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Comitissa 2009, Lorenz Martini e le nobili bollicine di Cornaiano

Fotografie di Danila Atzeni

Vigneto azienda Martin Lorenz

La Cantina Spumanti Lorenz Martini è una vera chicca situata nell’antico paesino vitivinicolo di Cornaiano in provincia di Bolzano, una delle aree più famose e prestigiose dell’intera viticultura altoatesina. Percorrendo queste stupende colline l’occhio si perde giunti all’inizio della famosa “Strada del Vino” o “Südtiroler Weinstraße”, qui scorrono fiumi di vino fermo di qualità e vi albergano alcune tra le aziende più importanti e storiche dell’Alto Adige. Dal 1985 la famiglia Martini ha scelto di percorrere una strada differente, con impegno e dedizione coltiva chardonnay e pinot nero, le uve tradizionali per la produzione delle nobili bollicine, più un saldo di pinot bianco che caratterizza in parte lo stile aziendale. Dopo 3 anni di affinamento in bottiglia, si ottiene a mio avviso uno tra gli spumanti metodo classico che negli ultimi cinque anni mi ha convinto di più in assoluto, il “Comitissa” Brut Riserva.
Lorenz Martini è un vignaiolo autentico, di quelli senza mezze misure, schietto, sincero, essenziale, una persona splendida che ha sempre il sorriso sulle labbra, ben disposto a raccontare aneddoti o addirittura barzellette che possano far comprendere la fatica e l’impegno che c’è dietro al suo lavoro. Un impegno che nasce a 500-800 metri s.l.m. sui vigneti di Cornaiano, Appiano-Monte e Cologna-San Genesio, su un terreno argilloso, ciottoloso e calcareo. Martin ha scelto di produrre un solo spumante che sosta almeno 3 anni sui lieviti, è composto da 30% chardonnay 30% pinot bianco 40% pinot nero con un dosaggio massimo di 4 grammi litro. Elementi che evidenziano la serietà e la voglia di dimostrare che da un grande territorio, con impegno e passione, può nascere un grande vino, in questo caso un grande spumante italiano. Per valorizzare al massimo il suo patrimonio naturale e salvaguardarlo nell’interesse del futuro aziendale, oltre che per la salute del consumatore, Martin adotta i principi dell’agricoltura dedita al minimo intervento in vigna ed in cantina.

Comitissa 2009 Lorenz Martini

V.S.Q.P.R.D. Alto Adige Comitissa Brut Riserva 2009, Lorenz Martini
Il vino in questione ha una sboccatura che risale al 04-11-2014, 13% vol, ho avuto il piacere di berlo ogni anno fino al 30-11-2018, anche per calici di vino spumantevalutarne l’effettiva evoluzione. Questo è dunque il 4° campione che degusto e facendo un rapido resoconto delle tre bottiglie precedenti, anno dopo anno ho notato che il vino ha guadagnato punti in termini di distensione gusto olfattiva, risultando ad ogni assaggio sempre più piacevole ed equilibrato, con grandi doti di bevibilità e freschezza che inizialmente venivano penalizzate da una vena sapida preponderante, quasi ai limiti del salato, ma è una caratteristica di questo territorio, non certo un difetto.
Descriverò dunque l’assaggio che mi ha colpito di più, ovvero quello effettuato pochi giorni fa. Veste giallo dorato vivace ed al contempo molto chiaro, con bagliori che richiamano ancora il paglierino. Bolla esemplare per finezza e regolarità, cordoncini numerosi e grande sprint nonostante i quattro anni dalla sboccatura. Il naso è molto fine, inizialmente incentrato su note floreali di acacia e piccoli fiori di montagna leggermente appassiti, vira ben presto sul frutto ancora vivo e croccante, distinguo la susina gialla, il cedro ed il ribes bianco. Con giusta ossigenazione arriva il pepe bianco ed il comparto minerale composto da calcare e leggerissimo boisé. Ancora note di yogurt e miele di acacia, sul finale si percepisce un sentore che ricorda il foraggio dei pascoli alto atesini. Un naso complesso, in continua evoluzione a diversi minuti dalla mescita e nonostante l’aumento della temperatura, caratteristica tipica dei grandi Champagne, senza per questo voler fare inutili paragoni che vanno tanto di moda negli ultimi anni e da cui mi dissocio totalmente. Il palato risulta equilibrato, la bolla carezzevole ed al contempo verticale, croccate. La freschezza del sorso gioca un ruolo fondamentale, coadiuvata da una sapidità notevole che rimanda alla mineralità del terreno. Sviluppa grande persistenza e coerenza di note fruttate, soprattutto l’agrume, con un finale che ricorda la mandorla tostata ed il pepe bianco. Un vino che conquista con estrema disinvoltura la quinta chiocciola.

burro e acciughe, salmone e robiola con aneto e pepe bianco, uova di quaglia e avocado su pane nero, salmone e burro d’alpeggio con aneto e pepe rosa, insalata russa

L’abbinamento che ho scelto per questa bollicina d’autore, si base fondamentalmente su ingredienti che necessitano di un vero e proprio “principio sgrassante” per valorizzare l’insieme. Ho pensato ad una serie di canapè: burro e acciughe, salmone e robiola con aneto e pepe bianco, uova di quaglia e avocado su pane nero, salmone e burro d’alpeggio con aneto e pepe rosa. Non contento, per implementare al meglio questo abbinamento all’insegna della golosità, ho pensato anche a un’insalata russa fatta in casa guarnita con uova di quaglia e dei vol-au-vent, sempre fatti in casa, ripieni di fonduta fatta con Fontina DOP.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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