|
E sì, questa volta alla Stazione Leopolda di Firenze, il 19 e 20 febbraio per il Chianti Classico annata era in gioco la 2011, mentre per la Riserva toccava alla 2010, ma come faccio ormai da tempo, mi rifiuto di degustare vini per la maggior parte prelevati da vasca o botte. A cosa serve? A capire per sommi capi le qualità dell’annata? Certo, ma può andar bene se non sei tenuto poi a scrivere dei vini, cosa che per me non ha alcun senso. Anche perché, chiunque abbia un po’ di esperienza sa bene che l’annata si diversifica a volte anche in modo considerevole, da microzona a microzona. Del resto ogni anno qualcuno di noi ci riprova a tentare di far capire che degustare vini che vini ancora non sono è controproducente, non giova a nessuno e rischia di penalizzare quelli più indietro, che magari tirano fuori il peggio solo perché non hanno avuto il tempo minimo per assestarsi. Non è giusto, soprattutto nei confronti di chi spende denaro e fatica ogni anno, tutto il suo impegno finisce in una bottiglia, se la gioca lì la sua credibilità. “E’ la legge del mercato, non si può aspettare altrimenti sei tagliato fuori”. Ma ne siamo proprio sicuri? Soprattutto oggi che c’è una crisi piuttosto profonda che coinvolge gran parte del pianeta? Per fortuna a Chianti Classico Collection hanno la buona abitudine di mettere a disposizione anche le annate precedenti, e infatti, guarda caso, di Chianti Classico 2011 ce n’erano 37, mentre di 2010 poco meno di 100, a dimostrazione che l’anteprima ha davvero poco senso, soprattutto avendo a disposizione solo due giorni. Molto meglio concentrarsi sui 90 2010 e sulle 63 Riserve 2009, e se avanza un po’ di tempo, qualche assaggio di annate precedenti (con la Riserva si arrivava fino alla 2006).
A proposito di crisi, quest’anno si è fatta sentire anche alla Leopolda, solo buffet fai da te, piuttosto che la classica cena con tavoli da 10-12 posti in compagnia di produttori e colleghi. Ma per il resto direi che, ancora una volta, tutto ha funzionato alla perfezione, a partire dai bravissimi sommelier AIS, per i quali non è certo un lavoro facile: il numero di giornalisti, buyers, enotecari e ristoratori è sempre molto alto, parliamo di almeno 150 persone, ciascuna delle quali ha esigenze diverse, perché ognuno sceglie cosa degustare e in che modo. Un plauso sincero, quindi, all’associazione che ancora una volta ha svolto magnificamente il proprio ruolo.
La novità Ebbene sì, sembrerebbe che il Consorzio abbia dato il via per un vero e proprio riassetto del Chianti Classico. In che senso? Semplice, almeno sulla carta: si parla di “nuova classificazione” che, in sintesi, prevede l’inserimento nella piramide qualitativa (ma direi più legislativa) della “Gran Selezione“, ovvero perbacco, riguarderà quei vini prodotti in azienda che non potranno essere assemblati in alcun modo ad uve o vini prodotti al di fuori dell’azienda stessa. La Gran Selezione prevede inoltre che i vini potranno essere immessi sul mercato solo dopo 30 mesi dalla vendemmia, comprensivi di almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia. Ecco, se qualcuno non ne era a conoscenza, solo questa tipologia di vini garantirà che provengono e sono stati elaborati dalla stessa azienda. Peccato che, come si può immaginare, questa tipologia rappresenterà una piccola parte di tutta la produzione, il vero salto di qualità e di responsabilità, sarebbe dovuto essere in riferimento alle tipologie già esistenti, senza inventarne una ulteriore, che produrrà solo maggiore confusione fra i consumatori (ricordo che c’è già grande difficoltà a far capire la differenza fra Chianti e Chianti Classico, non a caso la vera differenza almeno dal punto di vista commerciale la fa il Gallo Nero, che è il marchio che identifica univocamente il Chianti Classico). Quando in tutte le altre denominazioni la Riserva rappresenta il vino di punta, come si fa a giustificare l’ulteriore gradino di un “Gran Selezione”? E poi questo significa che con la Riserva non si è fatto il meglio che si poteva fare, non a caso molte aziende tendono a farla quasi tutti gli anni, abbandonando la motivazione iniziale che prevedeva l’uscita solo nelle annate effettivamente migliori.
LA DEGUSTAZIONE
Chianti Classico 2010 Nella lista dei vini presenti sono mancati all’appello Castagnoli, Castello di Bossi e Fonterutoli. Ho degustato in tutto 80 campioni. Le impressioni generali sono state positive, ormai sono alcuni anni che la maggior parte delle aziende lavorano per il recupero di un vino che abbia l’inequivocabile stampo e riconoscibilità del Chianti Classico, senza alcuni eccessi del passato: bevibile, meno carico, quando c’è il legno è dosato molto meglio, insomma un ritorno al linguaggio territoriale, con una maggiore consapevolezza ed esperienza sia in vigna che in cantina. Ci sono stati alcuni vini che mi hanno particolarmente convinto, ma non erano una sorpresa, semmai una conferma della loro costante qualità. Per ragioni di spazio rimando alle singole schede, che troverete quanto prima nella sezione produttori, con il dettaglio delle mie impressioni. Qui mi limito a dare testimonianza dei vini che ho maggiormente apprezzato, partendo appunto da quelli che ho trovato più entusiasmanti.
I preferiti (in ordine degustativo e non di valutazione): ▪ Castello di Verrazzano – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ Fontodi – sangiovese 100% ▪ Isole e Olena – sangiovese 80%, canaiolo 15%, syrah 5% ▪ Poggiopiano – sangiovese 100% ▪ Tenuta di Lilliano – sangiovese 80%, canaiolo 10%, colorino 10% ▪ Villa S.Andrea (Il Perticato) – sangiovese 90%, syrah 10%
Con il fiato sul collo dei migliori: ▪ Castellinuzza e Piuca – sangiovese 90%, canaiolo 10% ▪ Castello di Ama (Ama) – sangiovese 85%, merlot 10%, malvasia nera 5% ▪ Castello di Selvole – sangiovese 90%, merlot 10% ▪ Fattoria di Corsignano – sangiovese 90%, canaiolo 5%, malvasia nera 5% ▪ Fattoria I Collazzi (I Bastioni) – sangiovese 80%, merlot 18%, malvasia nera 2% ▪ Fattoria San Michele a Torri (Tenuta La Gabbiola) – sangiovese 95%, syrah 5% ▪ I Fabbri – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ I Fabbri (Lamole) – sangiovese 100% ▪ I Sodi – sangiovese 93%, canaiolo 7% ▪ La Porta di Vertine – sangiovese 90%, canaiolo 5%, colorino 5% ▪ Le Cinciole – sangiovese 100% ▪ Le Fonti – sangiovese 90%, merlot 7%, cabernet sauvignon 3% ▪ Lornano – sangiovese 100% ▪ Querciabella – sangiovese 100% ▪ Riecine – sangiovese 100% ▪ Rignana – sangiovese 85%, canaiolo 15% ▪ San Felice – sangiovese 80%, colorino 10%, pugnitello 10% ▪ Torraccia di Presura (Il Tarocco) – sangiovese 90%, canaiolo 10% ▪ Vignamaggio (Gherardino) – sangiovese 85%, merlot 15% ▪ Villa Calcinaia – sangiovese 90%, canaiolo 100%
Meritano una segnalazione: ▪ Bonacchi (Casalino) – sangiovese 100% ▪ Casa Sola – sangiovese 90%, canaiolo 4%, cabernet sauvignon 4%, merlot 2% ▪ Castelli del Grevepesa – sangiovese 100% ▪ Castello di Monsanto – sangiovese 90%, canaiolo 5%, colorino 5% ▪ Castello di Volpaia (Volpaia) – sangiovese 90%, merlot 5%, syrah 5% ▪ Castello La Leccia – sangiovese 100% ▪ Il Barlettaio – sangiovese 100% ▪ Il Colombaio di Cencio (I Massi) – sangiovese 100% ▪ Montefioralle – sangiovese 80%, canaiolo 12%, colorino 8% ▪ Poggerino – sangiovese 100% ▪ Poggio al Sole – sangiovese 90%, merlot 5%, cabernet sauvignon 5% ▪ Querceto di Castellina (L’Aura) – sangiovese 100% ▪ Terrabianca (Scassino) – sangiovese 97%, canaiolo 3% ▪ Terre di Melazzano (Chiandré) – sangiovese 90%, canaiolo 5%, merlot 5% ▪ Terreno – sangiovese 90%, canaiolo 10% ▪ Vallone di Cecione – sangiovese 90%, canaiolo 10% ▪ Villa Cafaggio – sangiovese 100% ▪ Villa Trasqua (Evoluto) – sangiovese 95%, malvasia nera 5%
Chianti Classico Riserva 2009 Dalle Riserve mi aspettavo qualcosa in più, anche perché a mio avviso la 2009 è un’annata davvero ottima, non le manca quasi nulla, freschezza, corpo, profumi, equilibrio. Diciamo che la tipologia Riserva, rispetto al Chianti Classico annata, chiede più tempo, ma la mia impressione è che l’impostazione di questo vino sia, a volte, ancora un po’ caricata, fatica a liberarsi, a tirare fuori con la stessa immediatezza tutte le sue qualità, che pure ci sono. Uno di questi è stato ad esempio Castello di Ama, trovato in una fase interlocutoria, con un naso ancora non ben definito e una bocca meno elegante del solito. Ad ogni modo è indubbio che si tratta di Riserve da non farsi scappare, capaci sicuramente di una buona e prolungata evoluzione.
I preferiti (sempre nella sequenza degustativa): ▪ Castello di Monsanto ▪ Castello San Sano (Guarnellotto) – sangiovese 90%, canaiolo 10% ▪ Fèlsina (Rancia) ▪ I Sodi ▪ Le Fonti ▪ Monteraponi (Baron’Ugo) ▪ Terra di Seta
Con il fiato sul collo dei migliori: ▪ Caparsa (Caparsino) ▪ Casa Sola ▪ Casale dello Sparviero ▪ Castelli del Grevepesa (Clemente VII) ▪ Castello di Querceto (Il Picchio) – sangiovese 92%, canaiolo 8% ▪ Castello di Verrazzano (Sassello) – sangiovese 100% ▪ Castello La Leccia (Bruciagna) – sangiovese 100% ▪ Castello Vicchiomaggio (Vigna La Prima) – sangiovese 100% ▪ Cigliano – sangiovese 95%, merlot 5% ▪ Fattoria San Michele a Torri (Teunta La Gabbiola) – sangiovese 100% ▪ Le Fonti – sangiovese 92%, merlot 5%, cabernet sauvignon 3% ▪ Lornano – sangiovese 100% ▪ Monte Bernardi – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ Montefioralle – sangiovese 80%, canaiolo 12%, colorino 8%
Meritano una segnalazione: ▪ Castello di Ama – sangiovese 80%, malvasia nera 10%, merlot 10% ▪ Castello di Gabbiano – sangiovese 95%, merlot 5% ▪ Castello di Meleto (Vigna Casi) – sangiovese 85%, merlot 15% ▪ Castello di San Donato in Perano – sangiovese 85%, merlot 15% ▪ Castello Vicchiomaggio (Agostino Petri) – sangiovese 90%, canaiolo 5%, cabernet sauvignon 5% ▪ Fattoria di Corsignano (L’Imperatore) – sangiovese 100% ▪ Il Palagio di Piccini Monia – sangiovese 95%, merlot 5% ▪ Lamole di Lamole – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ Lanciola (Le Masse di Greve) – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ Rocca di Castagnoli (Poggio a’ Frati) – sangiovese 95%, canaiolo 5% ▪ San Felice (Il Grigio) – sangiovese 100% ▪ Terrabianca (Croce) – sangiovese 97%, canaiolo 3% ▪ Terre di Melazzano (Elikia) – sangiovese 90%, merlot 5%, cabernet sauvignon 5% ▪ Terreno – sangiovese 80%, merlot 10%, cabernet sauvignon 10% ▪ Villa Cafaggio – sangiovese 100%
|