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NJK 2015 Kovács Nimród Winery

Kovács Nimród Winery

Il proprietario di questi vigneti e della cantina è un uomo d’affari ungherese che ha maturato 35 anni di esperienza in tre grandi multinazionali, due di telecomunicazioni (Time Warner e UPC) e una di prodotti di cioccolato (Hershey’s), conseguendo anche un Master Business Practices presso la Thunderbird School of Global Management e perciò, a causa dei forti legami con gli Stati Uniti, una parte significativa dei suoi vini viene esportata negli Stati Uniti.
Poiché aveva avuto l’opportunità di degustare cibi e vini di una marea di paesi in cui aveva lavorato o visitato, cenando nei migliori ristoranti, aveva capito le potenzialità vitivinicole della sua terra natia nel periodo in cui iniziavano a emergervi nuove aziende attente alla qualità che potevano sfruttare terroir e vitigni particolarmente vocati. E così a cinquant’anni, nel 2000 aveva cominciato a investire in una società di commercianti di vini in Ungheria che aveva anche una compartecipazione nella proprietà di un’azienda vinicola chiamata Monarchia Borok Wines nella regione vinicola di Eger in Ungheria con la produzione di vino ancora gestita dal dr. Tamás Pók. Quando, all’età di 60 anni, nel 2009 si è ritirato dagli affari se l’è comprata tutta, ribattezzandola Kovács Nimród Winery, con la sede tra le sette cantine della storica via Verőszala di Eger, dove nel 18° secolo già producevano il vino, per continuare a farne circa 120.000 bottiglie in modo tradizionale, ma con l’uso della più moderna tecnologia dell’inizio del terzo millennio.
Kovács Nimród coltiva le sue viti su tre terrazze, tra cui una decina di ettari sulla collina più famosa di Eger, Nagy-Eged, da cui provengono i vini Sky e NJK. Su questi ripidissimi pendii l’esposizione è variabile produce un pregevole bianco Furmint chiamato Sky, un rosso Kékfrankos chiamato Grand Blue e una cuvée rossa eccellente chiamata NJK (le iniziali del proprietario). La tenuta comprende però un sacco di altre ottime vigne nei pressi di Noszvaj, 8 ettari a Nyilasmár e 12 ettari in Nagyfai (also in Noszvaj) che negli ultimi quindici anni sono state in gran parte ripiantumate daccapo.
È già visibile un certo cambiamento dello stile, legato all’attività di consulenti californiani che hanno reso più ”accessibili” questi vini ai consumatori americani, se li paragoniamo con quelli precedenti, fatti interamente da Pók (anzi si dice che proprio a causa di questa controversia di stile Pók si era volutamente separato da quella che un tempo era la sua azienda).
NJK 2015 Kovács Nimród WineryIl NJK Grand Cru è il vino di punta di quest’azienda vinicola. Si tratta di un taglio delizioso di kékfrankos e Syrah che provengono dalla parte superiore della collina di Nagy-Eged, il vigneto più prestigioso di Eger, fino a 500 metri di altitudine, l’unico luogo della regione in cui il terreno di base è calcareo, che è diviso in due vigneti: il Nagy-Eged e il Nagy-Eged-hegy (la parte alta). Questo vino nasce dalla parte più ambita, la parte superiore. Il vino è stato invecchiato per 30 mesi in botti di rovere ungherese e francese (è stato utilizzato il 70% di rovere nuovo) e altri tre anni di affinamento in bottiglia prima di essere commercializzato. Questo è uno dei migliori vini rossi ungheresi. È ricco, concentrato, speziato e floreale. Potrebbe essere paragonato a un grande Brunello in stile. Quello dell’annata 2015 ha un ottimo potenziale di ulteriore affinamento in bottiglia.
Le uve da cui è derivato (50% kékfrankos e 50% syrah) sono state vendemmiate tra il 18 settembre e il 9 ottobre 2015 con una resa di soli 20 quintali per ettaro e sono state vinificate separatamente. I loro vini sono maturati in botti (85% nuove) di rovere francese (60%), ungherese (30%) e americano (10%) per 30 mesi. Dopo l’assemblaggio il vino è rimasto a maturar per almeno altri 30 mesi circa in 1.833 bottiglie prima della commercializzazione con un tenore alcolico del 13,5%, un’acidità totale di 5,7 g/l e un residuo zuccherino naturale di 1,2 g/l. Di colore rubino intenso e brillante, all’attacco un profumo di liquore di prugne tra sfumature di pepe garofanato e tabacco apre un bouquet ricco di aromi di succose prugne secche, amarene fresche, lamponi maturi e more di rovo, si sente anche il ribes rosso. In bocca è rotondo, i tannini sono potenti ma morbidi, c’è una bella acidità, ma anche una spina dorsale sapida e il finale di piccoli frutti maturi è lungo, liscio ed equilibrato. Consiglierei di stapparlo qualche ora prima di gustarlo e di servirlo a 18°C in calici ampi con arrosti, brasati, cacciagione, formaggi stagionati, ma lo si gusta bene con tutte le genuine pietanze casalinghe di terra e di carne.

Mario Crosta

Tipologia: DHC Egri Grand Cru
Vitigni: 50% kékfrankos, 50% syrah
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: KOVÁCS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 30 a 35 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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