Contucci: all’epicentro delle terre poliziane
Partecipare alle cosiddette “anteprime” dedicate alla stampa offre l’opportunità, oltre che di poter degustare la quasi totalità dei vini di una determinata denominazione prossimi all’uscita sul mercato, per poter così avere una prima impressione sull’esito di un’annata, anche di poter visitare, direttamente “sul posto”, molte delle cantine protagoniste di questa rassegna. Sicché, fuori dalla naturale confusione della tensostruttura che ha ospitato quest’anno l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2008 (leggi l’articolo) abbiamo accettato ben volentieri il cortese invito (e con noi anche Gigi Brozzoni del Seminario Veronelli, nonché Kerin O’ Keefe di www.thewinenews.com) che la storica cantina Contucci ci ha offerto, donandoci la possibilità di poter, non solo visitare l’azienda, ma anche testare tre campioni (1983, 1993 e 2003) del loro Vino Nobile di Montepulciano Riserva. Sono 21 gli ettari, su un totale di 170, che l’azienda riserva all’allevamento della vite, in particolare dei classici e tipici vitigni del territorio poliziano: sangiovese (prugnolo gentile), canaiolo nero, mammolo, colorino, ma anche trebbiano toscano, malvasia del chianti e grechetto. Su circa 100 mila bottiglie che ogni anno la famiglia Contucci mette in commercio, circa la metà vengono vendute direttamente ai privati in azienda: un dato che può apparire stupefacente, e in fondo lo è, ma ampiamente comprensibile se consideriamo la stupenda ubicazione della cantina (nella piazza centrale di Montepulciano) e il comprensorio, ricco di splendide bellezze artistiche ed architettoniche, oltre che, naturalmente, di questo storico vino, che attirano non pochi turisti praticamente durante tutto l’intero anno. E anche in quei giorni (verso la fine di febbraio), in effetti, il numero di gruppi, tutti efficientemente accolti e guidati tra botti e antiche grotte, che abbiamo visto transitare in questa cantina comprova questi dati.
Una piccola, ma interessante verticale, quindi, quella a cui abbiamo partecipato, con protagonista la riserva della casa, composta da un 80% di prugnolo gentile e dal restante 20% da canaiolo, mammolo e colorino. Sono 36 i mesi di sosta nelle grandi botti di rovere posizionate tra gli affascinanti labirinti che formano la cantina, all’insegna di un rispetto dell’autentica tradizione poliziana che qui è rimasta salda, così come lo sono le antiche e documentate origini della famiglia. Interessante notare, poi, come le tre annate degustate, distanti tra loro 10 anni ognuna, abbiano sostato in botti composte da legni di natura differente: il castagno per il 1983, sia il rovere che il castagno per il millesimo 1993 ed infine solo il rovere per il 2003. Confortante l’esito finale, che conferma il bisogno del lungo affinamento in bottiglia che questo vino necessita, in particolare quello di Contucci, il cui campione del 2005, anche se non riserva, presentatoci durante gli assaggi dell’anteprima 2008, avevamo trovato ancora troppo giovane e se vogliamo quasi “rustico” e in divenire, specie nella sua trama tannica.
Vino Nobile di Montepulciano 1983
Granato con lievi note aranciate il colore di questo campione che aveva ancora al suo interno una percentuale (circa il 12%) di uve a bacca bianca (malvasia del Chianti e trebbiano toscano) che la DOC del tempo permetteva. Compatto e intenso il profumo che evidenzia un frutto rosso di prugna ancora in gran forma. Non mostra una complessità entusiasmante, ma colpisce però per l’integrità del frutto e la pulizia olfattiva. Buone le componenti di freschezza e sapidità in bocca con tannini forse un po’ slegati rispetto all’equilibrio complessivo, ma ancora di bella vivacità.
Vino Nobile di Montepulciano 1993
Un frutto più scuro, di ciliegie e prugne, e un colore sempre granato con sfumature aranciate. Note di rabarbaro, scorza di arancia, ma anche terrose completano un bouquet non del tutto franco appena versato nel bicchiere e che ha bisogno di ossigeno per pulirsi completamente. Discreta l’acidità con tannini più polverosi e meno vivi rispetto al millesimo del 1983.
Vino Nobile di Montepulciano 2003
Per questa storica annata che viene spesso oramai ricordata per l’incredibile calura che accompagnò tutto l’arco estivo, prima, durante e dopo la vendemmia, le note olfattive sono ovviamente più calde e avvolgenti rispetto ai due precedenti millesimi, ma non stucchevoli e cotte. Dolcezza del frutto sì, quindi, ma con buona eleganza, con belle note sempre di prugne e ciliegie e un bel corredo di spezie fini a completare un quadro aromatico di bell’impatto complessivo. Discreta la freschezza in bocca, così come la sapidità e tannini ancora giovani, “rustici” se vogliamo, a conferma della gioventù del millesimo in questione, nonché cifra stilistica dei vini di questa cantina che, come abbiamo sottolineato, hanno bisogno del riposo in bottiglia per poter dare il meglio di sé.
Alessandro Franceschini



