Barbaresco Roncaglie 2013 Poderi Colla: un grande vino per ricordare Beppe, un grande uomo di Langa

Purtroppo il 15 ottobre ci ha lasciato un altro dei personaggi che hanno contribuito a rendere grandi le Langhe, Beppe Colla. Con Beppe Rinaldi, Baldo Cappellano, Bartolo Mascarello, Bruno Giacosa, ha rappresentato senza dubbio un pezzo importante della storia che ha caratterizzato questo territorio unico, fatto di e da uomini straordinari come loro.

Se n’è andato a 88 anni, ma sono convinto che fosse tranquillo e consapevole che il fratello Tino, la figlia Federica e il nipote Pietro porteranno avanti l’azienda nel migliore dei modi. Tre anni fa ebbi l’opportunità di conoscere Tino e Federica (Pietro lo avevo già incontrato durante un Alba Wines Exhibition), fu una splendida giornata, ascoltai le loro storie e mi accorsi che spesso Beppe veniva citato da ambedue, Federica mi riferiva che non era in un buon momento; quel giorno non era in forma, non si fece vedere, ma la sua presenza era percepibile, bastava guardarsi intorno, soprattutto nella sala dove degustai i vini con l’amica e collega Alessandra Piubello; quegli oggetti, quei ritagli di giornale, la tappatrice a leva e gli altri macchinari d’epoca, le foto, tutto in qualche modo ne ricordava la presenza.
Penso che il miglior modo per ricordarlo sia raccontarvi di questo vino, uno dei miei preferiti, anche se sarebbe più giusto parlare di annate, perché il Barolo Bussia Dardi Le Rose e il Bricco del Drago non sono da meno. Ma con il Roncaglie, non so spiegarmi perché, ho un feeling del tutto particolare… questo 2013 sembra abbracciarti con calore, il tannino in altre occasioni ancora nervoso qui appare già sereno, in equilibrio con un corpo pieno e avvolgente. Quei frutti rossi e scuri, quelle spezie fini, delicate, mai sovraccariche, quella terrosità e quell’incedere deciso ma con garbo hanno un gusto antico eppure attualissimo, del resto questo cru non ha mai nascosto il suo carattere assertivo e nobile.

Una ventata di Langa e di storia, un racconto che viene da tante vendemmie, tanta passione, tanto lavoro. Beppe era un signore, il suo sguardo fermo e allo stesso tempo intriso di profonda dolcezza, così distante dalle figure che oggi dominano la scena pubblica, ci mancherà anche per questo; sono sicuro che lassù è in buona compagnia, di vecchi amici in gamba ce ne sono molti, me li immagino a parlarsi poco ma i loro sguardi diranno molto di più, e magari fra un sigaro e un bicchiere di Freisa sarà il Rinaldi ad attaccare discorso, seguito a ruota da Baldo, e fra filosofia e storielle langhette, sorrideranno consapevoli di avere dato tanto a questo mondo disorientato.
Grazie Beppe, per tutto, riposa in pace.
Roberto Giuliani



