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Arrivederci allo chef stellato Giuseppe Molaro, con l’augurio di ritrovarlo prestissimo

Giuseppe Molaro
Giuseppe Molaro

Giuseppe Molaro, una Stella Michelin, chiude “Contaminazioni” a Somma Vesuviana e ci dà appuntamento prossimamente lungo l’Arno a Firenze. Lo Chef ha salutato i suoi clienti lo scorso maggio regalando l’ennesimo menu pieno di continue e inaspettate sorprese, sapori intensi e creatività autentica. Quella che negli ultimi anni corrispondeva con la sua chiusura estiva, per trasferirsi alla guida del Ristorante Belvedere del Forte Village di Santa Margherita di Pula in Sardegna, quest’anno ha coinciso, invece, con la chiusura definitiva del suo stellato.
Se dovessi descrivere in sole due parole Giuseppe Molaro, queste sarebbero sicuramente disciplina e determinazione.

Staff Giuseppe Molaro

Disciplina orientale, non a caso moglie giapponese e trascorsi a Tokyo dove si è guadagnato la sua prima stella Michelin da Executive Chef alla corte di Heinz Beck. Determinazione tutta meridionale nel voler caparbiamente rientrare nella sua Somma Vesuviana e rimettersi in gioco fino a conquistare nuovamente una stella Michelin, ma stavolta tutta sua al comando del suo ristorante “Contaminazioni”.
Giuseppe è un giovane che ha viaggiato il mondo. Prima in Europa, in Irlanda (“Sapori Italiani”), a Barcellona (“El Raco de Can Fabes”) e in Portogallo (“Gusto by Heinz Beck”), per poi ripartire dall’Italia da Pescara (“Les Paillote”) passando per Roma (“La Pergola dell’Hilton”) e spostarsi quindi a Dubai (“Gusto”) e infine in Giappone (“Sensi”) rimanendo in queste sue ultime esperienze a orbitare ormai in maniera sempre più stabile nelle cucine del circuito dei ristoranti facenti capo al maestro Heinz Beck.

Giuseppe Molaro

Disciplina giapponese dicevamo, anche se il regno di Giuseppe non è mai stato Sushi e Sashimi (anche se non hai mai disdegnato di cimentarsi organizzando serate dedicate), piuttosto come preannunciava il nome del suo ristorante un luogo di contaminazioni, appunto, tra influenze orientali e dieta mediterranea.
Giuseppe è figlio d’arte. Il papà Mimmo è stato un precursore del Pub Gastronomico nelle terre vesuviane, di cui oggi continua a portare avanti la tradizione col suo “PoPub”, al piano terra della stessa palazzina che ospitava la stella Michelin del figlio. Una terza proposta gastronomica completa l’offerta della famiglia Molaro con il bistrot “Ziomì” ispirato alla cucina partenopea.

Staff Giuseppe Molaro

Tra i piatti iconici di Giuseppe voglio ricordare il mio amatissimo risotto ai funghi Shiitake, con le tipiche e profonde note terrose del fungo giapponese, e l’Anguilla, capolavoro di equilibrio nonostante la spinta importante data dalla marinatura in sakè, uno dei suoi piatti simboli e più riusciti, sintesi perfetta della sua filosofia in cucina che si diverte costantemente a bilanciare le forti sensazioni acido sapide orientali con l’accoglienza rassicurante della tradizione mediterranea. Senza mai dimenticare l’aspetto più goloso delle sue preparazioni che si rivela soprattutto negli antipasti concepiti per esaltare la purezza degli ingredienti e nel finale con i suoi dolci mai troppo dolci, freschi e ricchi di contrasti. Nel salato come nel dolce è un continuo rimbalzare tra sensazioni croccanti e soffici, fredde e calde. Menù cangianti ed in continua evoluzione, piatti sempre nuovi, diversi e sorprendenti mai piegati al compromesso.
Anche se con imperdonabile ritardo volevo rendere omaggio a Giuseppe ed alla sua cucina che mi ha fatto viaggiare e sognare tra l’approccio disinvolto delle sue radici campane e le rigide tecniche della cucina nipponica. A presto rivederci per conoscere la sua nuova avventura, ritrovare la sua tecnica impeccabile ed i suoi abbinamenti spiazzanti.

Fabio Cimmino

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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