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Le Doc della Sardegna: Campidano di Terralba o Terralba


Le Doc della Sardegna: Campidano di Terralba o Terralba

Le Doc della Sardegna: Campidano di Terralba o Terralba

Campidano di Terralba o Terralba D.O.C. (D.M. 18/01/2011 – G.U. n.25 del 1/2/2011)

zona di produzione
● in provincia di Oristano: il territorio amministrativo dei comuni di Baressa, Gonnoscodina, Gonnostramatza, Marrubiu, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Palmas Arborea, Pompu, Santa Giusta, San Nicolò d’Arcidano, Simala, Siris, Terralba, Uras;
● in provincia di Medio Campidano: Arbus, Collinas, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, Sardara, San Gavino Monreale e Villanovaforru;

base ampelografica
● Bovale (anche riserva, superiore): min. 85% Bovale (Bovaleddu) e/o Bovale grande (Bovale di Spagna), è ammessa la presenza di uve provenienti da vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Sardegna max. 15%;

norme per la viticoltura
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 11 t/Ha e 11% vol. (12% vol. per le tipologie “Superiore” e “Riserva”);

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata. L’imbottigliamento delle tipologie “Superiore” e “Riserva” deve essere effettuato all’interno della zona delimitata;
i vini a denominazione di origine controllata “Campidano di Terralba” o “Terralba” Bovale e “Campidano di Terralba” o “Terralba” Bovale Superiore non possono essere immessi al consumo prima del 31 marzo successivo alla annata di produzione delle uve. Per la tipologia “Riserva” è previsto un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno due anni che decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;

norme per l’etichettatura
nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Campidano di Terralba” o “Terralba” è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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