Rosso Collezione di Campaccio 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2026
Tipologia: IGT Toscana Rosso
Vitigni: sangiovese 40%, cabernet sauvignon 30%, merlot 30%
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: ARILLO IN TERRABIANCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 50 a 55 euro
Il vino che chiude la nostra lunga carrellata dedicata all’azienda vitivinicola Arillo in Terrabianca, di proprietà della famiglia Burkard dal 2019, è il Toscana Rosso Collezione di Campaccio 2020. “È l’espressione più ambiziosa, e al tempo stesso più libera, della storica cuvée” queste le parole di Urs e Adriana Burkard. Nasce da una selezione rigorosa delle migliori parcelle di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot, le stesse da cui ha origine il Campaccio. Tuttavia, l’uvaggio può cambiare ogni anno, in base all’andamento dell’annata. È proprio questo il senso del progetto: creare un vino che sia ogni volta diverso, unico, capace di riflettere al meglio il carattere del millesimo. L’obiettivo è valorizzare il vitigno che ha saputo esprimersi con più forza e autenticità, dando vita a uno stile distintivo, riconoscibile e mai ripetitivo – concludono i due titolari di Arillo in Terrabianca.
Ci troviamo ai piedi delle Colline Metallifere, all’interno del Geoparco dell’Alta Maremma, tra Valpiana, Massa Marittima e il Golfo di Follonica dove le colline non superano i 150 metri di altitudine. Le vigne, piantate tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, sono oggi allevate prevalentemente a guyot; affondano le proprie radici all’interno di suoli argillosi e ricchi di scheletro. L’annata 2020 è stata caratterizzata da piogge scarse nei primi mesi invernali. Le viti hanno iniziato a germogliare a fine marzo nel pieno delle giornate fredde con temperature alle volte inferiori agli zero gradi. Ne è seguito un decorso regolare favorito da un clima ideale caratterizzato da giornate calde, secche e leggermente ventose. Come conseguenza si è notata un’ottima allegagione dei frutti che ha portato ad una buona architettura dei grappoli. Le scarse piogge hanno fatto sì che si siano evidenziati fenomeni di stress idrico a causa del clima secco e delle temperature ancora molto elevate. Un’annata buona con una produzione inferiore, comunque di ottima qualità.
Ogni varietà fermenta separatamente in acciaio a temperatura controllata, seguita da una macerazione sulle bucce di circa 7–10 giorni. Terminata la fermentazione alcolica, i vini restano in vasche d’acciaio a contatto con le fecce fini per un primo periodo di affinamento. Il loro percorso evolutivo prosegue con una maturazione di 20 mesi in barriques di rovere francese di primo e secondo passaggio in seguito si procede all’assemblaggio della cuvée. Il vino completa, infine, la sua evoluzione con ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Tonalità rubino intensa, profondità di colore ed estratto considerevole. Timbro olfattivo ricco di suggestioni fruttate che ricordano la marasca matura, la susina nera ed effluvi balsamici quali eucalipto e menta; trascorsa una buona mezz’ora dalla mescita il profilo olfattivo guadagna punti in termini di austerità, mediante la china, polvere di caffè e grafite. Complessità da vendere insomma. Non che mi aspettassi il contrario. Anche in bocca segue lo stesso percorso. Ritrovo un sorso già piuttosto equilibrato tra tensione acida, rotondità, trama tannica dolce e vispa; il vino conquista i ricettori del gusto per diversi minuti ma senza appesantire il palato. Anche l’alcol è ben digerito. Tutti questi elementi fanno guadagnare al vino la quinta chiocciola. Cinghiale in umido sfumato con lo stesso vino.