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Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano presenta il progetto “Pieve” a Milano

Da sinistra: Luciano Ferraro, Don Manlio Sodi, Andrea Rossi, Riccardo Pizzinelli e Giulio Somma
Da sinistra: Luciano Ferraro, Don Manlio Sodi, Andrea Rossi, Riccardo Pizzinelli e Giulio Somma

Lo scorso 16 dicembre, all’interno di un elegante ed antico palazzo milanese che ospita il Ristorante Cavoli a Merenda, si è tenuta la conferenza stampa dal titolo “Le Pievi, Genesi e Futuro del Progetto“.
Quest’ultima è stata organizzata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e moderata dal Presidente Andrea Rossi, dal Direttore de il Corriere Vinicolo Giulio Somma, dal Presidente della Società Storica Poliziana Riccardo Pizzinelli, dal Professore Ordinario Università Pontificia Salesiana don Manlio Sodi, dal Master of Wine Andrea Lonardi e infine dal Vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferraro. Al termine della conferenza stampa Giuseppe Carrus, Co-Curatore della Guida vini d’Italia del Gambero Rosso, ha condotto una degustazione dedicata a cinque vini facenti parte del progetto sopracitato.

Giuseppe Carrus
Giuseppe Carrus

Il Comitato Nazionale Vini del 10 ottobre 2024 ha dato l’ok definitivo al testo di Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”; il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 05 febbraio 2025. Nello stesso anno in commercio ritroviamo la prima annata, la 2021. Stiamo parlando di un territorio vitivinicolo toscano, in provincia di Siena, dove l’uva sangiovese incontra una delle sue massime espressioni. Il progetto “Pieve” è fondato su cinque parole chiave: territorio, tradizione, raffinatezza, eleganza e storia. È questo uno dei dati significativi che il campione di professionisti (ristoratori, enotecari e addetti alla distribuzione), intervistato da Nomisma, ha messo in evidenza sul nuovo disciplinare che determina la nuova Docg di Montepulciano.

La terrazza del Ristorante Cavoli a Merenda
La terrazza del Ristorante Cavoli a Merenda

La previsione produttiva delle Pievi – in tutto sono dodici – secondo una prima stima del Consorzio, riguarderà circa il 10% del totale di produzione del Vino Nobile di Montepulciano (circa 600 mila bottiglie all’anno). L’idea di far nascere il Vino Nobile di Montepulciano menzione “Pieve” – lo stesso andrà ad affiancare il Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva – nasce da un processo metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici. Un percorso di studio all’interno della denominazione stessa, che grazie a momenti di incontro, confronto e di analisi collettiva, ha portato alla nascita di una visione univoca del noto vino Toscano. Quest’ultima supportata da svariati esperti che hanno condotto studi complessi dal punto di vista geologico e pedologico, tema che il Consorzio ha a cuore dagli anni ’90. L’approfondimento è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1765.

Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Il nuovo disciplinare pone l’accento sulle seguenti caratteristiche: vigneti longevi, vitigni autoctoni e invecchiamento. Un vino che andrà a valorizzare ancor più il territorio mediante le sottozone; l’uvaggio sarà legato al sangiovese – il vero cavallo di razza – e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice. Un’altra importante novità – la stessa che condividiamo appieno e siamo lieti di apprendere – è che verrà istituita una commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici la quale avrà il compito di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, che le caratteristiche corrispondano al disciplinare stesso.

Veduta aerea di Montepulciano
Veduta aerea di Montepulciano

Da ciò che abbiamo appreso durante la conferenza stampa, le “pievi” sono nate anche, o forse soprattutto, per caratterizzare la territorialità del vino. Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di dodici zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta. Questo aspetto rappresenta l’identità del Vino Nobile di Montepulciano che guarda appunto al passato. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi – in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda – nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo. In particolare, la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo.

Il cortile del ristorante
Il cortile del ristorante

Occorre pur tuttavia tenere il passo coi tempi, imparare a comunicare mediante un linguaggio e una forma che guarda al futuro. Nasce dunque una Webserie per raccontare le 12 Pievi del Vino Nobile di Montepulciano, che esplora i vini prodotti, la cultura e i territori storici che rappresentano l’anima e la tradizione del suddetto vino. Realizzata in collaborazione con Globetrotter Gourmet, e mediante la conduzione della giornalista e sommelier Adua Villa, si propone di accompagnare il pubblico per la prima volta alla scoperta delle 12 Pievi di Montepulciano tra cultura, enogastronomia e paesaggi mozzafiato. Un’altra importantissima attività legata al progetto riguarda il cosiddetto Pellegrinaggio delle Pievi di Montepulciano, che ha l’onere di accompagnare l’offerta enoturistica del territorio.

Piazza Grande a Montepulciano
Piazza Grande a Montepulciano

La storia del suddetto vino si perde nella notte dei tempi. Altresì nota l’espressione: “Montepulciano, d’ogni vino è re”. L’intero areale si prepara a vivere un anno straordinario nel 2026: ricorre il quarto centenario dalla nascita di Francesco Redi, figura poliedrica e protagonista assoluto della scienza e della cultura dell’età moderna, nonché appassionato cultore e cantore del Vino Nobile di Montepulciano. Nato ad Arezzo nel 1626, fu scienziato, medico, letterato e raffinato sperimentatore. La sua eredità è legata a rivoluzionarie scoperte nell’ambito della biologia, ma anche a una profonda passione per il vino, al quale dedicò celebri versi nel ditirambo Bacco in Toscana (1685). In quest’opera, Redi esalta i vini della sua terra, culminando in un tributo ineguagliabile alla “manna di Montepulciano”, definendolo senza mezzi termini “il re di tutti i vini”.
Abbiamo trovato molto interessante il dibattito sulla sostenibilità attuata del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, la stessa nasce negli anni ‘80 mediante vigneti che furono tra i primi in Italia a sperimentare il concetto di lotta integrata. Nei ’90 il Consorzio inizia a studiare i terreni produttivi, grazie a un progetto di zonazione innovativo considerando i tempi. Intorno al 2006, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, è nato un progetto per lo smaltimento di scarti biologici dalle vigne per la realizzazione di biomassa da combustione per il sostegno energetico a plessi scolastici e amministrativi. Nel 2015 un progetto della Carbon Footprint del Vino Nobile di Montepulciano diventa un modello su scala nazionale. I produttori hanno all’epoca prontamente compreso la portata rivoluzionaria di collaborare a una iniziativa che rendesse chiaro il consumo di CO2 per la produzione di Vino Nobile di Montepulciano, esprimendo convincimento ed entusiasmo. Il progetto, che ha avuto anche la media partnership del network Gambero Rosso, è stato premiato nel 2015 alla Smau di Milano come “Smart Communities”.

Botti di Vino Nobile
Botti di Vino Nobile

Ad oggi, oltre il 70% delle imprese ha già investito in progetti sostenibili, mentre il 90% ha in corso progetti di realizzazione di impianti. Entrando nel dettaglio, oltre il 70% delle aziende di Vino Nobile di Montepulciano ha un impianto fotovoltaico e il 35% si è dotato di solare termico per la produzione di calore. Il 20% ha sistemi di recupero delle acque reflue, mentre un 10% delle imprese ha investito nella geotermia. Negli ultimi anni circa la metà delle aziende ha sviluppato pratiche naturali, come la fertilizzazione, l’inerbimento, l’utilizzo di metodi di coltivazione meno impattanti. Questo si lega al concetto di biodiversità che vede gran parte delle aziende di Vino Nobile praticare una agricoltura sotto il regime del biologico, alcune biodinamiche. Tutto questo ha portato tutta la denominazione ad intraprendere un percorso sostenibile fino a giungere alla certificazione Equalitas di territorio, (Denominazione per la Sostenibilità), arrivata a maggio 2022.
Il territorio del Vino Nobile di Montepulciano conta 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. Di questi circa 1.200 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre circa 390 gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 81 associati al Consorzio dei produttori). Circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2024, in linea con i numeri degli ultimi anni, sono state immesse nel mercato 6,7 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,3 milioni di Rosso di Montepulciano.
Veniamo dunque al nostro punto di vista relativo alle cinque Pievi presentate dal Consorzio, dunque ai relativi vini. Ci auguriamo di poter assaggiare presto anche le restanti sette, per avere un’idea più completa di questo interessante progetto soprattutto in termini qualitativi. È stata presentata l’annata 2022.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve Valiano 2022 - Tenuta Trerose

Vino Nobile di Montepulciano Pieve Valiano 2022 – Tenuta Trerose
Rubino squillante, molto luminoso. Naso estremamente fine grazie ad un corredo floreale, e di frutti rossi croccanti, di estrema pulizia; con lenta ossigenazione terriccio umido e una speziatura fine appena sussurrata. Sorso estremamente succoso, sapido e ricco di tensione acida; struttura media ma soprattutto grande bevibilità. Molto buono.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve Gracciano 2022 - Tenuta di Gracciano della Seta

Vino Nobile di Montepulciano Pieve Gracciano 2022 – Tenuta di Gracciano della Seta
Rubino-granata, media trasparenza. Timbro olfattivo accattivante e un bouquet di profumi con maggior curve, dolci sensazioni di amarena matura e mirtillo nero, argilla bagnata, geranio selvatico, cannella e tocchi empireumatici; in chiusura legni dolci ben fusi alla materia. Ritrovo un vino con spalle larghe e una struttura non indifferente; l’alcol pur tuttavia e ben gestito. Coerenza di frutti neri maturi, spezie ed un tannino già godibile. Molto lungo, sicuramente giovane.

Vino Nobile di Montepulciano Viacroce Pieve Cervognano 2022 - Tenuta Calimai

Vino Nobile di Montepulciano Viacroce Pieve Cervognano 2022 – Tenuta Calimaia (Frescobaldi)
Rubino caldo e vivace, consistenza notevole. Questa volta è il frutto maturo a prendere il sopravvento, pare quasi di morderlo tant’è carnoso: amarena, susina nera, ma anche cacao e spezie dolci, legni nobili e infine radice di liquirizia. Il tannino risulta elegante, la morbidezza è vivacizzata qua e là da lampi di freschezza che risollevano l’insieme. Lungo, sapido. Un ricordo di macchia mediterranea lo caratterizza enormemente in chiusura.

Vino Nobile di Montepulciano Vigna Chiusino Pieve Le Grazie 2022 - Cantina del Redi

Vino Nobile di Montepulciano Vigna Chiusino Pieve Le Grazie 2022 – Fattoria della Talosa
Rubino squillante, caldo, unghia granata. Molto fine e oserei dire sussurrato, è lento a concedersi. Dopo circa 25 minuti dalla mescita ritrovo tutto un corredo di spezie fini, pennellate floreali di geranio selvatico e rosa rossa, ribes nero, alloro, grafite, financo incenso. Naso stupendo. La struttura è perfettamente in linea con lo stile mostrato fino ad ora: mai eccessivo, ricco di tensione acida e un centro bocca bilanciato tra sapidità e freschezza; anche se il tannino piuttosto incisivo mostra tutta la gioventù intrinseca. Tra i migliori della batteria.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve di Sant'Ilario 2022 - Fattoria della Talosa

Vino Nobile di Montepulciano Pieve di Sant’Ilario 2022 – Cantina del Redi
Tra il rubino e il granata, tonalità calda, profonda. Bella fusione tra il frutto croccante che rimanda al rovo, la spezia sinuosa dei dolci natalizi e la parte floreale che sa di geranio e rosa rossa; un po’ di incenso e legni dolci (ancora non del tutto assorbiti) rendono il bouquet non del tutto armonico. Il vino mostra una buona progressione, un lieve ricordo di salamoia e macchia mediterranea soprattutto in chiusura. Sorso pieno, rotondo e dal tannino vispo. Da riassaggiare tra un paio d’anni almeno.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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