Bella sorpresa nella grande distribuzione: i vini ungheresi di Pál Mészáros

La pandemia e le relative misure restrittive adottate dai vari governi europei, tra cui alcune improvvisate quando non assurde, hanno sconvolto anche il mercato e il consumo del vino. I produttori sanno quanto, come, dove e perché hanno perso, come gli esportatori, gli importatori, i distributori, le enoteche. Non gli ipermercati, i supermercati e i discount che, a quanto ormai si sa, hanno invece incrementato di molto tutte le vendite, comprese quelle del vino.
Con tutti i limiti imposti agli assembramenti e agli spostamenti, è diventato praticamente d’obbligo muoversi di meno per fare la spesa e il grande market è stato ed è il punto di vendita più vicino e rifornito di tutta la gamma di prodotti alimentari e per la casa. Questo è sicuramente un evento a sorpresa, che alcuni giudicano positivo e altri negativo, ma questo non è un tema per me, anche se il crollo della liquidità delle famiglie italiane già notevole del 9% in un solo anno costituisce l’anticamera della povertà ed è qualcosa che ci riguarda tutti. Preferisco parlare dell’offerta di vini che anche in questi grandi negozi si è differenziata notevolmente rispetto a prima e ha cominciato a conquistare maggiori consensi non solo per i prezzi contenuti, ma soprattutto per l’introduzione di alcuni vini della fascia più pregiata e per i rapporti qualità/prezzo che sono migliorati.

Nei grandi locali di alcune grosse catene di distribuzione il maggior ricambio di bottiglie ha perfino cambiato i vari lay-out e sono comparse anche delle apposite aree per la promozione di intere gamme di prodotti alimentari di territori diversi, anche di nazioni diverse. Nell’ambito di una di queste campagne, quella ungherese per esempio, che è andata avanti per settimane nel market a me più vicino, tra le novità, ovviamente, ho trovato salumi ungheresi, barattoli di vetro con pietanze stufate pronte come gulyás, bogrács, lecsó, pörkölt, trippa piccante, paste di peperoncino, peperoni multicolori imbustati, eccetera. Ma ho scoperto anche nuovi vini provenienti da produttori in parte già noti e in parte completamente nuovi, con prezzi di listino adatti per tutte le tasche ed è interessante notare che il livello è generalmente accettabile, a volte anche buono e soprattutto ben distinto da quelle ciofeche spacciate a prezzi stracciati da enormi kombinat d’imbottigliamento, quelli che non mi interessano mai.
Bevo e scrivo di vini ungheresi ormai da vent’anni, sono stato molte volte in quel Paese e ho imparato a diffidare di certe sigle, come del resto faccio con certe italiane che etichettano prodotti veramente scadenti, ma ho voluto acquistarne alcuni per capire questa nuova tendenza di due fra le tante catene di discount (delle quali non farò i nomi) con 841 punti di vendita nella nazione in cui abito, le cui scelte di approvvigionamento sono state curate da sommelier che stimo molto per la loro serietà fin dal 2000. Niente di speciale, però buoni e per tutte le tasche.

Tra questi ho trovato alcune bottiglie di Pál Mészáros che, con alcuni suoi vini presentati al Concorso Enologico Internazionale di Bordeaux, nel 2006 aveva ottenuto una medaglia d’oro e nel 2016 due medaglie d’oro e una d’argento. Riconoscimenti che non erano proprio un’eccezione, dato che nel 2012 la sua azienda era già stata scelta come azienda vinicola dell’anno dall’Accademia del vino ungherese, dall’Associazione ungherese dei produttori di uva e di vino e dal Consiglio nazionale ungherese dei villaggi di montagna, diventando anche il produttore di vino di quell’anno e vincendo il premio ”Il vigneto più bello dell’Ungheria”.
Tanto per capire meglio da dov’è venuto Pál, si deve sapere che la famiglia Mészáros coltiva ormai 120 ettari vitati tra cui ci sono gli unici ceppi di kadarka che sono sopravvissuti all’attacco della fillossera del 19° secolo e che ancora portano frutti, ma che buoni! Oltre a questo vitigno, la produzione principale è basata sia su ceppi tradizionali ungheresi, come il kékfrankos, sia su quelli internazionali, come il merlot, il cabernet sauvignon, il cabernet franc e lo syrah. Una superficie così grande e una tale combinazione di varietà offre a questo produttore la possibilità di produrre oltre una decina di vini vini freschi e fruttati di largo consumo, ma anche alcuni più potenti e di pregio. La cantina dei Mészáros, il padre Pál e il figlio Péter, si trova nel centro di Szekszárd da oltre 250 anni.

Le loro uve vengono vendemmiate a macchina. I loro vini sono vinificati in serbatoi di acciaio inox mediante una tecnologia automatizzata a sistema chiuso e con il continuo controllo di laboratorio. La maturazione avviene in barriques, tonneaux e grandi botti in antichi tunnel e l’affinamento in locali scavati nel löss a temperatura e umidità ottimali. La cantina si stende per 800 metri quadri ed è ricoperta da mattoni originali, ma è stata ristrutturata nel 2002 e ampliata di tre cupole. Oltre ad essere una struttura spettacolare, è un luogo ideale per la conservazione del vino rosso ed è stata ricostruita cercando sempre di mantenere lo spirito originale del luogo.
Anche l’ingresso principale è stato rifinito nello stile originale, perché l’ambiente completa piacevolmente i prodotti e permette di organizzare visite, degustazioni di vini, festival, danze magiare e altri eventi o di servire pasti caldi, sempre previo appuntamento, mentre i vini possono essere acquistati nel negozio di specialità vinicole situato accanto alla cantina, dove si trovano anche i vini di molti altri produttori di Szekszárd.
L’ospitalità può essere completata dal soggiorno o dal pernottamento presso l’Hotel Merops Mészáros, un moderno 4 stelle aperto nel 2014 con 22 camere, area benessere, ristorante, sala eventi per 150 persone e che si trova proprio accanto alla casa vinicola Mészáros, a pochi minuti a piedi dal centro della città.
La tranquilla atmosfera di una piccola città e il placido paesaggio della regione vitivinicola offrono una perfetta opportunità di relax a tutti coloro che cercano la pace e il ristoro e anche a coloro che cercano attività ricreative.
Per venire ai vini che mi sono comprato a un ottimo prezzo in due market delle due diverse catene distributive (descritti in ordine di annata), posso dire che mi ha deluso solo il rosato, che non mi sento di consigliare, ma lo sanno tutti che su questa tipologia non è facile trovare all’estero dei prodotti eccellenti, di cui invece l’Italia è strapiena anche se i rosati costituiscono soltanto l’1% della produzione nazionale di vino.

Pinot Noir Classic Collection 2019
Le uve di Pinot nero coltivate con un resa di 1,5 kg per ceppo vengono raccolte a metà settembre a un grado di maturazione ottimale per preservarne il fruttato fresco, quindi sono sottoposte a una vinificazione soffice. Il mosto viene macerato delicatamente, quindi i tannini delle bucce non si dissolvono, così si ottengono vini vellutati e beverini che vengono poi maturati in botti di rovere. Il vino ha un colore rubino chiaro brillante. È caratterizzato da un profumo fresco, speziato, fruttato (mora di rovo, ciliegia e ribes rosso), con un tannino morbido, una sfumatura di terra pulita e un finale delicatamente erbaceo. In bocca è piacevole con i suoi tannini rotondi, morbidi e deliziosi, una sensazione di dolcezza del fruttato lo rende molto beverino e un buon compagno in tavola. Temperatura di servizio consigliata tra 16 e 18 ºC. Prezzo 4,70 euro.

Cuvée Classic Collection 2018
Cabernet sauvignon e cabernet franc a Szekszard sono una coppia classica, poiché oltre un secolo dopo la loro introduzione nei vigneti del posto si sono acclimatati benissimo e danno vini in genere morbidi, armoniosamente composti e caratterizzati da buona qualità. Molti produttori li vinificano da soli e anche in cuvée per farne un vino tra i più popolari da sempre in Ungheria, dove riscuote successo per la maggior semplicità di beva rispetto allo stile bordolese, tanto che viene apprezzato anche dagli appassionati di vino alle prime armi e dal comune consumatore. Il colore è rubino intenso e il sapore è buono con i suoi aromi fruttati di prugne, ciliegie, ribes nero, una leggera sfumatura di cacao e un finale speziato. Sul posto, in Pannonia, l’ho visto servire perfino freddo in estate, alla sera anche in scodella allungato con il latte, ma consiglio una temperatura di servizio di 16 ° C. Prezzo 4,90 euro.

Kadarka Classic Collection 2018
La kadarka è una varietà autoctona di Szekszárd che ha reso famosa per secoli questa regione vinicola, ma dopo la caduta del Comecon è stata messa un po’ in secondo piano. Oggi però questa varietà sta vivendo la sua rinascita, è sempre più popolare e ricercata per la sua unicità, poiché è originaria solo dell’Ungheria e i consumatori di vino che vogliono sempre assaggiare nuovi tipi di vino ne hanno riscoperto il valore con le rese più basse, come il carico d’uva di 1,5 kg per ceppo. Anche per questo vino le uve sono sottoposte a una vinificazione soffice. Il mosto viene macerato delicatamente, quindi i tannini delle bucce non si dissolvono, così si ottengono vini vellutati e beverini che vengono poi maturati in botti di rovere. Di colore rosso rubino intenso, all’attacco il profumo è pulito, aromatico, di frutta rossa e il bouquet è ricco di piccoli frutti rossi tra sfumature di legno e pepe nero, con una bella acidità. La nota caratteristica della kadarka di Szekszárd aggiunge in bocca miele e spezie. Il vino è di corpo pieno, crea una sensazione di calore, con molte spezie, che lascia una piacevole traccia in bocca con un finale lungo e vellutato. Certo, questo vino non è un capolavoro come il St. Grál Mészi Kadarka Reserve 2016, ma con i salumi e una pizza non farebbe certo male a nessuno. Temperatura di servizio consigliata tra 16 e 18 ºC. Prezzo 4,60 euro.

Grandiózus Malbec 2018
Il vigneto è stato piantato dal produttore nel 2007, al ritorno da un viaggio dall’Argentina. La prima vendemmia è avvenuta nel 2011 e dal 2016 il nome del ceppo è ufficialmente segnalato in etichetta. Le uve sono state raccolte a fine settembre, la macerazione e la fermentazione del mosto sono durate più a lungo e il vino è poi maturato in botti di rovere, il 30% in botti nuove da 500 litri, il 10% in barrels americani nuovi da 225 litri, il resto in botti di 2-3 passaggi da 500 litri. Il Grandiózus Malbec 2018 ha un colore rosso rubino scuro, attacca con un profumo di amarene e una nota vaniglia, il suo bouquet è ricco aromi di confettura di mirtilli, di ciliegie mature, di prugne e sfumature di cioccolato fondente. È molto concentrato, può stancare dopo un bicchiere per la sua struttura che si può tagliare con un coltello. Ma non ho dubbi che troverà molti devoti perché è un vino degno del suo nome, grandioso, con un alto tenore alcolico, il 14%. Temperatura di servizio consigliata tra 18 e 20 ºC. Prezzo 11,70 euro.

Bikavér Classic Collection 2017
Il Bikavér (sangue di toro) è un’antica cuvée magiara e questo nome può essere utilizzato solo nelle regioni vinicole di Szekszárd e di Eger. Il sangue di toro di Szekszárd deve provenire solo da uve rosse autoctone coltivate a Szekszárd, miscelandone almeno tre varietà. A Szekszárd è obbligatorio avere un minimo del 50% di kadarka e di kékfrankos. È richiesto un invecchiamento di un anno in botti di rovere. Anche per questo vino le uve sono sottoposte a una vinificazione soffice. Il mosto viene macerato delicatamente, quindi i tannini delle bucce non si dissolvono, così si ottengono vini vellutati e beverini che vengono poi maturati in botti di rovere. Il colore è rubino scuro. Aromi di piccoli frutti di bosco neri maturi e in confettura tra sfumature di marzapane e un non so che di cannella. Vino di buona struttura, caratterizzato da maturità e armonia, è più vellutato e rotondo rispetto ai Bikavér di Eger. Temperatura di servizio consigliata tra 16 e 18 ºC. Prezzo 4,70 euro.

Merlot Classic Collection 2016
È un vino tipico di quest’area di produzione. Il Merlot è il vitigno che tra le varietà internazionali ha trovato la collocazione migliore a Szekszárd. In questo caso le uve sono coltivate con una resa di 1,5 kg per ceppo, vengono raccolte manualmente e la macerazione del mosto è più breve e a temperatura controllata per evitare eccessi di tannini. Il vino viene poi maturato in botti di rovere. Di colore rosso scuro, marcato, il suo fruttato non lascia nulla a desiderare, anzi si sente che è vinificato apposta per ottenere un corpo piuttosto leggero per un merlot, una semplicità che è l’esatto opposto dei Merlot della California. Il bouquet è dominato dagli aromi di frutta rossa, frutta secca e vaniglia, in bocca è leggero, fruttato e con un finale di tannini delicati. Temperatura di servizio consigliata tra 18 e 20 ºC. Prezzo 5 euro.

St. Grál Mészi Kadarka Reserve 2016
Proviene da un antico clone di kadarka che è sopravvissuto nel più vecchio vigneto di famiglia. Il grappolo è più piccolo di quello degli altri cloni di kadarka e quand’è maturo ha un maggiore contenuto di zuccheri naturali. In vigna si lavora attivamente tutto l’anno per limitare al minimo le rese di uva per ceppo e ottenere i migliori frutti possibili. I grappoli vengono raccolti a mano molto maturi in cassette da 15 kg. Si fa sempre una doppia cernita: dopo la selezione dei grappoli vengono selezionate anche le uve per vinificare solo quelle completamente sane. La fermentazione sulle bucce dura 21 giorni, con una macerazione delicata del mosto, quindi il vino matura in botte di rovere per 2 anni. Il colore è rosso rubino intenso e il bouquet è ricco di piccoli frutti rossi tra note speziate, con una piacevole acidità ammorbidita da sfumatura di miele. È un vino corposo, focoso, con tannini dolci, si sente la forza della luce del sole che attraversa il palato e tutto il corpo con una notevole sensazione di calore, ecco perché si richiama alla ricerca e alla scoperta del “Sacro Graal”. Il finale è lungo e vellutato. Temperatura di servizio consigliata 16 ºC. Prezzo 14,60 euro.

Cabernet Franc Classic 2015
Il Cabernet Franc proviene da Bordeaux come varietà, ma è coltivato a Szekszárd da più di 120 anni. È utilizzato sia in cuvée che per produrre ottimi vini da solo. Uve sane e mature provengono dalle colline che circondano la città, dove sono coltivate per una resa di 1,5 kg per ceppo e sono vinificate con una lavorazione soffice, il che significa che il mosto viene macerato delicatamente, quindi i tannini delle bucce non si dissolvono, così si ottengono vini vellutati e di buona beva che vengono poi maturati in botti di rovere. Di colore rosso rubino intenso, ha un profumo fruttato e speziato molto fine che introduce un bouquet di aromi di ciliegia, amarena e piccoli frutti di bosco, in bocca ha un effetto setoso con sfumature di cioccolato fondente e una battuta speziata dolce. La sua struttura è equilibrata, rotonda, i suoi tannini si integrano piacevolmente con il fruttato. Temperatura di servizio consigliata tra 16 e 18 ºC. Prezzo 5,30 euro.
Mario Crosta
Mészáros Pál Borház és Pince
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