Estremo 2020 La Regina del Quartuccio: l’Est!Est!!Est!!! del terzo millennio

Chi l’avrebbe detto che per ritrovare il carattere del vino simbolo di Montefiascone ci volevano dei produttori dei perennemente discussi vini naturali? Penso ad esempio a Silvia Pragliola di Poggio Bbaranèllo, che con la compagna Irene ha intrapreso da poco un percorso in questa direzione, tornando alle uve originarie di questo storico vino, ovvero trebbiano toscano, rossetto (trebbiano giallo) e malvasia puntinata del Lazio.
Nello stesso areale nasce anche questo “Estremo”, stesse uve da vigne di 50/60 anni a 300 metri di altitudine, macerate 5 giorni in cemento, per poi maturare 6 mesi in vetroresina, senza solfiti aggiunti come da prassi. Il vino è stato fortemente voluto da Remo Bartolomei (da qui il nome composto da “Est” e “Remo”), proprietario delle vigne che per vinificare si è appoggiato all’Agricola Il Vinco di Montefiascone (di Daniele, Marco e Nicola, altra azienda da tenere d’occhio), avendo la cantina a Viterbo ancora in costruzione. Come potete immaginare, l’Estremo ha la carta d’identità del vino naturale fuori e dentro, infatti ha un colore oro antico tendente all’arancio, mentre i profumi ti “afferrano” con note di ginestra, agrumi, albicocche, finocchietto selvatico, nocciola, su una base piacevolmente balsamica.
Al palato è molto diretto, sincero, con una buona freschezza e un carattere che richiama i vini che si bevevano un tempo nelle osterie a fianco di pane salame e formaggio, depurato da quei difetti che sovente si incontravano e con in più una maggiore armonia e ricchezza espressiva. Una strada che potrebbe contribuire a ridare un volto a una denominazione che si è andata perdendo nel tempo, come è accaduto per molte altre nel Lazio, ma questi vini per ovvie ragioni non possono avvalersi della DOC, cosa che, però, non credo preoccupi nessuno di loro. Prezzo intorno ai 15 euro.
Roberto Giuliani



