Colli Piacentini: tra Malvasia e Gutturnio un tuffo in un territorio decisamente in crescita

Non nascondo che quello dei Colli Piacentini è uno dei territori che ancora non avevo approfondito, per questo ho accolto con piacere l’invito di Alessandro Maurilli, per conto della Presidente della Strada dei vini Elisabetta Virtuani e del Presidente del Consorzio Marco Profumo, all’evento Emilia in Villa “Attenti a quei due”, che si è svolto il 10 settembre presso Villa Braghieri a Castel San Giovanni (PC).
Il giorno dopo ci siamo spostati a Ziano Piacentino per il Valtidone Wine Fest, durante il quale abbiamo degustato 5 malvasie suddivise fra Emilia, Croazia e Grecia e apprezzato l’abbinamento con i tipici salumi piacentini; di questo scriverò in un successivo articolo.

Due momenti davvero interessanti, il primo rappresentato da una degustazione di 15 vini guidata da Gianni Fabrizio: 5 malvasie ferme, 5 Gutturnio (4 Superiore e 1 Riserva) e 5 malvasie passite.
Una degustazione che mi ha fatto riflettere a lungo perché ha messo in luce le forti potenzialità che ha questo vitigno nel territorio piacentino, davvero sorprendenti, almeno per me che conoscevo un solo vino dei cinque assaggiati.
La cosa che mi colpito subito è stata l’eterogeneità di quei vini, che però non è casuale, infatti sono stati scelti da un panel di esperti (Sensorylab) fra numerosi campioni, l’obiettivo era selezionare quelli che meglio identificavano il profilo sensoriale della nuova DOCG che il Consorzio sta proponendo.

L’eterogeneità era visibile anche dalle bottiglie, tutte differenti, come a dire ognuno lavora secondo una propria filosofia, anche di marketing. Forse questo può essere un eccesso, poiché almeno in vista di una DOCG sarebbe auspicabile una bottiglia che la identifichi già esteriormente.
La versione passita si è rivelata altrettanto interessante, dimostrando che questa varietà sa dare il meglio di sé in diverse espressioni, non a caso il disciplinare attuale prevede che possa essere frizzante, ferma, spumante e passita.

Sul Gutturnio (cinque campioni sono pochi per un giudizio definitivo sulla tipologia) posso dire che i vini presentati hanno fatto un’ottima figura, ma temo siano un po’ la punta qualitativa di un rosso che, almeno dagli assaggi che ho fatto in passato, ha ancora bisogno di trovare una maggiore finezza. A pelle ho l’impressione che la barbera sia vincente sulla croatina (bonarda) e che quest’ultima tenda a dare al vino una certa rusticità e dei tannini non proprio finissimi. Sottobanco si vocifera che la si voglia ridurre ulteriormente o addirittura eliminare…

LE MALVASIE FERME
- Caravaggio Bianco (IGT Emilia) 2021 Romagnoli – L’azienda si trova a Villò di Vigolzone, famosa per la produzione di spumanti metodo classico, oggi è guidata da Alessandro Perini e dispone di oltre 40 ettari di vigneto, parte del quale è portato avanti senza alcun intervento umano per studiare il comportamento e la capacità di adattamento delle piante. Siamo su suolo composto principalmente da argilla rossa (molto presente in questa zona del Piacentino), frammista a ferro e altri minerali. Raccolta manuale in cassette, il 20% delle uve viene raccolto tardivamente. Segue una pigiadiraspatura soffice e una pressatura altrettanto soffice. La fermentazione, avviata dopo opportuna chiarifica statica dei mosti, si svolge a 16 °C circa per quasi un mese. Terminata la fermentazione, il vino ottenuto dalle uve surmature viene affinato per un anno in barriques di rovere francese di secondo e terzo passaggio. La restante parte affina in acciaio. Viene poi eseguito l’assemblaggio in vasca, al quale segue l’imbottigliamento. Paglierino medio, luminoso, profumi di fiori bianchi, erbe aromatiche, susina, agrumi gialli, cedro, erba limoncella, leggera pera, banana, mandorla; al palato è fresco, con una buona base salina, minerale, la componente amarognola è quasi assente, molto piacevole e coerente con il messaggio olfattivo, si sente un po’ il residuo zuccherino, forse sarebbe meglio osare ridurlo…
- Colli Piacentini Sorriso di Cielo 2020 La Tosa – vigneti contigui a Romagnoli, comune di Vigolzone, 19 ettari. Il Sorriso di Cielo è nato nel 1991 dal desiderio di produrre da questo vitigno un vino fermo, proviene dal vigneto Ronco per il 75% e da piccole parcelle dei vigneti Morello e Sorriso per il restante 25%; siamo a un’altitudine di 180-210 metri su suolo argilloso-limoso (terre rosse antiche), poco fertile; in vigneto si effettua un forte diradamento dei grappoli (dal 30 al 45%), in cantina pressatura soffice e vinificazione in acciaio 5 mesi sui lieviti, 6 grammi di residuo zuccherino. Oro chiaro, lucente, profumi di frutto maturo, pesca gialla, ancora erbe aromatiche, tende al frutto esotico; al palato ha più incisività, c’è struttura, sapidità, consistenza, bello sviluppo, coinvolgente e strutturato, speziato.

- Bocca di Rosa 2020 Luretta – L’azienda Luretta si trova in località Castello di Momeliano nel comune di Gazzola ed è condotta dal 1988 dalla famiglia Salamini, che da subito ha impostato il lavoro in conduzione biologica. Macerazione prefermentativa per 24 ore prima della pressatura, fermentazione in acciaio, imbottigliata la primavera successiva alla vendemmia e affinata per 9 mesi; oro-ambra, il più scuro tra i cinque campioni (strano…), meno largo perché incentrato sul frutto maturo, molto esotico, va verso l’arancia candita, ottima corrispondenza al gusto, lungo e intenso.
- Colli Piacentini Baciamano 2020 Mossi – È dal lontano 1558 che la cantina Mossi produce vino in località Albereto a Ziano Piacentino. L’AD è Marco Profumo, presidente del Consorzio dei Colli Piacentini. Il Baciamano è nato nel 2019, quindi questa è la seconda annata, che viene prodotta nelle ormai note anfore in grès porcellanato Clayver, qui da 400 litri. I vigneti da cui proviene hanno circa 30 anni, posizionati sui classici suoli argillosi della zona, la pressatura viene effettuata con pressa a membrana, che consente una resa del 65%. Fermentazione e maturazione sui lieviti in anfora. Paglierino medio, torna il frutto appena maturo, meno banana e più agrume, leggera salvia, bocca piacevole, molto fresca, stimolante, non particolarmente lungo ma con buone prospettive evolutive, finale di erbe aromatiche.
- Tasto di Seta 2021 Castello di Luzzano – l’azienda si trova a Rovescala (PV) quindi in altra provincia, ma i vigneti sono ripartiti fra i Colli Piacentini e l’Oltrepò Pavese, di proprietà sin dal 1900 della famiglia Fugazza. L’uva del Tassto di Seta subisce per il 10% un leggero appassimento in vigna. Viene raccolta a mano e una pressatura soffice. Il mosto di primo sgrondo (circa 50% di resa) viene separato, parzialmente illimpidito e lasciato fermentare a bassa temperatura fino al totale esaurimento degli zuccheri. Dopo un travaso, il vino rimane sulle proprie fecce nobili per tutto l’inverno e viene imbottigliato a tarda primavera. Nel calice ha colore oro chiaro luminoso, bouquet ampio con note di acacia, mango, pesca gialla, susina matura e mentuccia; al palato ha freschezza, leggera pungenza, succoso, maturo al punto giusto e dai tratti espressivi diversi, probabilmente perché proviene da terreno calcareo sabbioso.

IL GUTTURNIO
- Gutturnio Superiore 2020 Barattieri – Ci troviamo ad Albarola di Vigolzone, la storia della famiglia Barattieri affonda le sue radici a Venezia, dove si narra che Nicolò Barattieri nel XII secolo riuscì a issare le colonne di Piazza San Marco e per questo ottenne di poter gestire un banco di giochi d’azzardo tra le due colonne. L’arrivo nei Colli Piacentini risale al 1466 dove la famiglia divenne feudataria. Negli anni ’70 l’azienda passa dalle mani del Conte Giulio al Conte Otto. Da questo momento il vino diventa il principale prodotto dell’azienda. Oggi sono la Contessa Massimiliana e il Conte Alberico a continuare la tradizione e puntare su una qualità dei vini sempre maggiore. Il Gutturnio Superiore è ottenuto da 65% barbera e 35% bonarda, la prima subisce una macerazione di 25-35 giorni secondo l’annata, la seconda viene raccolta leggermente tardiva per ammorbidire i tannini; la maturazione viene suddivisa tra botti di cemento e legno, poi riassemblata in acciaio e infine affinata in bottiglia. Ha colore rubino di buona profondità con sfumature purpuree, naso di fiori appassiti, frutto maturo, marasca, amarena, mora, prugna, balsamico; bocca intensa, con acidità e astringenza in evidenza, c’è però un ottimo ritorno fruttato e speziato che riequilibra, richiami alla liquirizia e al pepe.
- Gutturnio Superiore Le Rivette 2021 Loschi Enrico – Ci spostiamo in frazione Bacedasco Alto a Castell’Arquato, l’azienda è stata fondata negli anni ’60 dal padre Adelmo, 12 ettari di vigneto in località Ca’ Poveri a 250 metri di altitudine, pendenze estreme (anche oltre il 30%) e suoli ricchi di fossili, sabbioso-argillosi. Il vino proviene dal vigneto “La Muta”, è composto da barbera al 55% e bonarda al 45%, ha colore rubino profondo, naso maturo ma senza eccessi, un be fruttato di marasca e amarena, mirtillo, pepe, liquirizia, cenni di tabacco e vaniglia; bocca piacevole, buona freschezza, morbido, già molto godibile nonostante la struttura importante.

- Gutturnio Superiore Vignamorello 2020 La Tosa – nato nel 1988, da vigna elevata, argilla in prevalenza, sosta in barriques in parte usate per circa 6 mesi. Naso maturo, da uve appassite, il frutto è in confettura, molta mora, mirtillo, ciliegia nera, liquirizia, cacao; al palato ha buona freschezza, succoso, non banale, materia di ottima qualità, buona lunghezza.
- Gutturnio Superiore Sinsäl 2020 Torre Fornello – Torniamo a Ziano Piacentino, in località Fornello, quasi al confine con Lombardia e Piemonte. La scelta di questa azienda di antichissime origini avviene nel 1998 con Ernico Sgarbati che investe in tecnologia, ristruttura gli edifici, punta alla massima qualità dei vini. Sinsäl è il termine dialettale che identifica il sensale, mediatore di prodotti agricoli e zootecnici; il vino è ottenuto da barbera 60% e bonarda 40% su terreno limoso con buona presenza di potassio e calcio. Il 20% della massa matura in barriques per 3 mesi, il restante 80% in acciaio. Ha colore rubino impenetrabile, quasi melanzana, (macerazione di oltre 30 giorni, i vinaccioli vengono tolti molto presto), anche qui emerge netto il frutto, non stramaturo, certamente mora, mirtillo, prugna e ciliegia nera. Bocca impegnativa, i toni sono scuri, si va su cacao e liquirizia, il tannino è ancora incisivo ma non estremo.
- Gutturnio Riserva La Barbona 2019 Poggiarello – Ci troviamo in località omonima, frazione Scrivellano di Statto nel comune di Travo, nel cuore della Val Trebbia. Il nome Barbona nasce dall’unione di barbera e bonarda che compongono il vino (55% e 45%); il vino è ottenuto da una macerazione di 40 giorni e sosta in barrique per 14 mesi. Ha colore rubino violaceo, qui si sente leggermente il legno, frutta composita più in equilibrio e alcolicità ben trattenuta, al palato il legno è ancora da assorbire, si sente il tannino, ma la trama è interessante e promettente, deve fare ancora bottiglia, finale sapido.

LE MALVASIE PASSITE
- Passito di Malvasia Astrea 2018 Cantina di Vicobarone – Ancora una volta torniamo a Ziano Picentino, per la precisione a Vicobarone in Val Tidone; qui dal 1960 la cantina, che oggi conta su 200 soci viticoltori, lavora le uve provenienti dai Colli Piacentini e dall’Oltrepò Pavese per un totale di 700 ettari. Interessante notare che questo è l’unico passito prodotto dalla cooperativa; le uve vengono appassite al sole per 2-3 settimane, poi continuano in cantina. Il vino viene maturato in barriques di rovere francese Tronché per circa un anno. Oro antico, nocciola tostata, fico secco, arancia e albicocca candita, melata, mallo di noce; in bocca ha ottima freschezza, asciutto, l’appassimento non è spinto, torna l’arancia candita, non lunghissimo ma indubbiamente piacevole.
- Colli Piacentini Malvasia Passito L’Ora Felice 2020 La Tosa – nasce nel 2005, proviene dai vigneti Morello 40%, Sorriso 35% e Ronco 25%, le uve vengono appassite per un breve periodo, l’obiettivo è quello di fare un vino dolce non ipermaturo e opulento, bensì giocato sulla finezza. Già dal colore oro chiaro si capisce l’indirizzo diverso; all’olfatto è molto elegante, ricorda il melone invernale, miele di acacia e zagara, frutta candita ma non secca; bocca corrispondente, dolce, piacevole, improntata su note sottili, per nulla stucchevoli, è un bel bere, davvero godibile.

- Malvasia Passito L’Appuntamento 2018 Tenuta Pernice – Sita in località Pernice Castelnovo Val Tidone, nel comune di Borgonovo Val Tidone, l’azienda di Maria Poggi Azzali nasce nel 1988; 40 ettari vitati dai poderi Pernice, Raballa, Colombarola, Collinetta, Gerre, Fontana Barbera, Magnana, Gabà, Scuole e Fornace. Questo eccellente passito proviene dal vigneto Collinetta, allevato a Guyot, l’uva viene raccolta a mano in cassette che vengono conservate in un ambiente ventilato per raggiungere gradualmente l’appassimento; nel mese di dicembre viene pressata e il mosto ottenuto viene trasferito in piccole botti di legno. Durante l’inverno e la primavera avviene una lenta e parziale fermentazione alcolica. In estate, raggiunto il giusto equilibrio tra tutte le componenti, il passito viene imbottigliato. Il colore è spiazzante, ambra con riflessi granati, affascinante e diverso da tutti gli altri, il profumo è spinto, deciso, terziario, affumicato, quasi da vinsanto, scatola di sigari, cuoio conciato, mallo di noce, fico secco. All’assaggio rivela una buona freschezza che allontana bene qualsiasi rischio di appesantimento, fra l’altro neanche immaginato, perché il vino è vivo e di bella profondità.
- Malvasia dei Colli Piacentini Praedulce 2020 Baraccone – Ci trasferiamo a Ponte dell’Olio in Val Nure, il nome di questa piccola azienda con 10 ettari di vigna, è l’espressione dialettale di “giostra”, dovuta al fatto che qui, in passato, si fermavano le giostre itineranti e i circensi per rappresentare i loro spettacoli. Il Praedulce è ottenuto da raccolta manuale in cassette e selezione dei grappoli adatti all’appassimento, che si svolge sui graticci stesi sul prato vicino alla cantina in modo che sia esposta al sole per alcune settimane, poi viene pigiata nel vecchio torchio aziendale. La fermentazione, a causa dell’alto contenuto zuccherino, è assai lunga e procede per diversi mesi fino a quando si interrompe naturalmente. Due anni dopo, il vino viene imbottigliato. Ha colore ambrato, affiorano subito note di arancia e albicocca candite, nocciola tostata, mandorla, fico secco; al palato è piacevole e lineare, anche se segnato da una leggera vena acidula, ma nel complesso è un passito molto gradevole.
- Colli Piacentini Malvasia di Candia Aromatica Le Rane 2016 Luretta – oro caldo, naso di miele di zagara, gelsomino, pesca e albicocca candite, erbe aromatiche; al palato ha buona freschezza, non cede a eccessi di dolcezza rivelando un bell’equilibrio e una buona profondità e nitidezza.
LA SORPRESA
Val di Nure Albarola 2009 Barattieri – La sorpresa sta nel fatto che si tratta di un Vin Santo e non di un passito; questo è il metodo con cui viene ottenuto: adagiati sui graticci, i grappoli riposano in appassimento a ventilazione naturale per 60/70 giorni. In periodo Natalizio si procede con la pigiatura in torchio manuale, e dopo un passaggio in vasca d’acciaio inizia la lunga attesa; immesso nei caratelli (alcuni dell’800) inizia il lungo percorso fermentativo e di affinamento grazie alla Madre, costituita nel 1823, che ne aumenta struttura e carattere di anno in anno. Dopo 10 anni il vino viene imbottigliato, e sono necessari altri 2 anni di affinamento in bottiglia. L’annata 2009, quindi, non è una vecchia annata ma quella oggi in commercio. Il risultato è un vino dal colore ambrato caldo, profumi di noce, fico, dattero, albicocca disidratata, tostato, croccantino, miele di castagno, foglia di tè; bocca dolce, ma l’acidità è lì a tenere botta, finale molto intenso e sapido, quasi oleoso, entusiasmante.
Roberto Giuliani



