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Vino e salute: dal paradosso bordolese ai benefici dei bianchi

Trovo che l’alcol, assunto in dosi adeguate, provochi tutti i sintomi dell’ubriachezza – Oscar Wilde –

Le prime testimonianze sul rapporto vino&medicina risalgono al IV/V secolo a.C. grazie ad alcuni scritti di Ippocrate che lo consigliava assieme ad altre bevande alcoliche per combattere la febbre, come diuretico, antisettico e aiuto nelle convalescenze. E’ accertato poi che il vino, per oltre duemila anni, è stato l’unico antisettico utilizzato per le ferite.

Anni ’70paradosso bordolese“: la zona mondiale con il più alto consumo di vino rosso è anche la zona con il più basso tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nonostante una dieta tendenzialmente ricca di grassi;
Numerosi studi, infatti, hanno confermato nel tempo che l’assunzione combinata di resveratrolo e polifenoli è in grado di combattere con efficacia lo stress ossidativo e
infiammatorio indotto dall’alimentazione, in particolare dall’assunzione di grassi (vedi grafico).

1981 Marmot dimostra come la mortalità in relazione al consumo di alcool segue una curva a U: elevata nei soggetti astemi e nei grandi bevitori, limitata nei bevitori moderati (vedi immagine).
Dagli anni ’90 sono presenti in bibliografia molteplici studi riguardanti il rapporto tra alcool a dosi moderate e malattie coronariche/cardiovascolari:

BMJ (1991) Marmot evidenzia come i rischi relativi a eventi coronarici sono ridotti (
1999 Sacco sottolinea la favorevole relazione tra incidenza d’ictus ischemico e consumo, in dosi moderate, di alcool.

JAMA 2001 Mukamal: un consumo di massimo due drink al giorno nel post infarto riduce la mortalità.

The International journal of cancer (2004) pubblica un articolo secondo cui il consumo di quattro o più bicchieri di vino a settimana nel maschio determina una riduzione fino a 50% del rischio di cancro alla prostata: il resveratrolo, agente anti-infiammatorio, favorirebbe il blocco di particolari enzimi promotori del tumore.

Sung-Jung Park, Cell, 2012” – “NZ Nutrition Foundation, Cholesterol” evidenzia i benefici dell’assunzione moderata di alcool per il sistema metabolico favorendo la produzione di HDL* ( lipoproteine che trasportano il colesterolo verso il fegato ostacolandone la deposizione sull’endotelio dei vasi e facilitandone la rimozione dalle pareti vasali). Science, 2013. Si dimostra che il resveratrolo attiva una proteina enzimatica SIRT1 (sirtuina) che tramite particolari processi porta a un rallentamento dell’invecchiamento.

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Tutti i benefici sopra elencati sono dovuti perlopiù alle proprietà antiossidanti del vino; un tempo attribuite solamente ai tannini sono oggi associate a un’ampia gamma di composti polifenolici che comprendono flavonoidi, catechine, leucoantociani, antociani e stilbeni (tra cui il resveratrolo). La concentrazione nel vino di questi composti è influenzata da vari fattori quali la varietà di uva, l’annata, l’area di provenienza e la tecnica di vinificazione.
L’effetto protettivo si esplica sulle cellule, sulle fibre elastiche, collagene e anche sul colesterolo la cui ossidazione lo rende particolarmente dannoso per le arterie (colesterolo cattivo o LDL).

I ROSSI E IL RESVERATROLO

Il resveratrolo è un composto fenolico appartenente alla famiglia delle fitoalessine, sostanze sintetizzate e accumulate da alcune piante tra cui la vite, come risposta all’attacco di microrganismi patogeni (es.Botrytis Cinerea) o all’interazione con determinati agenti fisici (raggi UV) o chimici. La sua concentrazione nel vino dipende da vari fattori:
Fattore generico: il vitigno. Le uve rosse contengono in media una quantità otto volte superiore rispetto alle varietà bianche.
Fattore pedo-climatico: ambiente (umidità, piovosità, ventilazione, temperatura, presenza di sole, esposizione, latitudine, altitudine).
I fattori climatici ad esempio incidono favorendo o inibendo lo sviluppo di patogeni i quali a loro volta scatenano le risposte di difesa da parte della pianta tra cui la biosintesi di STILBENI.
Fattore antropico: l’uomo. Incide la forma di allevamento, trattamenti parassitari a base di rame (fattori di stimolo chimico per la produzione di stilbeni). La concimazione invece aumenta la vigoria e tende a ridurre la concentrazione di resveratrolo. Sfogliatura influisce positivamente sottoponendo l’uva ai raggi UV. Epoca di vendemmia: sintesi di resveratrolo raggiunge il picco a metà maturazione per poi decrescere.

Da notare poi che la FML e l’affinamento in botte sono fattori positivi per preservare la frazione di resveratrolo presente nel nostro vino; l’agricoltura biologica favorisce invece la produzione di polifenoli poiché vi è una maggiore presenza di “attacchi fungini” e grazie all’utilizzo di solfato di rame si stimola la produzione di stilbeni, come già detto (da tener presente i pro e contro dell’utilizzo del rame…).

Il Prof. Montemurro, cardiologo, in un articolo pubblicato su “L’Enologo” stila una lista dei vini rossi italiani più ricchi di resveratrolo:

 

* in Val d’Aosta l’elevata altitudine dei vigneti permette un’alta radiazione di raggi UV, fattore di stimolo per la produzione di stilbeni
** vini a base di nebbiolo ricchi di polifenoli
*** entrambi a base di Negroamaro (min 70%)
ps. Soprattutto i vitigni dell’Italia meridionale (Negroamaro, Aglianico, Gaglioppo, Nero d’Avola) sono contraddistinti da una particolare ricchezza di fenoli antiossidanti!

I BIANCHI …LE NOVITA’!!

Recentemente uno studio italiano, pubblicato su →Plos One e coordinato da Massimiliano Migliori et al., dimostra che un acido fenolico contenuto nel vino bianco, acido caffeico, rafforza la protezione cardiovascolare aumentando la biodisponibilità di ossido nitrico, potente antiossidante; esso+ ha effetti cardioprotettivi e nefroprotettivi. Ricerche precedenti avevano già dimostrato come composti quali TIROSOLO e IDROSSITIROSOLO (presenti nel vino bianco e nell’olio extravergine di oliva) avessero effetti benefici sul sistema cardiovascolare.

D’altro canto i vini bianchi si sa, contengono più solfiti… i tanto odiati solfiti! Questi ultimi sono accusati di procurare il cosiddetto “cerchio alla testa”; mentre per quanto riguarda la cefalea post-sbornia essa sarebbe causata dall’etanolo piuttosto che dai solfiti presenti poiché si attuerebbe una sorta di sindrome da astinenza dovuta all’acetaldeide che mima nel cervello l’effetto delle endorfine.

…PIU’ NEL DETTAGLIO

I radicali liberi sono atomi o molecole che per svariati motivi perdono un elettrone e diventano perciò altamente reattivi, in quanto cercano di recuperare l’elettrone perduto recuperandolo dagli altri atomi. Essi, in quantità limitata, aiutano il sistema immunitario nell’eliminazione di germi e difesa dai batteri ma una loro presenza superiore alla capacità della cellula di neutralizzarli porta allo stress ossidativo.
I radicali possono essere eliminati tramite varie reazioni enzimatiche che li riducono in acqua e ossigeno oppure tramite agenti antiossidanti.
I radicali instabili che restano tendono a indirizzarsi sulle cellule ed in particolare sui grassi che ne formano le membrane, zuccheri ,proteine e DNA dove alterano le info genetiche. L’effetto è il precoce invecchiamento delle cellule l’insorgere di gravi patologie come cancro, Alzheimer, diabete…

IL QUESITO: PERCHE’ LE DONNE REGGONO MENO L’ALCOOL?
Si sa, le donne sono più sensibili all’alcool ma il tutto può essere spiegato dal punto di vista medico.
Innanzitutto la tolleranza dipende dalla superficie corporea e dall’attività fisica del soggetto ma non solo… anche dal metabolismo epatico dell’alcool che risulta differente tra uomo e donna; quest’ultima infatti ha una soglia più bassa agli effetti dell’alcool sul sistema nervoso centrale e il tutto è causato principalmente da una minor presenza dell’enzima alcool-deidrogenasi (4 volte meno presente rispetto all’uomo). Da sottolineare però che l’ADH è inducibile per cui una donna che fa un uso (modesto) giornaliero di vino nel lungo periodo può arrivare ad avere livelli di tolleranza simili al maschio!

Riassumendo quindi si può dire che la moderazione nel bere ha come obiettivo quello di trovare il giusto bilancio affinché gli effetti protettivi superino quelli dannosi… senza rinunciare così al piacere del vino!

Sara Morozzi

Nata a Lugo di Ravenna, sommelier AIS, laureata in Viticoltura ed Enologia presso l'Università di Bologna; ad oggi Tecnico Commerciale e docente presso l'Università per Adulti di Lugo (RA), collabora con Lavinium per la sezione "Enologica", fornendo un notevole contributo tecnico/scientifico. Lo scopo della sezione è affrontare il mondo dell'Enologia dal punto di vista tecnico cercando di raccontare in modo semplice e comprensivo anche ai non addetti ai lavori quel che c'è dietro ad una bottiglia di vino.

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