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L’Agricanto di Paladin, un liquore a base di Raboso

Agricanto Paladin

Abbiamo parlato più volte in passato della famiglia Paladin, che nel 1962, a Motta di Livenza in terra trevigiana, avvia la propria attività di produzione vitivinicola. Ai giorni nostri è proprietaria di quattro importanti realtà dislocate in diversi territori: Casa Paladin e Bosco del Merlo ad Annone Veneto (VE), Castello Bonomi in Franciacorta a Coccaglio (BS) e Premiata Fattoria di Castelvecchi a Radda in Chianti (SI). Oggi desidero parlarvi di un prodotto che esce un po’ fuori dagli schemi, pur tuttavia legato visceralmente alla tradizione contadina. L’attore protagonista è il vitigno raboso, che dal Veneto al Friuli viene prodotto sin dai tempi antichi. Cultivar storica del suddetto territorio, vanta origini risalenti alla Serenissima che lo riuscì ad esportare fino in oriente soprannominandolo “vino da viaggio”.
L’elevata tannicità lo rende particolarmente longevo e resistente. Non può mancare accanto ai classici cicchetti dei bacari veneziani all’ora dell’aperitivo, come tradizione vuole. Agricanto è un liquore che nasce proprio da queste uve, e lo si deve alla passione di Valentino Paladin per la categoria. Il suo nome è composto dalle parole “Agri” termine latino che significa “del campo, della terra”, e “Canto” che indica un ringraziamento per questo frutto della terra.
L’uva raboso viene vinificata con una macerazione ad acino intero e rimane a contatto con la vinaccia per cinque giorni, in modo da conservare più frutto possibile. Dopo la fermentazione alcolica, viene mantenuto ad una temperatura di 5°C per preservarne la fragranza e la freschezza. Con la tecnica dell’infusione a freddo al vino viene aggiunta grappa d qualità, estratto di succo di marasca, estratto di mandorla, spezie ed erbe officinali; segue un periodo di riposo e solo il tempo saprà valorizzarlo a dovere.
Il modo migliore per gustarlo è ovviamente in purezza, servito a basse temperature – personalmente l’ho apprezzato a 5°C – ma è particolarmente indicato anche mixato in un drink o abbinato a cioccolato, dolci o gelato. Anche in cucina saprà valorizzare sfiziose ricette a base di carne. La gradazione alcolica è 25% Vol.
Versato all’interno del calice mostra un colore rubino accesso con riflessi violacei. Il naso risulta esplosivo nella sua coltre fruttata. Nell’ordine: mora matura, prugna e amarena impreziosite da una spezia dolce e sinuosa, con rimandi floreali di geranio appassito ed erbe officinali stimolanti e ricche di aromi freschi. In bocca è avvolgente pur tuttavia non privo di slancio, una leggera percezione tannica aiuta stimolando la salivazione e di conseguenza la beva. L’alcol percepito è totalmente assente grazie alla dolcezza intrinseca ben gestita.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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