Domaine Nicolas Rossignol: in Borgogna, l’influenza di un terroir che non è soltanto uno

Estrapolando dal meglio del Vinitaly 2023, non ci siamo fatti scappare la Masterclass firmata e condotta da Nicolas Rossignol in persona, con l’assaggio dei Premier Cru di Borgogna Volnay e Pommard, il gradino qualitativo appena sotto i Grand Cru. Ospiti di Cuzziol Grandivini, nonostante la folla, i nostri occhi erano tutti per lui: Monsieur Rossignol ed una parte di Borgogna parcellizzata in diversi areali, suoli diversi, effetti precipui e discriminanti sui vini prodotti.

Nasi e labbra pronte all’assaggio, mentre nei calici scendevano i Premier cru di Borgogna 2017, l’ultima annata disponibile sul mercato. E poi lui, Nicolas Rossignol, classe ‘74, quinta generazione di viticoltori a Volnay. Nulla della prosopopea del moderno wine ambassador, tutto di chi il vino lo respira attraverso ogni singolo poro della pelle. Coinvolgente. Dopo anni di studi tra Francia e Sudafrica, nel 1997 parte con tre ettari ripartiti tra Volnay, Pommard, Beaune, Aloxe-Corton e Pernand-Vergelesses, per arrivare gradualmente agli attuali ventidue ettari di proprietà, grazie anche alla fusione con la tenuta Rossignol-Jeanniard. Tutti riuniti sotto il nome di “Domaine Nicolas Rossignol”, con circa trenta diverse denominazioni reppresentate. Nicolas. Un vigneron dalla tecnica ultra moderna e l’approccio concreto di un tempo. Travolgente e passionale perché l’argomento è ciò che lo infiamma nella vita, ci ha raccontato i suoli dei singoli Premier cru, di quanto possano essere diversi e influenti sulla produzione. Senza muoverci dalla Borgogna, abbiamo degustato gli effetti di quei suoli preziosi e diversificati. Effetti evidenti sulle uve, inevitabilmente sul vino.

I nostri assaggi:
Volnay Premier Cru Chevret 2017
Siamo ai piedi del Cailleret, con la pendenza che si attenua ed un terreno che acquista profondità: argilla e ciottoli, per una vigna che arriva a 60 anni d’età. L’assaggio è profumato di frutti di bosco. Sorso imponente, ricco e pieno di sé. Muscoli che, comunque, non gli impediscono di restituire eleganza e sensazioni vellutate, con tannini integrati in un tutto che, come dice Nicolas Rossignol, “è espressione diretta del Volnay, corposità e raffinatezza”.
Volnay Premier Cru Ronceret 2017
Ci spostiamo ai piedi delle colline Volnay Champans. Suolo povero, chiaro, roccioso e per questo di scarsa profondità. La vigna è più giovane, ha circa 20 anni, ma nulla di tutto questo risulterà penalizzante, soltanto caratterizzante. Riconosciamo i mirtilli in un sorso minerale che arriva diretto, destreggiandosi tra equilibrio e sferzante freschezza. Con i tannini che fanno la loro parte senza timidezza alcuna, indoviniamo un assaggio a dir poco superbo.

Pommard Premier Cru Argillieres 2017
Stavolta parliamo di costa, andiamo sopra gli “Epinots” di Pommard, con la città di Beaune a fare da dirimpettaia. Le viti sono allevate lungo un lieve pendio dal terreno rossastro, ricco di ferro e di quell’argilla che ispira anche il nome del vino. Due i vigneti utilizzati, uno di 30 anni, l’altro di 40. Sorso avvolgente e dai tannini accennati, un vino che tende alla rotondità più che alle esuberanti sferzate di cui prima.
Pommard Premier cru Les Epenots 2017
La vigna ha compiuto i suoi primi 40 anni ed è ai piedi della collina di Pommard, verso Beaune. Terreno leggermente rossastro, sassoso, in grado di consentire alle uve di maturare al punto giusto e di consegnare sottile eleganza al vino. Il sorso si rivela complesso, non riusciamo ad accordarci tra potenza ed evanescenza: sensazioni terrose, ma anche netti profumi di frutti rossi, caratterizzano il tipico corpo del terroir di Pommard: seta, ma con carattere.
Merci beaucoup, Monsieur Rossignol. Santé.
Nadia Taglialatela
Domaine Nicolas Rossignol
22, rue Jean-François Champollion 21 200 Beaune, France
+33 380 243562
contact@nicolas-rossignol.com



