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Anche il pane in Langa ha un territorio delimitato

Il “Pan ed Langa” (in dialetto piemontese Pane di Langa) ha scelto la stessa strada dei famosi vini di questo territorio che ruota attorno ad Alba (CN) per caratterizzarsi sul mercato: vengono infatti dichiarati i tipi di grano che compongono le farine con cui viene realizzato e la zona entro la quale tali grani debbono essere coltivati. Una filiera completa dal campo alla tavola che il Pan ed Langa è in grado di garantire fino all’ultimo chicco grazie ad un accordo con i contadini che coltivano i grani e un disciplinare di produzione che regola la preparazione del pane.

Confezioni di Pan ed Langa

Già al debutto ufficiale due anni fa alla Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, quando venne presentato il pane realizzato con il grano del primo raccolto, il Consorzio Pan ed Langa aveva coniato lo slogan “Il nostro pane è diverso: un progetto, non una moda“, identificando con il territorio collinare delle Langhe l’area specifica di provenienza dei grani adatti alla lavorazione del Pan ed Langa.

Il Mulino Sobrino

Questa indicazione è contenuta nel disciplinare di produzione adottato dal Consorzio e delimita una zona ben precisa – tra l’altro corrispondente in larga parte a quella del disciplinare di produzione dei vini Doc Langhe – che disegna sulla carta geografica una specie di “grande cuore”, una goccia rovesciata che si arrotonda a nord verso la piana del Tanaro e finisce a punta verso il confine ligure.

Il Pane ed Langa ai Mercati della Terra

La corrispondenza con una determinata zona viticola non è affatto casuale. Nel territorio collinare delle Langhe, così come altrove in Italia, la consociazione tra coltivazione del vigneto e coltivazione del frumento è durata a lungo.
Addirittura nei contratti di mezzadria era indicato nello specifico l’alternanza ottimale di fave e maggese con il frumento da praticare nei filari, come testimonia anche il Fantini in una pubblicazione sul tema del 1885.

Le macchine per la lavorazione delle farine

Attorno agli anni ’20 del secolo scorso, con l’intensa attività di ricerca e ibridazione condotta per vincere la cosiddetta “battaglia del grano” voluta dal regime fascista, cominciarono ad apparire nuove varietà di grano che offrivano grandi rese in pianura (approfondimenti nelle “Note sulla campagna granaria 1924-25” del professor Zannoni), che furono puntualmente adottate per poi scoprire che non davano gli stessi risultati in collina.
Di conseguenza molti contadini/viticoltori restarono attaccati alle vecchie varietà come il “Gentil rosso“, sopravvissuto fino ad oggi insieme a pochi altri.

La farina ottenuta

Sono proprio queste antiche varietà di grano tenero che sono state recuperate a livello sperimentale per provare a riprodurre il pane con le caratteristiche di quello che facevano in casa le nostre nonne: profumato, durevole, a lenta lievitazione.
Il “Pan ed Langa” è frutto di una piccola filiera locale del grano, nata sulle colline di Langa grazie alla collaborazione tra Renzo Sobrino, titolare del Mulino Sobrino a La Morra (CN) e un gruppo di panificatori artigiani di Alba e dintorni che formano il Consorzio di Tutela Pan ed Langa, presieduto da Enrico Giacosa, maestro panettiere di Alba (CN).

Le farine prodotte

Oggi, grazie a un accordo remunerativo per gli agricoltori, il mugnaio Renzo Sobrino è riuscito a produrre per i panettieri associati al Consorzio farine particolari, ottenute da questi grani antichi, molto diffusi in Langa fino al dopoguerra, come il “Gambo di ferro“, il “Rosso gentile“, il “Verna” e il “Frassineto“.
Un tempo considerati migliorativi per i grani di pianura e oggi quasi scomparsi, hanno ritrovato un posto dove crescere in alta collina, riconquistando un’eredità che rischiava di perdersi e riportando la coltivazione dei cereali in terreni ormai abbandonati.

Luciano Pavesio

Esordi giornalistici nel lontano 1984 nel mondo sportivo sul giornale locale Corriere di Chieri. La passione per l’enogastronomia prende forma agli inizi degli anni ’90 seguendo la filosofia e le attività di SlowFood. Ha frequentato corsi di degustazione e partecipa a numerosi eventi legati al mondo del vino. Le sue esperienze enoiche sono legate principalmente a Piemonte, Valle d'Aosta, Alto Adige e Friuli. Scrive e collabora a numerose riviste online del settore; è docente di corsi di degustazione vino ed organizzatore di eventi.

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