Statistiche web
Cibo e Cultura

Soave…ZeroZero

Soave ZerozeroGran bel pomeriggio, debitamente assorto nel capire ed interpretare profumi e specificità di un sontuoso vino Soave, con il puntuale sostegno e aiuto di un intermezzo di pane abbrustolito “abbracciato” da un olio visivamente generoso. Al secondo sorso di questo intrigante Soave, accolgo il secondo pezzo di pane scricchiolante straripato da questo olio sempre più ammiccante e ruffiano… che presenta un colore verde particolarmente brillante e di grande intensità cromatica, orgoglioso e vanitoso del suo colore giallo oro, ovvero di un dorato che “acchiappa” e rapisce i nostri ricettori visivi.
Inutile e scontato dire che appoggio delicatamente il sontuoso Soave, e Gli oliviindirizzo le mie attenzioni alla comprensione di quali imminenti sensazioni olfattive questo “oro” verde avrebbe di li a poco potuto offrirmi. L’attesa non rimane delusa, le mie narici vengono pervase da un suadente profumo di oliva verde, con volatili e gradevoli sentori di erba, e una vellutata sensazione olfattiva di pomodoro verde che in modo incisivo nelle pieghe della sua particolarità offre una significativa personalità al prodotto.

Questo olio ZeroZero, extra vergine IGP perché questo ho scoperto essere il suo nome, è… riuscito a distogliermi a spostare la mia attenzione dal sontuoso Soave verso questo oro verde, che è espressione di un blend raffinato di leccino, moraiolo, pendolino e frantoio, che nella loro intrinseca specificità riescono a connaturarsi in un prodotto di assoluto rilievo, dove un’attenta cura delle piante, la raccolta precoce e meccanizzata, con frangitura a freddo immediata, che fa si che i polifenoli non si disperdano arricchendo le caratteristiche di antiossidante, e a seguire una conservazione in atmosfera controllata conferiscono al prodotto un’acidità veramente bassissima.
Questa giovane azienda il “Poggio” dell’Az. Agr. di Bigazzi Gianna a Bibbona (LI) ha certamente interpretato in modo vincente e convincente con la dovuta semplicità, qualità, e amore per i doni offerti dalla terra, un modo nuovo di leggere il mercato , con una notevole capacità di sapersi sempre leggere per migliorarsi, come la stessa e particolare etichetta cerca di farci intuire.

Massimo Marchi

Laureato in Scienze della Formazione presso l’università di Tor Vergata a Roma, continua gli studi a Roma laureandosi in Dirigenza e coordinamento dei servizi formativi, per poi ultimare il proprio percorso universitario all’università di Firenze laureandosi in Pedagogia Clinica. Lavora a Firenze, è referente nazionale per la Consulta Vino e Salute, è consigliere Nazionale della FISAR, e Coordinatore Unico Nazionale dei servizi. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Meteora cadente” edito da Ibiskos e ottenuto riconoscimenti a concorsi letterari; collabora alla rivista “Il Sommelier” e al blog “Divinando”.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio