Alba Wines Exhibition 2006: Barbaresco 2003 e Riserva 2001
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Nonostante queste impressioni, non proprio esaltanti, fra i 66 campioni di Barbaresco 2003 presentati in degustazione coperta, provenienti dai comuni di Alba (5), Barbaresco (18), Neive (25), Treiso (16) e diversi (2), ci sono alcune punte di eccellenza e un buon numero di vini che hanno retto abbastanza bene alle insidie dell’annata. I più convincenti sono stati il Barbaresco Ausario dei Fratelli Molino (che già avevo apprezzato nella versione 2001), dai profumi nitidi e gradevoli di fiori passiti e frutta composita, già equilibrato e piacevole al palato, sostenuto da una buona freschezza e dal finale molto pulito che invita a riassaggiarlo; il Vigne Erte dei Fratelli Cigliuti, intenso e avvolgente, complesso e di grande persistenza; il Rabajà del Castello di Verduno, molto classico, equilibrato nel tannino, sostenuto da un bel frutto, succoso e non surmaturo. Una nota a parte meritano i vini di Massimo Rivetti, produttore che mi aveva già fatto buona impressione in precedenza, ma che questa volta ha fornito una prova davvero eccellente con il suo cru Serraboella, sia con la versione 2003 che con la Riserva 2001 (quest’ultima presentava un naso davvero interessante, intriso di belle note speziate e minerali), ma anche con il Froi 2003, meno possente ma dotato di bella florealità e sfumature fruttate dolci e gradevoli, molto corrispondente al gusto, piacevole da bere. Vale la pena citare anche il Barbaresco Ad Altiora di Michele Taliano, balsamico e minerale, arricchito da note di prugna e liquirizia, tenace e aggressivo in bocca ma con un bel frutto vivo, spalla e buona freschezza; il Valgrande di Ca’ del Baio presenta un naso ancora segnato dal legno, note tostate e di caffé, poi emergono belle nuances di fiori secchi e frutta in confettura che restituisce fedelmente al palato, sostenuta da discreta acidità; si comporta bene il Barbaresco 2003 di Punset, molto fine al naso, fresco e misurato al palato, mentre la selezione Campo Quadro appare ancora scomposta e olfattivamente poco pulita; non sarebbe male, infine, il Basarin di Angelo Negro, se non fosse un po’ troppo ingentilito dalle note del legno, di pasticceria e frutta dolce, mentre al gusto si segnala per un buon equilibrio. Per quanto riguarda le Riserve 2001, il numero dei vini presentati era abbastanza esiguo (15), insufficiente per valutare il risultato complessivo dell’annata; questi vini sono apparsi molto al di sotto delle aspettative, dato che il 2001 è stato un grande millesimo che, almeno sulla carta, giustificava la selezione della tipologia Riserva, va però tenuto conto dell’assenza di numerose aziende di rilievo. |
L’annata 2003, se ne sono accorti tutti, è stata davvero torrida, con differenze di temperatura tra giorno e notte ai minimi storici. Il nebbiolo, grande vitigno ma proprio per questo sensibile ed esigente, ha avuto molta difficoltà a trovare un equilibrio nella maturazione: poca acidità (che aumenta proprio con la buona escursione termica), elevato contenuto zuccherino e, di contro, tannini che faticavano a maturare.

