Piemonte Chardonnay A Taj 2024
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2025
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro
Abbiamo pubblicato, nel corso degli anni, svariati approfondimenti dedicati all’impegno di Mariuccia Borio, alias Cascina Castlèt. Per chi volesse saperne di più, di seguito l’articolo forse più esaustivo.
Amo definirla la memoria storica del barbera allevato tra le colline di Costigliole d’Asti, tra i comuni piemontesi più vocati per quanto concerne il vitigno sopracitato. La nostra protagonista quest’anno festeggerà la cinquantacinquesima vendemmia. No. Non è un errore di battitura. L’errore – semmai – è non passare del tempo in sua compagnia, andare a trovarla, perché a mio avviso un’ora trascorsa ad ascoltare i suoi aneddoti – raccontanti sempre con il sorriso sulle labbra – vale più di ogni esperienza enoica. Cerchiamo di recensire – in un lasso di tempo variabile – almeno sei etichette della gamma aziendale relative all’annata in commercio. Questa volta abbiamo voluto aspettare – apposta – un po’ più di tempo per restituire il più possibile l’impegno profuso da Mariuccia, e i suoi collaboratori, in cantina e soprattutto in vigna.
Partiamo dal Piemonte Chardonnay A Taj 2024, figlio di un millesimo giudicato ottimo in zona con uve sane, di qualità, e rese nella norma. Senza eccessi, insomma, fermo restando che tutte le annate ormai sono sempre tendenzialmente calde. S’intende. Ho trovato curioso l’aneddoto legato alla scelta del nome del vino. Racconta più di ogni altra cosa la lungimiranza e lo spirito di Mariuccia. Quest’ultima ha indetto un concorso tra clienti ed amici; in tantissimi hanno risposto e un centinaio di proposte sono state scritte sull’etichetta in ordine sparso e casuale a formare quasi una nuvola di parole che evocano i vari aspetti del vino, usando metafore e dialetto, semplici sintagmi, provocatori solecismi e ricercate antiche dizioni; da questa nuvola di significati emerge A TAJ, al centro, come una scelta naturale. In piemontese significa utile, bello, che giunge al momento giusto. Fu il Marchese Filippo Asinari di San Marzano, nella prima metà dell’Ottocento, a coltivare per primo su queste terre il vitigno chardonnay, importandolo direttamente dalla Francia. I vigneti di Cascina Castlèt sono coltivati a controspalliera, su terreni mediamente sciolti, hanno e hanno una densità d’impianto di circa 4500 ceppi per ettaro. La resa in uva è di circa 85 quintali pari a 59 ettolitri di vino. La vinificazione e l’affinamento vengono svolte in contenitori di acciaio inox.
Veniamo dunque al vino che si presenta in veste paglierino con riflessi oro antico; mostra un estratto medio e tanta vivacità di colore. Al naso, dolci suggestioni di biancospino, miele d’acacia, lieve smalto e scorze di limoni canditi; con lenta ossigenazione il frutto appare più morbido, sinuoso e fa pensare al maracuja e all’ananas. In bocca vi è buona sinergia tra parti sapide ed acide; il sorso è morbido ed attraversato continuamente da rintocchi citrini che rinfrescano l’insieme. Media persistenza. Un ottimo assist per gamberoni alla piastra, aglio, olio e prezzemolo con zest di limone.