Intervista a Rita Babini, nuova Presidentessa FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti

Vignaiola in Romagna, Rita Babini è stata nominata Presidentessa FIVI giovedì 13 febbraio 2025 dal Consiglio Direttivo della Federazione, a seguito dell’Assemblea dei soci riunitisi a Imola nel contesto dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Ci siamo fatti una chiacchierata per entrare nel merito dei progetti presenti e futuri.
Questa nuova e prestigiosa carica è arrivata nell’ennesimo momento “caldo” per il vino. Come ha raccolto la sfida?
FIVI nasce per tentare di risolvere problemi e di facilitare la vita e il lavoro ai Vignaioli e alla Vignaiole italiane. Quindi è nei momenti di difficoltà – e quello che stiamo vivendo lo è sicuramente – che il ruolo di FIVI è ancora più importante. Raccolgo dunque la sfida – insieme a tutto il Consiglio Direttivo eletto dall’Assemblea – con un grande senso di responsabilità.
Per lei cos’è FIVI, che significa farne parte?
Concretamente, FIVI è un luogo dove i problemi del singolo diventano di interesse collettivo e si declinano in istanze politiche e sindacali. In termini più affettivi, FIVI è un gruppo di persone accomunate dal grande amore per il proprio mestiere, per la vigna e per il vino.
FIVI ci ha abituato ad un modus operandi libero, rispettoso e tenace. Una sorta di oasi. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro prossimo?
Ci piace dire che FIVI non è un’associazione di categoria, ma “la categoria”. In soldoni, significa che non c’è un’intermediazione tra noi e le istituzioni, ma siamo noi Vignaioli e Vignaiole che rappresentiamo direttamente le nostre istanze, mettendoci la faccia. Crescendo, ovviamente ci siamo strutturati e ci struttureremo ancora: ma lo spirito rimane sempre quello che ispirò Leonildo Pieropan e gli altri fondatori.
Proprio una donna vorrebbe evitare di porre questa domanda ad un’altra donna, e comunque va detto che FIVI non è alla sua prima quota rosa, anzi. Dunque la domanda gliela pongo ugualmente: è davvero tutto più impegnativo o se la sta vivendo senza pensare che comunque siamo in un settore dominato da maschi?
In FIVI queste domande non ce le siamo mai poste, perché la parità si è sempre realizzata nei fatti, senza bisogno di definirla nello Statuto o nei regolamenti elettorali. Matilde (Poggi, ndr) è stata Presidente per metà della vita associativa non in ragione del suo essere donna, ma del suo essere riconosciuta come una figura capace e carismatica. In questo nuovo mandato in Ufficio di Presidenza sono sedute con me altre due donne, Carmela Pupillo e Clementina Balter, senza che nessuno si sia interrogato sul fatto che la “quota rosa” prevalesse su quella “azzurra”. Non so in ragione di quale alchimia, ma in FIVI il rispetto per i meriti e i bisogni prevale sulle definizioni identitarie, al momento, e ne sono molto felice.
Professionalmente parlando, il più bel complimento che le piacerebbe ricevere?
Dal punto di vista associativo, mi piacerebbe – tra tre anni – sentirmi dire che sono riuscita a mettere in moto tutte le energie che scorrono in una base associativa di quasi 1.800 aziende sparse in tutta Italia, per il bene della categoria. Dal punto di vista aziendale, i complimenti più belli sono quelli rivolti ai nostri vini: tutti i Vignaioli mettono qualcosa di sé, nei propri vini, e l’apprezzamento del pubblico è ciò che ripaga di tutti gli sforzi.
Qual è il sogno realizzato che la renderebbe felice dell’impegno profuso in tanti anni e, oggi, anche da presidente o presidentessa che dir si preferisca?
Il riconoscimento giuridico della figura del Vignaiolo è uno degli obiettivi principali per cui è nata FIVI. Se riuscissimo a fare anche solo un passo avanti, in questo triennio, sarebbe un enorme motivo di orgoglio.

Con Rita Babini, sono stati eletti in Consiglio:
Clementina Balter, vignaiola in Trentino
Ludovico Maria Botti, vignaiolo nel Lazio
Fabio de Beaumont, vignaiolo in Campania
Camillo Favaro, vignaiolo in Piemonte
Francesco Mazzone, vignaiolo in Puglia
Pietro Monti, vignaiolo in Piemonte
Ninive Pavese, vignaiola in Valle d’Aosta
Désirée Pascon Bellese, vignaiola in Veneto
Andrea Pieropan, vignaiolo in Veneto
Stefano Pizzamiglio, vignaiolo in Emilia Romagna
Carmela Pupillo, vignaiola in Sicilia
Valeria Radici, vignaiola in Lombardia
Alessandro Starrabba, vignaiolo nelle Marche
Stefan Vaja, vignaiolo in Alto Adige / Südtirol
Da una prima analisi, con 7 Consiglieri uscenti confermati e 8 Consiglieri al primo mandato, FIVI si conferma un’associazione capace di trovare il giusto equilibrio tra rinnovamento e continuità.
A proposito di FIVI
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2008. Si propone di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del Vignaiolo Indipendente italiano, inteso come colui che organizza e segue il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto finale. Attualmente sono più di 1.700 i produttori associati, provenienti da tutte le regioni italiane, contando un totale di oltre 17.000 ettari di vigneto. Non per caso, il marchio FIVI raffigura “Ampelio”, un vignaiolo che porta una cesta d’uva sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In un’immagine c’è tutto quello che per la FIVI significa essere vignaioli: impegnati ogni giorno in un processo che segue l’intera filiera di produzione, agendo con lo scopo di custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza.
E dunque il Consiglio ha nominato Rita Babini come nuova Presidentessa della Federazione. La vignaiola romagnola succede a Lorenzo Cesconi che, dopo un lungo periodo di impegno associativo a livello territoriale nonché nazionale, aveva già annunciato l’intenzione di fare un passo indietro per dedicarsi a tempo pieno all’azienda e alla famiglia.
Classe ‘71, Rita Babini è già stata segretaria nazionale dell’associazione negli ultimi due mandati: con il marito gestisce la sua azienda agricola a Oriolo dei Fichi, sulle colline di Faenza.
“L’ambizione è alta, i nostri obiettivi principali saranno il riconoscimento della figura giuridica del vignaiolo, la rappresentatività nei consorzi di tutela o la semplificazione ed unificazione dei controlli; interessi di carattere nazionale a cui si uniscono sfide a livello europeo che ci vedono già coinvolti oggi e che cresceranno ulteriormente nei prossimi anni. Vogliamo poter vivere dignitosamente del nostro lavoro e garantire che il nostro “mestiere” esista ancora domani; per arrivare a ciò occorre una grande perseveranza nell’operato di FIVI, e sono certa che le Vignaiole e i Vignaioli eletti in Consiglio sapranno garantirla con l’impegno e la passione che ha sempre contraddistinto la nostra associazione”.
I prossimi appuntamenti FIVI
Dal 6 al 9 aprile ci sarà il tradizionale stand collettivo al padiglione 8 di Vinitaly, mentre il 10 maggio avranno luogo decine di eventi territoriali nella cornice del “Sabato del Vignaiolo”. Infine, è previsto il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti dal 15 al 17 Novembre 2025 presso Bologna Fiere.
Nadia Taglialatela



