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Grain Pinot Champ Dury AOC Valais 2020 Domaine Chappaz

Marie Therese Chappaz nella parcella Champ Dury
Marie-Therese Chappaz nella parcella Champ Dury

Tutte le riviste del mondo del vino hanno parlato del bianco dolce Grain par Grain Petite Arvine 2020 del Domaine Chappaz nel Vallese, la prima regione vitivinicola svizzera con oltre 5.000 ettari vitati, perché Parker gli ha dato 100 punti su 100. Si tratta però di una rarità, poiché ne sono stati prodotti soltanto 54 litri in mezze bottiglie da 400 franchi svizzeri cadauna che si sono esaurite in men che non si dica, come quelle dell’annata precedente, la 2016. Conoscevo già questo domaine di Marie-Thérèse Chappaz, però, per un bel pinot nero che è stato un vero piacere da scoprire e da degustare, quindi è questo che vorrei descrivervi.
La tenuta di Marie-Thérèse Chappaz si estende su una dozzina di ettari (di cui almeno 10 vitati in produzione) in quattro villaggi dalle condizioni idilliache per la produzione di vini unici: Fully (alla Liaudisaz), Charrat, Leytron e Chamoson, con più di 2.000 ore di sole e 600 millimetri di piogge l’anno e dai suoli di loess granitico sui quali si coltivano vitigni autoctoni come petite arvine, païen, humagne rouge o cornalin e alloctoni come sylvaner, syrah, marsanne e pinot noir.
Nel 1987 Marie-Thérèse, la nipote dello scrittore Maurice Chappaz che a 18 anni voleva fare invece l’ostetrica, aveva rilevato i vigneti di famiglia e vinificato la sua prima annata nel 1988. Per i successi crescenti dei suoi vini è stata consacrata ”Enologo dell’anno” già nel 1996 dalla guida Gault & Millau, poi nel 1997 ha deciso di convertire la sua tenuta alla biodinamica, un approccio in linea con la sua filosofia di rispetto per la terra e la vita, un metodo di lavoro delicato senza troppi interventi né manipolazioni.
In vigna, niente prodotti sintetici né fertilizzanti ma soltanto compost vegetale fatto sotto casa con preparati biodinamici, diserbaggio a mano soltanto intorno alla base dei ceppi, inerbimento con piante prescelte fra i filari. In cantina, lieviti indigeni, niente zucchero né enzimi aggiunti e quantità minime di solfini, ma nemmeno in tutti i vini. Questo ragguardevole lavoro di Marie-Thérèse aveva ricevuto a Cernobbio il Premio di Eccellenza Lalique-Villa d’Este 2015 ”Lady of Wine” e l’autrice era stata di nuovo premiata da Gault & Millau con il titolo di “Icona del vino svizzero”. La sua tenuta è visitabile previo appuntamento telefonico o per e-mail e i suoi vini si possono ordinare anche direttamente alla cantina.
Grain Pinot Champ Dury AOC Valais 2020 Domaine ChappazIl Grain Pinot Champ Dury AOC Valais 2020 proviene da un cru di Charrat che si trova nella posizione più ombrosa della valle del Rodano, sulle alture esposte a nord-ovest della riva sinistra del Rodano, dove il sole arriva più tardi la mattina tanto che nel periodo della vendemmia i suoi primi raggi compaiono solo verso mezzogiorno, ma la sera, invece, scaldano le viti fino alle 20, anche alle 21. Questo microclima e la presenza di terreno argilloso-calcareo su questo versante del Rodano rendono il terroir di Charrat molto adatto per il pinot noir, che è particolarmente sensibile alle temperature miti e viene qui allevato a coltura biodinamica con potatura Guyot nelle vigne vecchie con ceppi di età tra 15 e 30 anni. Dopo la completa diraspatura delle uve di pinot noir al 100%, il mosto è macerato in acciaio da 10 a 15 giorni ed è fermentato grazie ai lieviti indigeni. Il vino è poi maturato per un anno in botti di rovere di cui il 30% nuove ed è stato affinato in vetro per un altro anno. Tenore alcolico del 12,9%.
Di colore rosso lampone con riflessi cerasuoli e molto luminoso, all’attacco un profumo di mirtilli rossi e ciliegie scure apre un bouquet di aromi maturi di amarene e more tra sfumature delicate di petali di rosa, chiodi di garofano, tabacco biondo dolce e buon cuoio su un finissimo fondo mentolato.
In bocca è molto ampio, corposo, carnoso ma in una veste elegante, ben strutturato e perfettamente equilibrato fra i tannini nobili e potenti ma levigati e l’acidità fresca e moderatamente elevata. È succoso, sa di fragole molto mature e dolci con un tocco di marmellata di prugne fra leggere note di terra pulita e un pizzico di pimento. Il finale è coerente con gli aromi di ciliegie mature e mostra un accenno di fragoline di bosco, confettura di fragole e un tantino di vaniglia e di spezie pepate.
Migliorerà in cantina per altri 10 o 15 anni, anche se i più impazienti possono già gustarlo adesso. Consiglierei di servirlo a una temperatura di 15-16ºC con una bistecca alla parigina in salsa al pepe, ma si abbina bene anche con lo stinco di vitello, la spalla d’agnello in casseruola, il brasato, la braciola di vitello e altri piatti di carne anche piccanti.

Mario Crosta

Tipologia: AOC Valais
Vitigni: 100% pinot noir
Titolo alcolometrico: 12,9%
Produttore:
CHAPPAZ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 70 a 80 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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