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Colline Albelle, un’oasi nel cuore della Val di Cecina

Vigneti Colline Albelle

La Toscana affacciata sul Tirreno è, nel concreto, un mosaico di territori, dove è possibile riscontrare la presenza di suoli calcarei, vulcanici, argillosi, sabbiosi o ancora di terreni ricchi di depositi fluviali e marini. Lo studio e l’analisi di questi rappresentano, a ragion veduta, il migliore strumento a disposizione dei produttori nell’ambito della scelta dei vitigni da impiegare.
A dire il vero, la variegata moltitudine di vitigni impiegati riesce praticamente ogni anno a raggiungere un’ottima maturazione e a donare ai vini quelle componenti aromatiche vuoi speziate, vuoi fruttate, forse un pò di trasgressione; ma al contempo di estrema finezza ed eleganza. Di fatto, la capacità di esprimere perfettamente le caratteristiche di ogni singola annata, le tecniche di vinificazione e le condizioni fisiche locali, si riflettono in questi luoghi sempre più con maggior stile e vigoria… E inevitabili diventano allora le speranze di prolungare, ancora nel tempo, quelle memorabili soddisfazioni enologiche che la Costa degli Etruschi ci ha riservato talvolta in passato, nonostante, a dire il vero, le ultime stagioni climatiche non sembrino rispecchiare molto una certa ciclicità.
All’interno di questo comprensorio, Colline Albelle svolge un ruolo di interessante interpretazione della complessità del territorio di Riparbella, in maniera così efficiente come la intendeva A. F. de Fourcroy nel suo Connaissance de la Chimie, 1787: “Questo vino sa di terroir. La qualità dei terroirs si comunica ai vegetali che vi crescono e forma ciò che si definisce il sapore del terroir”.
Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot, Vermentino e Canaiolo Bianco sono le tessere di questo minuscola oasi che desidera costruire nel tempo una gamma di vini meticolosi, suggestivi e vivi.
A pensarli con ostinato desiderio e capacità, c’è una squadra giovane e internazionale capitanata da Julian Reneaud, winemaker e managing partner, francese di nascita ma toscano d’adozione.
I terreni e i vigneti di Colline Albelle scendono dalla cresta ai crinali di due colline e sono punteggiati di sassi chiari che, alzando appena gli occhi, incontrano il bianco delle nuvole, instancabilmente animate dalle brezze marine. L’altitudine è intorno ai 300m. A questa “altezza” temperatura e radiazioni solari si combinano armoniosamente: ad ogni 100 m di ascesa, infatti, la temperatura diminuisce di 0,7 °C e, parallelamente, le radiazioni solari aumentano dell’1,5%.
Per rispondere a queste condizioni climatiche” spiega Julian Reneaud “le bucce diventano più spesse e la concentrazione in polifenoli aumenta. Ciò facilita l’estrazione di colore, offre tannini morbidi e gli aromi varietali necessari per produrre vini distintivi”.
In questa zona specifica i suoli risultano ben drenati, sabbiosi, con poco contenuto di argilla o ghiaia e ad un alto contenuto di calcare. Sono terreni freschi che, continua Julian, “ritardano naturalmente la maturazione e aiutano l’uva a sviluppare una corretta acidità… condizione necessaria per arrivare all’eleganza”. Mentre i vigneti hanno iniziato sin da subito le procedure per la conversione e con la vendemmia 2023 sono a tutti gli effetti biologici e biodinamici.

Vini Colline Albelle

INBIANCO VERMENTINO IGT TOSCANA 2020 e 2022
Guyot da vigne di 20 anni; decantazione statica a freddo, fermentazione alcolica e malolattica a 15° in acciaio, affinamento 90% in acciaio e 10% in barriques tostate.
“Inbianco è un’espressione delicata del terroir, minerale e floreale. Il Vermentino viene raccolto appena maturo senza indugiare e questa tempestività consente di ottenere una gradazione alcolica leggera (10% vol.) e una beva fragrante. Le uve – per sottolineare la finezza degli aromi – vengono vinificate in acciaio prima di passare 6 mesi in barriques non tostate”.
Effettivamente un bianco di grande bevibilità, vivo e profondo. Intriganti nei profumi di spezie e fiori di ginestra, il 2020 mette in evidenza un gusto pieno e progressivo con un finale molto lungo stimolato dalla vena sapida; nel 2022 sicuramente emerge l’acidità e prevalgono leggere venature gessose.

INROSSO MERLOT IGT TOSCANA 2021
Cordone Speronato da vigne di 23 anni; fermentazione alcolica e malolattica a 15° in acciaio, affinamento 225L barriques per 18 mesi.
“Inrosso vuole essere un Merlot dinamico, croccante, verticale”.
Piacevolissima combinazione di piccoli frutti rossi e spezie: ritmato, fresco, oltremodo scorrevole.

SERTO SANGIOVESE IGT TOSCANA 2020
Guyot da vigne di 27 anni; fermentazione alcolica e malolattica a 15° in acciaio, affinamento 225L barriques per 30 mesi.
“Se l’idea era di rivisitare il Merlot ed il Vermentino con Inrosso e Inbianco, Serto vuole essere un’espressione più classica del Sangiovese”.
Al naso frutto rosso maturo su rimandi di grafite; originale, fragrante e gustoso al palato, finale con qualche nota piccante di troppo, ma persistente.

Lele Gobbi

Lele Gobbi

Torinese, sognatore, osservatore, escursionista, scrittore. Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Torino e Master in “Non profit” presso la SDA Bocconi di Milano. Per otto anni si è impegnato in progetti con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, occupandosi di raccolta fondi, marketing, comunicazione, relazioni esterne, degustazioni e soprattutto di organizzazione di viaggi educativi in Italia e nel mondo. Scrive per Spirito diVino, James Magazine, La Cucina Italiana, Viaggiare con Gusto, Senza Filtro. È consulente per agenzie di marketing e comunicazione. Ha viaggiato in tutti i continenti alla ricerca dei cibi più vari, dei mercati più pittoreschi e dei popoli più antichi. Ama lo sport (sci e basket), la montagna (le Alpi) e l'arte contemporanea.

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