Radici 2024, storie e vini dei Colli Bolognesi. Torna l’evento enoico più atteso della Valsamoggia

Un evento che nasce con l’obiettivo di dare voce e spazio al patrimonio enologico di una zona a forte vocazione vitivinicola, un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni che meritano di essere custodite e valorizzate.
Sabato 8 e domenica 9 giugno si terrà la seconda edizione dove saranno i vignaioli, con le loro storie e la loro passione, i veri protagonisti in prima fila, per raccontare storia, cultura e tradizioni dei Colli Bolognesi, attraverso i loro vini.
Con le loro dolci colline e paesaggi pittoreschi, i Colli felsinei rappresentano uno dei tesori nascosti dell’Emilia Romagna. Qui, la tradizione vitivinicola è una parte fondamentale della cultura locale, con radici che affondano nei tempi antichi e che continuano a prosperare grazie alla passione e alla dedizione dei viticoltori locali.
La tradizione vitivinicola di questi Colli è ricca di storia e fascino. Già in epoca romana, queste terre erano apprezzate per la loro capacità di produrre vini di alta qualità. Le pratiche viticole sono state tramandate di generazione in generazione, con un profondo rispetto per la terra e un impegno costante per l’eccellenza. Le cantine dei Colli Bolognesi non sono solo luoghi di produzione, ma anche custodi di storie e tradizioni.
Situati a pochi chilometri dalla città di Bologna, i Colli Bolognesi offrono un paesaggio variegato e affascinante. Le colline dolcemente ondulate, i boschi rigogliosi e i vigneti che si estendono a perdita d’occhio creano un panorama unico e suggestivo. Questo territorio è caratterizzato da un microclima favorevole e da suoli fertili, ideali per la coltivazione della vite. La biodiversità della zona contribuisce a rendere i vini dei Colli Bolognesi unici e irripetibili.
I Colli Bolognesi sono famosi per una varietà di vini pregiati, ciascuno con le sue caratteristiche distintive. Il Pignoletto, re dei Colli, frizzante o fermo, esprime al meglio la freschezza e la vivacità del territorio. Altri vini degni di nota includono Trebbiano, Sauvignon Blanc e Chardonnay, con espressioni autentiche e genuine. Non possiamo dimenticare i rossi: Barbera, Merlot e Cabernet Sauvignon, intensi, che con le loro note aromatiche e la loro eleganza riflettono la ricchezza dei suoli e il calore del sole emiliano.
Attenzione anche alle bellissime e finissime bolle bolognesi: da questo territorio nascono versioni spumantizzate degne di nota; metodo classico, charmat e metodo ancestrale completano un’offerta sempre più esigente.
La ricerca dell’autenticità passa poi per le proposte di vitigni autoctoni, da uve quasi scomparse: Alionza e Negrettino, tra i più ricercati, sono presentati da alcuni produttori in versioni uniche e preziose.
Radici rappresenta quindi un’occasione unica per immergersi in questo affascinante mondo.
Assaggi con la formula free drink, degustazioni guidate e incontri a tu per tu con i produttori offriranno ai partecipanti un’esperienza indimenticabile. Sarà un viaggio sensoriale attraverso sapori, profumi e racconti.
Tutto ciò significa non solo scoprire vini di grande qualità, ma anche entrare in contatto con una cultura vitivinicola autentica e profondamente radicata nel territorio. È un’opportunità per apprezzare il lavoro e la passione che si celano dietro ogni bottiglia e per lasciarsi affascinare dalla bellezza e dalla storia di una delle regioni vinicole più affascinanti d’Italia.



