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Santa Lucia Highlands Pinot Noir Big Sur 2018 Paul Lato

Paul Lato vigneti

Avevo conosciuto alcuni tra i migliori vini della California al California Dreaming Festival di Cracovia dell’autunno 2003 organizzato con il concorso dell’Ambasciata americana in Varsavia alla presenza del console Wayne Molstad e dell’amica Jolanta Ganczewska che scriveva già allora sulla rivista americana on line Wine Business. Pensavo che anche lì mi sarei ancora una volta annoiato con i soliti, triti e ritriti vini californiani tutto legno dolce che ormai mi uscivano perfino dalle orecchie. Invece, accanto ai colossi più famosi della loro enologia osannati in tutto il mondo, ma non da me, a causa di una evidente omologazione e globalizzazione del gusto, mi avevano invece molto piacevolmente colpito i vini dei Seghesio, uno dei tanti cognomi di immigranti italiani che hanno fatto grande l’America, perciò sono andato volentieri ad apprezzare anche quelli dei californiani purosangue Ironstone, Villa Mt. Eden, Sequoia e Fetzer. Rinfrancato perciò da questi pionieri della qualità, ho abbassato gli scudi e in seguito mi sono trovato davvero bene anche con i Pinot Noir di un altro figlio di immigrati, ma stavolta polacchi originari di Jędrzejów, cioè Paul Lato (Paweł,  in realtà) che è uno dei migliori produttori di vino artigianali di Santa Barbara e dal 2002 produce vini eccezionali.
Ne parlo commosso, perdonatemelo, perché questo ragazzo che aveva  frequentato l’Accademia di Educazione Fisica di Cracovia, nel 1988 era arrivato a concludere che nel suo Paese, la Polonia, non sarebbe mai cambiato nulla e se n’era perciò andato a soli 19 anni nell’unico paese che accettava gli immigrati dall’est europeo: la Spagna. Mentre cercava un lavoro qualsiasi, mangiava dalle suore che due volte al giorno distribuivano panini con la porchetta, finché dopo un mese era riuscito a trovare lavoro come cameriere presso l’ambasciatore dell’Ecuador, in una casa in cui si tenevano molte feste e dove aveva potuto incontrare per la prima volta degli ottimi vini, i Rioja degli anni ’50 e ’60. Quando suo cugino gli aveva procurato un visto per il Canada, ed era finito a Toronto a studiare gestione alberghiera, quindi a lavorare in ottimi ristoranti, finché era diventato sommelier.

Santa Lucia Highlands Pinot Noir ”Big Sur” 2018 Paul Lato

Nonostante la sua ammirazione per la migliore vinificazione spagnola e in genere d’ispirazione europea, il suo primo amore è stato proprio il particolare terroir di Santa Barbara. Non avendo però dei fondi sufficienti per acquistare una propria tenuta, Paul ha cercato diversi vigneti da prendere in affitto, acro dopo acro, fino a gestirne oggi ben 14. Paul si è avvalso subito dei consigli di un consulente viticolo di prim’ordine, Mike Anderson, in pensione dall’università di Davis (dove insegnava anche il prof. Olmo) e proprio con lui aveva ristrutturato le vigne di John Sebastiano e Sierra Madre per quanto riguarda l’irrigazione, il diradamento delle foglie, la cernita dei frutti e altri input necessari per ottenere prestazioni di alto livello in vigna.
La vinificazione di Paul Lato però è stata maggiormente influenzata dalle sue radici europee e già fin dalla sua prima avventura aveva mostrato un profondo apprezzamento per i viticoltori europei come Henri Jayer di Vosne Romanée con il Pinot Nero e per gli enologi del Rodano come Jean-Louis Chave con Grenache e Syrah. La sua filosofia enologica non è quella di produrre dei presuntuosi vini simil Borgogna in California, ma è quella di fare vini di grande equilibrio e sapidità, né magri né con un tenore alcolico e un’acidità eccessivi. Paul matura generalmente i suoi vini per un minimo di 18 mesi e utilizza un’alta percentuale di rovere nuovo, in media il 60%, ma per quelli provenienti da Bien Nacido anche l’80-90% e forse per questo è stato scoperto e incoraggiato all’inizio della sua carriera da Parker e poi ha continuato a creare vini molto ricercati da consumatori e critici, anche se a causa della loro produzione limitata sono relativamente costosi e venduti principalmente tramite una mailing list e soltanto alcuni vini possono essere trovati in alcuni punti vendita e on line.
Sono rimasto colpito dalla purezza e dalla qualità complessiva dei suoi Pinot Noir e in particolare del Santa Lucia Highlands Pinot Noir ”Big Sur” 2018 che consiglio di decantare prima di servirlo alla temperatura di 17-18°C. Questo è un vino di colore rubino che attacca con un profumo di cedro e ciliegia rossa tra sfumature speziate. Il bouquet è complesso ed esalta gli aromi di ciliegie mature, mirtillo rosso e melagrana con una consistenza davvero sensuale e una grande profondità. In bocca il fruttato rosso è concentrato e saporito, ricco, di notevole purezza ed esuberanza, morbido come la seta, rotondo e pieno in bocca. Il finale è lungo, sapido e concentrato ed emergono anche delicate note di erbe aromatiche. Un vino di carattere, strutturato e ancora fresco al palato, di ottimo equilibrio con tannini setosi e una brillante acidità.
Si abbina bene con salumi e affettati, risotti ai funghi, tagliatelle al tartufo o al ragù di cervo, cinghiale e anatra, un’ampia varietà di piatti di carne bianca e rossa, arrosti, cacciagione in salse nobili, anguille alla griglia, formaggi a media stagionatura.

Mario Crosta

Tipologia: Santa Lucia Highlands
Vitigni:  100% pinot noir
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: PAUL LATO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: 100 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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