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CADGAL

Logo CadgalIndirizzo: Strada Vecchia di Valdivilla, 1 – 12058 Santo Stefano Belbo (CN)
Tel.: +39 0141 847103 (Tenuta Valdivilla)
Tel.: +39 0141 1491181 (Tenuta La Cova)
Sito: cadgal.it
Email: info@cadgal.com


laVINIum – 12/2025

L’abbiamo conosciuta come Ca’ d’Gal, azienda nata nel 1989 e condotta da Alessandro Boido con l’obiettivo di ridefinire i confini identitari del Moscato d’Asti; dal 2023 cambia proprietà e perde gli apostrofi, ora è semplicemente Cadgal ma il suo significato non cambia (casa del gallo in piemontese), sotto la guida della famiglia Varagnolo.
Boido fece un gran lavoro, il cui apice era rappresentato da un piccolo, storico appezzamento con piante che oggi hanno oltre 70 anni di età con una resa che non supera i 40 hl per ettaro. Da qui il nome del vino: Moscato d’Asti Vigna Vecchia, un gioiello che ha fatto storia, straordinariamente complesso ed equilibrato, privo di dolcezze stucchevoli ma perfettamente bilanciato.

Luca Caramellino e Alessandro Varagnolo
Luca Caramellino e Alessandro Varagnolo

Oggi è Alessandro Varagnolo, torinese, a portare avanti un progetto di rinnovamento e restyling (anche del marchio) facendo però tesoro della grande esperienza e conoscenza del territorio di Alessandro Boido.
Dopo un percorso di studi internazionali di carattere economico e di direzione aziendale, Alessandro Varagnolo torna in Italia e avvia la sua carriera nel mondo della consulenza industriale. Un destino che sembrava portarlo in tutt’altra direzione, ma l’infanzia passata in langa, con la madre che lo abituava al contatto col mondo agricolo, lo ha spinto a fare un nuovo percorso, dedicandosi agli studi in ambito vitivinicolo, frequentando corsi specializzati, tra cui il WSET (Wine & Spirit Education Trust) livello due e la Barolo & Barbaresco Academy, diventando prima Langhe Wine Ambassador e poi Consigliere nell’Associazione Produttori Moscato di Canelli.

Cadgal grappoli

Alessandro ha il merito di essersi impegnato per fare rete con i ristoratori e i produttori del luogo, certo che comunicare il territorio deve essere un obiettivo collettivo. Insieme alla sua famiglia e a un team di professionisti, tra cui l’enologo Luca Caramellino e la consulente viticola Maresa Novara, imposta l’attività con una visione più ampia rispetto alla classica azienda vinicola, comprendendo che l’accoglienza e il potenziamento delle infrastrutture ed esperienze di visita e soggiorno, siano elementi imprescindibili per comunicare il mondo Cadgal e il territorio che la circonda.

Cadgal panorama sull'azienda

Luca Caramellino, anch’egli torinese, si è laureato in Viticoltura ed Enologia nel 1996, ex direttore tecnico dell’azienda Riccadonna (gruppo Campari), dal 2007 è consulente enologo di numerose aziende distribuite su diverse regioni. Dopo i tanti riconoscimenti testimoniati da ben 40 Tre Bicchieri ottenuti dalla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, oggi è coinvolto a pieno regime nel nuovo progetto di Cadgal.
Ma un percorso progettuale serio non può non contemplare la parte agronomica, fondamentale per completare il percorso del vino dalla vigna alla bottiglia. Compito che spetta a Maresa Novara, villafranchese diplomata nel 1994 come Perito Agrario, reduce da un importante ruolo di responsabile tecnico presso l’azienda Vigneti Bava e da una lunga esperienza come consulente viticolo tra Italia, Spagna e Francia.
La visione di Maresa Novara parte proprio dalla vigna, che deve formarsi su suoli sani ed equilibrati, soprattutto vivi, dove gli elementi nutrienti per le piante siano loro fonte imprescindibile.

Il team al completo
Il team al completo

Il progetto Cadgal coinvolge le due tenute di proprietà Valdivilla e La Cova, distanti pochi chilometri una dall’altra, la prima ha le proprie vigne (6 ettari collocati su terre bianche ricche di tufo) nel comune di Santo Stefano Belbo, nella punta orientale del territorio langhetto, dove il Moscato d’Asti trova una delle sue migliori espressioni e dove risiede la storica cantina aziendale. Tenuta La Cova si trova a Calamandrana in pieno Alto Monferrato, si estende per 25 ettari di cui 9 dedicati alla vite, allevata a guyot, con la barbera come vitigno principe e storico del territorio; altri 5 ettari spettano ai noccioleti, la restante parte è composta da bosco e piante secolari che circondano la sede dell’azienda e la cantina di recente edificazione dove si vinificano ormai tutti i vini della nuova Cadgal.

Cadgal vigneto

Questa composizione del territorio aziendale non è casuale, ma fa parte del progetto di Maresa Novara di un’agricoltura “di restituzione”; in parole povere l’agricoltura sfrutta inevitabilmente i terreni e l’ambiente circostante, quindi la presenza di boschi e di zone non coltivate, l’utilizzo di sovesci e di pratiche agronomiche virtuose come la riattivazione del microbioma del suolo, puntano a restituire l’equilibrio dell’ecosistema e a intaccarlo il meno possibile. L’azienda agricola è certificata SQNPI – Sistema di qualità nazionale di produzione integrata – ed è in conversione al regime biologico. Al momento in vigneto si pratica la lotta integrata, che prevede un limitato utilizzo di fitofarmaci, non dannosi per il terreno, l’essere umano e gli insetti utili, l’inserimento di antagonisti dei parassiti e la confusione sessuale.

Cadgal silos

Le diverse altitudini dei vigneti (attorno ai 250 metri a Calamandrana, fino a 400 a Cassinasco e Valdivilla), le esposizioni diversificate, i terreni composti da marne bianche e argille blu (in Piemonte chiamati semplicemente “tufi”), le colline più dolci del Monferrato e i declivi più impervi tipici di molte aree della Langa, contribuiscono a offrire vini di assoluto spessore identitario.
Cadgal, così concepita, offre la possibilità di sfruttare al meglio tutte queste diversità, soprattutto in annate particolarmente difficili, realizzando, a volte a costo di una riduzione produttiva, vini sempre equilibrati e di qualità elevata.

Cadgal vigneto

L’apice della produzione vinicola aziendale è rappresentato sempre dal Moscato d’Asti Vigna Vecchia, di cui vengono prodotte poche bottiglie che riposano per 60 mesi in casse colme di sabbia, al buio, senza umidità, in condizioni di isolamento e staticità assolute. Non si tratta di una delle tante soluzioni a fini di marketing, ma una ormai lunga esperienza con questo metodo ha dimostrato un risultato qualitativamente superiore rispetto ad altre tecniche di conservazione, aumentandone complessità, piacevolezza, raffinatezza e longevità.
Quattro sono i vini di cui vi racconteremo nei prossimi giorni: Piemonte Chardonnay 2023 e Barbera d’Asti Mavi 2023 provenienti da Calamandrana, Moscato d’Asti Lumine 2024 e Canelli Moscato Sant’Ilario 2024 prodotti sulle colline di Santo Stefano Belbo.

Roberto Giuliani

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Moscato d'Asti Vigna Vecchia2003da 15 a 25 euro@@@@
Barbera d’Asti Mavi2023da 20 a 25 euro@@@@@
Piemonte Chardonnay2023da 20 a 25 euro@@@@
Moscato d’Asti Lumine2024da 15 a 18 euro@@@@@
Canelli Moscato Sant’Ilario2024da 24 a 29 euro

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