La Molecola della civiltà: 8.000 anni di storia che legano l’homo sapiens al vino

Un tuffo nella cultura del vino, così in profondità da farci capire una volta per tutte che l’uomo e la vitis vinifera sono interconnessi da migliaia di anni. Francesco Sorelli, esperto divulgatore e comunicatore del nettare di Bacco, ci accompagna in un viaggio appassionante che trasuda amore vero per il bello, l’arte, il sapere, dove il vino occupa un ruolo centrale ricordandoci, se mai ce ne fosse bisogno, che non è una semplice bevanda ma un mezzo di comunicazione tra popoli.
Oggi, purtroppo, la scienza ci mette in guardia sul fatto che l’alcol sia ormai definitivamente accertato tra le molecole cancerogene di tipo 1, ovvero le peggiori, soprattutto perché nel corpo umano il fegato, per metabolizzarlo, lo trasforma in acetaldeide, che è ancora più tossica! Si va quindi ad aggiungere alle sempre più numerose sostanze che mettono a repentaglio la nostra salute. Cosa che, in cuor nostro, sapevamo già, ma se possiamo fare a meno dell’amianto o del PFAS, se possiamo (ma non riusciamo) fare a meno di respirare l’aria inquinata dai gas di scarico nelle strade, meno semplice è privarsi di un prodotto dell’uomo millenario che ci porta reale piacere a tavola con le persone che più amiamo. Del resto il termine greco “pharmakon” ha una doppia valenza, è allo stesso tempo rimedio e veleno, esattamente come i “bugiardini” ci spiegano ogni volta che facciamo uso di medicinali, e mica facciamo a meno di prenderli se ne abbiamo bisogno!

Per fortuna leggere non è pericoloso, qui l’alcol è solo su carta, possiamo stare tranquilli, si può viaggiare da un continente all’altro e scoprire che il caucasico “ghvino” e l’ebraico “yayin” sono le radici da cui tutto ha avuto inizio. L’autore ci aiuta a comprendere, capitolo per capitolo, come una pianta rampicante, la vite, sia migrata da un territorio all’altro imparando ad adattarsi alle diversità climatiche e alle difficoltà. Per decine di migliaia di anni i suoi frutti, gli acini d’uva, venivano mangiati da animali e umani, che certamente non avevano idea di cosa fosse il vino e di come lo si potesse ottenere. Bisogna arrivare a 8.000 anni fa, nel Caucaso, la culla di quello che oggi chiamiamo vino. Per me che ho una certa età, non so se si studia ancora a scuola, ma quando ci andavo io quel territorio ci veniva descritto nei minimi particolari, ricordo ancora il Tigri e l’Eufrate, la Mesopotamia, i Babilonesi e i Sumeri, l’Anatolia e gli Ittiti, la Georgia e l’Armenia, era affascinante studiare quei popoli e quei luoghi. Tutti territori dove il vino ha iniziato il suo sviluppo, in poche parole tra il 6.000 e il 2.000 a.C., erano territori montuosi, non esisteva il vino in valle. Perché il vino possa giungere fino al Mediterraneo, bisogna aspettare il 1.500 a.C. con i Fenici, abili navigatori, mercanti e inventori, abitanti della terra di Canaan, l’attuale Libano.
Il viaggio continua, Francesco Sorelli riesce a coinvolgere il lettore su una tematica complessa e articolata senza stancare minimamente, rivelandoci quanto le diverse culture, i riti, le feste, le storie dei popoli abbiano contribuito a rendere il vino una bevanda universale, divenuta oggetto di poesie, opere d’arte, un vero mito che non ha mai temuto il tempo.
Questo libro, che si divide in sette parti, nell’ultimo capitolo affronta i tempi moderni, il consumismo, i media, internet, una rivoluzione socioculturale che, certamente, ha cambiato profondamente le abitudini degli esseri umani. Il trionfo della vanità, tutto diventa spettacolo, il giudizio è alla portata di tutti e, proprio per questo spesso sommario, influencer e youtuber (termini orrendi), raramente preparati sull’argomento, usano la propria immagine per comunicare, il vino è solo un aspetto secondario. Manca lo spirito critico, il senso ribelle e sognante, fondamentali elementi di contrasto a un sistema che ci sta letteralmente inghiottendo. L’autore sottolinea come anche il vino, una volta entrato nel business internazionale, sia diventato merce, valutata a suon di voti, stelle, chiocciole, non solo, oggi può produrlo (sarebbe meglio dire farlo produrre) chiunque, attori, calciatori, cantanti, politici, semplicemente perché frutta (sempre meno).
Il mondo dell’apparenza vince sui contenuti, si esiste solo se ci si mette in mostra, se poi abbiamo in mano una bottiglia di vino o un cellulare non fa alcuna differenza, i “like” sono diventati il metro di misura del successo, un semplice click moltiplicato per milioni di individui determina il valore di un oggetto o di una persona.
Amaramente l’autore ritiene che il piacere di stare insieme, la convivialità, siano diventati un ricordo. Neanche il Covid, che sembrava potesse diventare uno spartiacque tra il passato e un futuro migliore, ha scalfito il processo che ha portato a uno dei periodi guerrafondai più violenti della storia dell’umanità.
Ma Francesco Sorelli non vuole lasciare il lettore con l’amaro in bocca, crede sempre nel pensiero ottimistico e fa delle proposte, a mio avviso assolutamente condivisibili, ma vi invito a leggere questo splendido e indispensabile volume per conoscerle.
Roberto Giuliani
La Molecola della Civiltà – Il viaggio del vino tra storia, mito e bellezza
di Francesco Sorelli
Davide Falletta Editore
430 pagine (con numerose illustrazioni e cartine)
Prezzo € 34,90




