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Badia di Morrona e i suoi due vini simbolo

Badia di Morrona

Quando il vocabolo “Badia” viene menzionato, oltre naturalmente a indicare il complesso degli edifici claustrali oppure le chiese anticamente monastiche, richiama simbolicamente l’abbondanza e il benessere. In estrema ratio, si intende un luogo che possiede importanza e ricchezza.
Quella di Morrona s’immatricola degnamente a tale contesto, in quel di Terricciola, sulla strada dl vino delle Colline Pisane, dove un mosaico di paesaggi di antiche origini, è capace di stupire per varietà, colori e qualità dei prodotti. Siffatte ondulazioni fanno parte dell’estesa denominazione Chianti, parte notoriamente preponderante della Toscana vinicola, anche se, assaggiando il loro Vigna Alta, viene alla mente una sorta di positiva affinità con i vini di altri comprensori non troppo distanti, come ad esempio quello ilcinese.
Un nettare, infatti, che si distingue per una forte personalità, un’ottima concentrazione e svariati profumi intensi. L’impegno della famiglia Gaslini Alberti per la valorizzazione di questa perla di 600 ettari di terreno (di cui 110 a vigneto, 40 a uliveto, il resto a bosco e seminativo) non ha conosciuto soste nel corso del tempo, registrando anche notevoli cambiamenti sul fronte della direzione tecnico-enologica.
Il Sangiovese ha comunque recitato un ruolo prevalente, poiché la proprietà di origini monzesi, ma orgogliosamente genovese di adozione, è sempre stata convinta (giustamente) che lo sviluppo e la caratterizzazione dell’azienda e del territorio pisano, passassero attraverso scelte agevolanti il vitigno più rappresentativo. Coinvolgente la verticale del loro vino simbolo, dove le coppie dei millesimi accostati sono letteralmente “scoppiate” (e scusate il gioco di parole) da un punto di vista organolettico: le più anziane sono state seguite da Corrado Dalpiaz, le mediane da Giorgio Marone e le più giovani da Adolfo Benvenuti.

In degustazione
N’Antia e VignaAlta (8.000 bottiglie cadauno) sono i due vini simbolo di Badia di Morrona e interpretano da più di trent’anni in maniera complementare l’identità della storica tenuta di Terricciola. Cuvée bordolese per N’Antia, Sangiovese in purezza per VignaAlta. “Queste due interpretazioni, messe a fuoco all’inizio degli anni ’90, sono nate prima di tutto dalla lettura dei suoli e poi dal desiderio di lasciar esprimere il terroir con linguaggi diversi, seppure raccontando lo stesso territorio“ afferma Filippo Gaslini Alberti, oggi alla guida della tenuta. “L’annata 2017 ci ha sorpreso positivamente perché ha fatto emergere le peculiarità dei due vini con particolare nitidezza”.

N'Antia Toscana Rosso IGT 2017

N’Antia Toscana Rosso IGT 2017 (14,5% vol., prezzo medio 20 euro): cuvée di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, è frutto di una parcella storica situata all’estremo est della tenuta. I terreni in argilla e travertino contribuiscono al corpo e all’intensità del vino e, nell’annata 2017 in particolare, sono state esaltate la pienezza e la morbidezza.
N’Antia fermenta in acciaio, matura 15 mesi in barrique, per proseguire poi con un passaggio in vasche di cemento e altri 10 mesi di riposo in bottiglia. Profumi di frutti rossi maturi, violette e spezie fresche; in bocca è generoso, ampio, di densità superiore, ma non manca di scioltezza e tensione.
Valutazione: @@@@

Terre di Pisa DOC VignaAlta 2017

Terre di Pisa DOC VignaAlta 2017 (14,5% vol., prezzo medio 25 euro): nasce invece – come dice implicitamente il suo nome – sul crinale più elevato dell’azienda, sul versante occidentale. Qui, su terreni sabbiosi e drenati, regna il Sangiovese. Questo Terre di Pisa DOC si pone come alter-ego di N’Antia ed ha i suoi punti di forza nella verticalità e nell’eleganza. Peculiarità che, nell’annata 2017, grazie all’approccio delicato in cantina (il vino fermenta in acciaio, affina 24 mesi in botti di rovere francese da 25 hl e 3 mesi in cemento) si ritrovano nel bicchiere. Profumi netti e ariosi di chiara matrice varietale, sfumati da note di iris e toni balsamici. Compatto al palato, sapido e tannico in chiusura.
Valutazione: @@@@

Lele Gobbi

www.badiadimorrona.it

Lele Gobbi

Torinese, sognatore, osservatore, escursionista, scrittore. Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Torino e Master in “Non profit” presso la SDA Bocconi di Milano. Per otto anni si è impegnato in progetti con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, occupandosi di raccolta fondi, marketing, comunicazione, relazioni esterne, degustazioni e soprattutto di organizzazione di viaggi educativi in Italia e nel mondo. Scrive per Spirito diVino, James Magazine, La Cucina Italiana, Viaggiare con Gusto, Senza Filtro. È consulente per agenzie di marketing e comunicazione. Ha viaggiato in tutti i continenti alla ricerca dei cibi più vari, dei mercati più pittoreschi e dei popoli più antichi. Ama lo sport (sci e basket), la montagna (le Alpi) e l'arte contemporanea.

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