, all’attacco si apre con un tocco di buccia d’uva e melograno. Il bouquet è fruttato e gioca su toni delicati di ribes rosso, cherimoya (annona), arance e uno schizzo di scorza di pompelmo rosa. In bocca conferma il fruttato, è sapido e rotondo e il finale è alla violetta di campo e alla rosa di macchia. E’ un rosato che andrebbe servito sui 10-12 °C, ma può restare sulla tavola anche senza secchiello di acqua e ghiaccio perché rimane piacevole a lungo, perfino a temperatura ambiente, come sanno fare soltanto pochi vini rosati, perché sa sopportare stoicamente un’ampia escursione di temperature fino ai 20 °C, almeno d’inverno.

DOC Miniş Fetească Regală 2018
Nasce in Romania nel 1930 dall’incrocio tra fetească albă e grasă de Cotnari ed è rapidamente diventato uno dei vitigni più caratteristici e coltivati del Paese. Il nome, nella lingua originale, significa “Fanciulla Reale” (o “Principessa”) perché dona un vino di grazia e finezza, aromatico, ma abbastanza semplice da adattarsi a ogni situazione. In questa tenuta della Vignadoro è coltivato in 5 ettari che si trovano a 230 metri s.l.m. sulle colline formatesi nel periodo Quaternario che consentono un’ottima ventilazione che favorisce la sanità delle uve, dove i suoli sono argillosi misti a pietre di origine vulcanica, ricchi di sali minerali e microelementi e dove il clima nel periodo di maturazione ha delle escursioni termiche tra giorno e notte con medie di 15 °C e picchi di 20 °C. La densità d’impianto è di 4.600 ceppi per ettaro e la forma di allevamento è a Guyot per una resa di 70 quintali per ettaro. La vendemmia, manuale e meccanica, si fa nella terza decade di settembre. Il mosto, ottenuto con una pressatura soffice, viene fatto fermentare in vasche d’acciaio a temperatura controllata e il vino matura per 6 mesi sui lieviti prima dell’imbottigliamento. Tenore alcolico del 12,5%. Di colore paglierino pastello con riflessi verdolini luminosi, attacca con note di fiori campo bianchi e di tiglio che introducono un bouquet fruttato di polpa bianca di mele e pere mature e succose, in bocca conferma il fruttato, è sapido, equilibrato e fine. Può affinarsi ancora bene.

DOC Miniş Fetească Neagră 2018
Il fetească neagră è il vitigno a bacca rossa forse più rappresentativo della vitivinicoltura rumena, presente già oltre 2.000 anni fa lungo la valle del fiume Prut nella contea di Iaşi. In questa tenuta della Vignadoro è coltivato in 6 ettari che si trovano a 200 metri s.l.m. sulle colline formatesi nel periodo Quaternario che consentono un’ottima ventilazione che favorisce la sanità delle uve, dove i suoli sono argillosi misti a pietre di origine vulcanica, ricchi di sali minerali e microelementi e dove il clima nel periodo di maturazione ha delle escursioni termiche tra giorno e notte con medie di 15 °C e picchi di 20 °C. La densità d’impianto è di 4.600 ceppi per ettaro e la forma di allevamento è a Guyot per una resa di 60 quintali per ettaro. La vendemmia, manuale e meccanica, si fa nella seconda decade di settembre. Una volta raccolte e diraspate, le uve svolgono la fermentazione alcolica e malolattica in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata. Il vino matura per almeno sei mesi in botti di legno prima di essere imbottigliato. Tenore alcolico del 13,5%.
Di colore è rosso porpora di trasparenza cristallina e luminoso, all’attacco è delicato, fresco, con note di rose rosse e iris (giaggiolo) rosso e una sfumatura di erba dolce del bisonte. È etereo, asciutto, fresco e in bocca aggiunge agli aromi quelli maturi di corniolo, ribes rosso, susine del prugnolo selvatico anche sotto spirito. Nel finale emergono delicate sfumature di erba del bisonte con i suoi aromi di vaniglia e di mandorla e anche un tocco di lacca. L’alcool non sgomita assolutamente perché si è armonizzato bene. Anche i tannini sono di una rara levigatezza. Quando s’incontrano vini così scorrevoli, nonostante la solida struttura, c’è da goderli in calice ampio, dove rende bene come pochi in un’ampia escursione di temperature dai 16 ai 21 °C.

DOC Miniş Pinot Noir 2017
Trovo curioso che un vitigno difficile come il pinot noir si sia ambientato nei declivi romeni già oltre 2.000 anni fa dalla Borgogna, che si ritiene la sua area nativa. È un’uva difficile, ma dalle grandi potenzialità e finora ha avuto delle buone performance sotto le cure dell’agronomo e dell’enologo che ne hanno fatto un vino di grande potenza, forse perché influenzato sicuramente dal clima di quest’annata torrida e/o dalle pratiche tradizionali rumene, ma che potrebbe puntare a una maggiore finezza aromatica e bevibilità. In questa tenuta della Vignadoro è coltivato in 10 ettari che si trovano nella zona più elevata tra 240 metri e 280 metri s.l.m. sulle colline formatesi nel periodo Quaternario che consentono un’ottima ventilazione che favorisce la sanità delle uve, dove i suoli sono argillosi misti a pietre di origine vulcanica, ricchi di sali minerali e microelementi e dove il clima nel periodo di maturazione ha delle escursioni termiche tra giorno e notte con medie di 15 °C e picchi di 20 °C. La densità d’impianto è di 4.600 ceppi per ettaro e la forma di allevamento è a Guyot per una resa di 50 quintali per ettaro. La vendemmia, rigorosamente manuale, si è fatta nella prima decade di settembre. L’uva, diraspata e pigiata, è rimasta a contatto con le bucce in contenitori di acciaio inox. per 4/8 giorni. Svolta la fermentazione alcolica e malolattica, il vino è stato separato dalla vinaccia e posto in barrique per 12 mesi cui è seguito un affinamento in bottiglia di altri 12. Tenore alcolico del 14,5%.
Di colore rosso amarena con riflessi amaranto, all’attacco i profumi di muschio e di noce moscata introducono un bouquet delicato di piccoli frutti rossi maturi, dalla ciliegia al ribes rosso su fondo speziato dolce. In bocca mostra un fruttato succoso di mora di rovo e lampone di grande finezza fra sfumature di pepe, chiodi di garofano, incenso. Tannini vellutati, molto morbidi. Ha un buon potenziale di affinamento ulteriore in bottiglia, per almeno 5/10 anni.
Mario Crosta
S.C. Vignadoro – Crama Dorvena
Strada Eroilor 9, Pâncota, Jud. Arad, ROMANIA
Tel. +40.734.770075
Coordinate GPS: lat. 46.328627 N, long. 21.704945 E
sito: www.dorvena.ro, e-mail: renato.coradini@vignadoro.ro




