Doc Custoza, contemporary blend

Da amare e ammirare senza condizioni, una denominazione quella di Custoza che merita di essere raccontata e vissuta in tutte le sue opportunità, su un’estensione di 1400 ettari vitati e 480 viticoltori. Il 30% è certificato biologico e SQNPI.
Intanto le presentazioni, anche se il Custoza è forte di una tradizione decennale e non ne avrebbe bisogno. Vino da bacca bianca prodotto sulle colline tra Verona e il Lago di Garda, area che comprende 9 comuni della provincia veronese: Sommacampagna (di cui Custoza è una piccola frazione), Valeggio sul Mincio,

Pastrengo, Peschiera del Garda, Villafranca di Verona, Sona, Lazise, Castelnuovo e Bussolengo.
Andando indietro nel tempo, in tutto l’areale si coltiva la vite dal paleolitico ma è nel Medioevo che la viticoltura assume un ruolo di rilievo. Inoltre, i mercanti che passavano di qui portavano le barbatelle dei loro paesi di origine come merce di scambio, ed è per questo che all’oggi ci sono il Cortese del Piemonte e il Tocai del Friuli.
Il disciplinare è stato riconosciuto nel 1971 e prevede un blend di uve che regalano al vino caratteristiche molto precise: Garganega, Bianca Fernanda (clone locale del Cortese), Trebbianello (biotipo del Tocai friulano) Trebbiano Toscano. Ogni varietà non può superare il 45%, quindi ne servono almeno tre. Tra le varietà minori, fino al 30%, si può scegliere tra Incrocio Manzoni, Riesling, Malvasia, Chardonnay e Pinot Bianco.

Il clima e il suolo sono fattori imprescindibili: estati calde ma non afose, inverni poco rigidi, la mitezza del Lago di Garda aiuta ad alimentare un clima di tipo mediterraneo, infine le escursioni termiche. Ci troviamo su un anfiteatro morenico, colline dolci, i terreni sono sciolti e composti da ghiaia, sassi e sabbia, con frammenti di roccia derivanti dallo scioglimento dei ghiacci.
Alla sede del Consorzio di Tutela Vino Custoza Doc, a Sommacampagna, abbiamo avuto l’occasione di assaggiare 27 campioni tra cui una Riserva (Adriano di Tamburino Sardo che però non indica Riserva in etichetta), Custoza Doc e Superiore e abbiamo notato che la freschezza e l’acidità sono i caratteri dominanti, tali da rendere questi vini longevi. Il Superiore dimostra grande intensità di aromi, compattezza al sorso ed equilibrio. La vivace beva della Doc è impareggiabile, vini gustosi, agili, molto appaganti. Siamo stati accompagnati dalla voce narrante di Roberta Bricolo, presidente del Consorzio che ci ha illustrato virtù e bellezza di questo territorio magnifico e dall’ufficio stampa Silvia Rama che ci ha seguito anche durante la visita presso la storica cantina Albino Piona, che merita un capitolo a parte.

Daremo conto solo di alcuni assaggi, non per escludere gli altri, ma almeno per indurre il lettore ad approfondire il Custoza in prima persona, andando a scoprire tutte le sfumature delle numerose cantine presenti sul territorio.

● Custoza 2024 Tabarini, aromaticità immediata e finale molto sapido.

● Custoza 2024 Giovanna Tantini, fruttato al naso, molto intenso, suggerisce sentori di fiori bianchi, è molto fresco e piacevole.
● Custoza 2024 Cavalchina, una cantina storica. Molto minerale al sorso, con finale lungo e persistente.
● Custoza 2024 Villa Medici, colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso una nota dolce di frutto maturo, complesso, in bocca mantiene una sfumatura glicerica, aromatica.
● Custoza 2024 Le Tende, il colore è giallo brillante, al naso profumato e in bocca molto sapido.
● Custoza 2024 Morando, al naso profumato, in bocca esprime tutta la forza minerale del territorio.

● Custoza 2024 Corte Fornello, dalla bella etichetta contemporanea, presenta un colore giallo pallido, al naso un sentore agrumato, in bocca un buon corpo, lievemente fruttato, fresco.
● Custoza 2024 San Michelin Gorgo, si tratta di un Cru, colore giallo paglierino dai riflessi brillanti, al naso persistente di frutta matura, in bocca asciutto, molto sapido e persistente.
● Custoza 2023 Tamburino Sardo, (il nome deriva dal Tamburino nominato nel libro Cuore di De Amicis), il colore è di un giallo intenso, sapido e lungo al sorso.

● Custoza 2022 Albino Piona, giallo con riflessi verdolini, sorso molto fresco, grande aderenza al territorio, ottima l’acidità, un finale amaricante molto piacevole.
● Custoza Adriano 2021 Tamburino Sardo, giallo dai riflessi verdolini, al naso molto intenso, in bocca una bella evoluzione di aromaticità, con sentori di tè, camomilla, macchia mediterranea. Molto lungo sul finale.
● Custoza Crea macerato 2021 Albino Piona, macerato, il colore è ambrato, al naso complesso con note di frutta gialla matura e lieve tostatura, al gusto molto asciutto con nota tannica sul finale, amaricante al punto giusto.
● Custoza Superiore 2023 Villa Medici, profumatissimo, aromatico, intenso, un vino davvero piacevole con una sapidità sul finale che lo avvolge e lo rende equilibrato.

● Custoza Superiore Amedeo 2023 Cavalchina, colore giallo dorato intenso, molto evoluto al naso, in bocca lievemente amaricante, con freschezza inesauribile sul finale.
● Custoza Superiore 2023 Tabarini, al naso molto profumato, morbido in bocca, avvolgente, con nota glicerica, sentori di ananas maturo, si discosta leggermente da quelli assaggiati finora, molto fresco.
● Custoza Custodia 2023 Cantina di Custoza, decisamente minerale, verticale al gusto, si esprime con lunghezza al sorso, equilibrato.
● Custoza Superiore Summa 2023 Gorgo, verdolino il colore, naso molto avvolgente con note di macchia mediterranea e fiori bianchi, lievemente aromatico, in bocca esprime note di frutta tropicale, timidi cenni di vaniglia, molto lungo e minerale sul finale.
● Custoza Superiore Cà del Magro 2022 Monte del Frà, un vino equilibrato, con colore giallo brillante, si bilancia tra frutta gialla estiva e persistenza minerale.
Tra le libertà di ciascun produttore che prende le percentuali anche degli altri varietali, abbiamo notato comunque una linearità di freschezza e aromaticità. Il corpo dato dalla Garganega che aleggia con la sua nota sapida più o meno accentuata, l’eleganza del Cortese che in queste zone è meno aggressivo rispetto al Piemonte, poi la leggiadria e snellezza del Trebbiano e Trebbianello, che viaggiano come tele bianche da dipingere in base ai blend.
Susanna Schivardi




