Ristorante La Peca a Lonigo: l’arte di emozionare e farti sentire a casa fra amici

C’è un aspetto che ho notato in non pochi ristoranti stellati o di alto livello, l’atmosfera estremamente formale, distaccata, al limite del fastidioso. Non è un fattore secondario, i piatti possono essere anche superbi, ma il rapporto con chi varca la soglia non può essere solo professionale, asettico; questo crea una dissonanza che può allontanarti dai sapori e dalle emozioni che le portate possono trasmettere.

Un particolare che non si è presentato minimamente quando ho varcato la soglia de La Peca a Lonigo (VI), il ristorante di Pierluigi e Nicola Portinari che fra non molto compirà trent’anni di un’attività perennemente in crescita, che gli ha permesso di raggiungere nel 2009 la seconda stella Michelin. Non si può prescindere dal rapporto umano che si instaura con estrema facilità con tutte le persone che si occupano della sala, a partire da Cinzia Boggian, compagna nella vita e nel lavoro di Pierluigi, che è riuscita a trasformare tutti i materiali che nell’arco di tanti anni di lavoro inevitabilmente si rovinano, si scheggiano, si lacerano, in vere e proprie opere d’arte, un eccellente esempio di riciclaggio. È stata lei la prima ad accogliere mia moglie ed io, accompagnandoci dal parcheggio all’ingresso; la sala, grazie al suo tocco di fantasia e a un arredamento che fonde perfettamente eleganza e garbo, trasmette subito un’atmosfera tranquilla e piacevole, distensiva, quello che ci vuole per predisporre i sensi a percepire ogni piccola sfumatura e goderne appieno. Non è un caso neanche la scelta del nome del ristorante, “peca” vuol dire impronta in dialetto locale…

Lo staff di sala è composto da ragazzi giovanissimi e preparati, mentre il sommelier Matteo Bressan è un esempio eccellente di professionalità e cordialità, la carta dei vini è un vero spettacolo, una delle più interessanti che abbia potuto sfogliare. Non conoscendo le portate se non dal nome, pur sentendomi abbastanza tranquillo sulla scelta del vino, lo Studio di Bianco 2010 di Borgo del Tiglio, ho voluto chiedere un parere a Matteo, “La scelta è ottima, sia per la qualità del vino che per la sua struttura e aromaticità, è molto importante il fatto che sia un assemblaggio di tre uve, in questo caso friulano, sauvignon e riesling, potrà confrontarsi molto bene con i piatti che avete ordinato“, molto rassicurante no? E aveva perfettamente ragione…

“Dietro le quinte” c’è lo chef Nicola, ma Pierluigi è altrettanto importante, la sua esperienza ventennale di pasticciere dà un contributo significativo al menu che verrebbe voglia di provare al completo. Attenzione a un altro aspetto non marginale: le portate sono equilibrate, non servono grandi quantità quando la materia esprime profumi e aromi che lasciano il segno, ma accanto ad esse arrivano a sorpresa numerose entrées che, vi assicuro, ti fanno sentire a fine pasto totalmente appagato e per nulla appesantito.

Le emozioni iniziano già con l’hors d’oeuvre, una deliziosa “Rapa rossa croccante di orzo e fungo“, a cui fa seguito “Granella di Grana con germogli di varia origine” e “Tacos di Mais da intingere in una crema di baccalà e polvere di capperi“.

Dovevamo ancora avere il primo piatto ordinato e già ci siamo trovati immersi in un tripudio di sensazioni, tre piccole portate che ci hanno estasiato con sapori del tutto diversi ma straordinariamente equilibrati. Nel frattempo abbiamo avuto modo di assaporare uno strepitoso “pane di grano arso” che ha subito una lievitazione di quasi tre giorni.

A questo punto siamo “caldi”, pronti ad apprezzare la prima portata ordinata: “La primavera nel piatto 2016“, presentazione splendida di un tripudio vegetale dove la granella di mozzarella di bufala congelata crea un effetto freschezza piacevolissimo.

Arrivano i primi, tutti e due “storici”, ovvero i “Bigoli integrali con acciughe, alici marinate e gelato di cipolle rosse“, un esempio di come si possa raggiungere un perfetto equilibrio con elementi apparentemente contrastanti nella loro preparazione.

Seguono i “Passatelli al timo, con brodo e ciccioli di capretto, fegato grasso tostato“, un’autentica meraviglia, soprattutto grazie a un brodo dall’intensità travolgente, mentre la tostatura mitiga molto bene la materia grassa del fegato.

Dopo aver apprezzato i due primi, consapevoli che, ordinando anche il secondo, non saremmo in grado di arrivare alla prova dei dolci proposti da Pierluigi, rinunciamo senza pensarci troppo, avremo modo in futuro…

Prima delle portate scelte arrivano i pre-dessert: “Yogurt al basilico, nespole e noci”, la freschezza data dalla presenza del basilico rende questo yogurt davvero gustoso.

“Ravioli dolci di vaniglia gratinati in zuppetta di agrumi“, semplicemente deliziosi, la dolcezza è mitigata molto bene dalla componente citrina.

Non finisce qui, ci viene portato un terzo pre-dessert: “Gelato all’alloro, olio evo e sale nero“, un accostamento geniale che mi è particolarmente piaciuto.

Arrivano i dolci ordinati: “Davanti al camino…: bacco, tabacco, caffè caldo, legno di cedro e fumo di pipa con zucca alle spezie e cioccolato“. Qui siamo di fronte a un dolce che racchiude tutto l’estro di Pierluigi, mi spiace solo non aver fatto in tempo a fotografarlo prima che il cioccolato caldo versato facesse fuoriuscire il fumo…

L’altro dessert che abbiamo provato è “Come una cassata ai mandarini, con gelato ai pistacchi di Bronte e polvere di capperi disidratati“, potete immaginare dalla foto quanto possa essere buono, accostamento di sapori fantastico.

Tanto per non farci mancare nulla, ci viene portata una “Tisana di kiwi, lime e zenzero accompagnata da piccola pasticceria“, presentazione di stile orientale dove ciascun elemento rivela una propria diversità espressiva, rilasciando sensazioni sempre particolari.

Dopo tutte queste meraviglie avremmo dovuto sentirci “pieni”, invece ci siamo alzati dalla tavola in condizioni perfette, sazi ma non appesantiti, segno evidente di una cucina dove la qualità delle materie prime e il tipo di lavorazione consentono di osare qualcosa in più senza correre rischi, del resto Nicola e Pierluigi hanno da sempre lavorato per raggiungere il massimo equilibrio nel rispetto della salute di chi sta a tavola. Bravi davvero, tutti.
Roberto Giuliani
Ristorante La Peca
Via Alberto Giovannelli, 2, 36045 Lonigo (VI)
Tel. 0444-830214 – Fax: 0444-438763
info@lapeca.it
www.lapeca.it

