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Torre di Terzolan, gusto ed eleganza in Val Squaranto

Roberta Previdi
Roberta Previdi

Siamo con Roberta Previdi, titolare di Torre di Terzolan, azienda nell’alta Val Squaranto, al di là della Valpantena, tra la Valpolicella classica e quella dell’est, una lingua lunga e stretta, ricca di acqua e di boschi. Antica dimora di caccia degli Scaligeri nel 1300, si è poi ampliata e vanta, ancora oggi, una cantina del 1500, già in uso all’epoca per il vino e gli alimenti prodotti all’interno della tenuta che era autonoma a tutti gli effetti.

Torre di Terzolan vigneti

Roberta nasce architetto, poi si specializza in agricoltura biologica, rileva la proprietà, risolve le questioni burocratiche per il riconoscimento del nome e Terzolan diviene sinonimo di un’azienda che dal 2016 esce con tre etichette: Valpolicella Doc, Valpolicella Doc Superiore e Amarone della Valpolicella Docg. Due ettari e mezzo di viti e sei ettari di oliveto, intorno una distesa di vegetazione, bosco, corsi d’acqua che sono la fortuna di questi luoghi. Acqua che già il Cardinale Ridolfi, proprietario della tenuta in epoca rinascimentale, aveva fatto canalizzare e che oggi disegna i tracciati dispiegati tutt’intorno, dando vita a un laghetto di ninfee, proprio nella parte sottostante i vigneti.

Torre di Terzolan tenuta

Gli impianti sono quattro, tre già esistevano, La Mezzaluna, La Pala, Il Brolo e il quarto, a guyot, chiamato Il Binte (vento in dialetto), è quello aggiunto di recente per volontà di Roberta.  Le esposizioni a sud-est e sud-ovest permettono a 180 gradi di godere della luce del sole, e la nebbia che regna sovrana poco più giù fino al paese di Montorio, qui non arriva, permettendo un’aria salubre e secca. Impressionati dalla biodiversità di un paesaggio sempre diverso, durante la passeggiata incontriamo Colombo, un cipresso messo a dimora, pare, nel 1492, che protegge e osserva con cura tutta la proprietà. Un’atmosfera fiabesca e irreale “modello Dinasty (cit.)” domina in questi luoghi che spesso vengono visitati da ospiti stranieri, amanti del bel vivere. Infatti, la tenuta comprende poche camere curate nel dettaglio, per l’accoglienza.

Torre di Terzolan cantina

I terreni da cui provengono le uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Croatina sono di natura profondamente calcarea, stratificata e drenante. Dai Monti Lessini arrivano incessanti i venti che baciano queste terre, rendendole salubri.
Le rese sono quindi molto tirate, arriviamo a 80 q/ha, le uve raccolte a mano vengono subito sistemate nella parte laterale della cantina, un cortile dove sono presenti anche i plateaux per l’appassimento. Ci immergiamo nel magnifico mondo della cantina attraverso un passaggio piccolo e angusto ma quello che poi ci appare di fronte agli occhi è un vero palcoscenico di bellezza e gusto. Le tre sale mantengono l’antica conformazione, secondo il desiderio di Roberta che nulla ha voluto stravolgere. Con temperatura fissa a 16 gradi, fughe d’aria studiate per mantenere un microclima perfetto, Roberta ha deciso di lavorare con barrique nuove e anfore non smaltate, che dal 2018 usa anche per l’Amarone. Le andiamo a osservare da vicino, tutto è molto pulito, ordinato, un quadro cinquecentesco con le sue zone d’ombra e di segreto, tra le maglie del legno e il naturale odore di mosto che aleggia negli ambienti.

Torre di Terzolan interni

Il clima qui ha iniziato a dare segni di squilibrio dall’annata 2023, quando la vendemmia è stata anticipata di ben due settimane. Con la siccità la maturazione si blocca e si è costretti a defoliare anche due o tre volte nell’arco di un mese. Vini in cui non mancano mai l’acidità e la mineralità, e che provengono da un lavoro attento e assiduo in vigna, dove Roberta stessa trascorre intere giornate. Si utilizzano piccoli vasi vinari per la macerazione, con la pratica di rimontaggi quotidiani e dèlestage. La malolattica avviene in acciaio mentre i legni vengono preparati con una macchina a vapore e una volta dismessi, a quanto pare, vanno a ruba!
Andiamo agli assaggi.

Torre di Terzolan vini

VALPOLICELLA 2023
Corvina 60%, Corvinone 30%, Rondinella 10%. Passaggio in anfora, che mantiene intatti i sentori, per 5/6 mesi. Il colore è rosso rubino brillante, al naso risaltano vivaci la spezia e il frutto rosso, la ciliegia poco matura. Il sorso è un coinvolgimento puro di freschezza, percepiamo la raffinata pulizia dei tannini e una agilità davvero interessanti, per questo vino che appaga con beva allo stesso tempo morbida e vivace grazie ad un’acidità presente. Armonia ed equilibrio sono sovrani.

VALPOLICELLA SUPERIORE 2019
Corvina 60%, Corvinone 30%, Rondinella 10%. La diraspatura è sempre immediata. Le uve fanno un leggero appassimento di 15/20 giorni con rimontaggi e delèstage continui, poi barrique di secondo passaggio per un anno e mezzo, mentre una piccola percentuale, il 20%, fa passaggio in anfora, a seguire l’assemblaggio. Il colore assume una sfumatura matura, un rosso che tende al granato e mantiene tesa la tessitura compatta. Al naso sprigiona sentori di spezie, profumi di bosco, humus ed erbe fresche, mentre al palato il frutto si ispessisce, diviene balsamico, molto intenso ed elegante, con una spinta minerale che lo sostiene sul finale.

Mappa vigneti della Valpèolicella

AMARONE DELLA VALPOLICELLA 2017
Corvina 50%, Corvinone 40%, Rondinella 10%. Le uve dei vigneti più vecchi vengono messe ad appassire nel fruttaio storico. Per l’affinamento si utilizzano barrique di Bordeaux nuove, per 36 mesi, prima dell’introduzione dell’anfora che è avvenuta nel 2018. Tre anni in bottiglia lo affinano completando l’opera. Il colore è rosso rubino intenso, tendente al granato, avvolgente l’olfatto che anticipa in modo coerente il gusto. Il legno leviga e non sovrasta il vino, percepiamo eleganza, morbidezza di frutto maturo, composta di amarena, poi si evolve su note di humus, corteccia, china, assumendo toni più scuri. Le fragranze persistenti di pot-pourri floreale si abbracciano sul finale lungo con tannini molto eleganti e levigati, per un vino dalla beva croccante e succosa.

Un vivo ringraziamento alla padrona di casa che ci ha mostrato alcuni ambienti della tenuta dove si adagiano, sui mobili di antiquariato, oggetti di design di innegabile eleganza, tra cui troviamo anche un omaggio che Franco Zeffirelli fece alla famiglia, come ospite d’eccellenza ai tempi della sua presenza all’Arena di Verona. Un ringraziamento come sempre all’ufficio stampa Federica Schir per l’organizzazione.

Susanna Schivardi

Susanna Schivardi

Amante della letteratura classica, consegue la Laurea in Lettere, indirizzo filologico, con una tesi sperimentale sull’uso degli avverbi nei testi arcaici della tradizione classica. Appassionata di viaggi e culture nel mondo, dai suoi studi impara che la tradizione è fondamentale per puntare all’innovazione, e si avvicina al mondo del vino dopo vari percorsi, facendone un motivo conduttore di tante esperienze. Conoscere le aziende da vicino, i territori e la visione da cui nasce una bottiglia, rimane una ricerca alimentata da una curiosità che si rinvigorisce viaggio dopo viaggio. Affianca al vino la pratica di uno sport come l’arrampicata, che richiede concentrazione, forza di volontà e perseguimento di obiettivi sempre più alti. In questo riconosce un’affinità forte con i produttori di vino, che investono vite intere per conseguire risultati appaganti, attraverso ricerca e impegno. Da quattro anni cura la rubrica Sulla Strada Del Vino finora online sulla testata giornalistica gliscomunicati.it, grazie alla collaborazione di Massimo Casali, sommelier da anni e studioso del vino. Attualmente lavora in Rai, ed è giornalista pubblicista dal 2005.

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