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Cultura del territorio e anima contemporanea convivono nella Tenuta Cerulli Spinozzi

La tenuta Cerulli Spinozzi vista dalla Cascina
La tenuta Cerulli Spinozzi vista dalla Cascina

Quattro vallate che dal Gran Sasso d’Italia si sviluppano dolcemente verso la costa adriatica, le Colline Teramane racchiudono un’essenza unica divise tra mare e montagna, prendendo i benefici dell’uno e dell’altra.
A Canzano, in provincia di Teramo, a 30 km rispettivamente dall’Appennino e da Giulianova si colloca la Tenuta Cerulli Spinozzi, nata dalla fusione di due antiche proprietà agricole, quella della famiglia Spinozzi presente sul territorio già dal 1600 e quella dei Cerulli Irelli di tradizione mercantile; una realtà accogliente, sensibile e che guarda lontano.
Ben 180 ettari totali di proprietà di cui 35 di superficie vitata e i restanti divisi tra ulivi, pomodori e seminativi vari, un luogo suggestivo con riferimenti all’antico e al sentire più contemporaneo. L’azienda è da sempre orientata all’esaltazione delle uve proprie della Regione e della denominazione Colline Teramane, Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, tutti declinati in 3 linee diverse, da Torre Migliori a Cortalto, fino all’ultima nata chiamata Gruè. Stili e vinificazioni diverse trasferiscono nei calici le diverse anime di queste terre d’Abruzzo.
L’attuale cantina è stata realizzata nel 2003 dai fratelli Vincenzo e Francesco Cerulli Irelli, il primo avvocato e docente di diritto amministrativo a “La Sapienza” di Roma, il secondo ex presidente della cantina sociale Casal Thaulero e campione italiano d’automobilismo negli anni ’70, il progetto aziendale nasce dalla volontà di rivalorizzare la storica azienda agricola di famiglia.

Enrico Cerulli

Oggi è Enrico, figlio di Vincenzo, a gestire l’azienda, che ha le idee chiare e che negli anni ha dimostrato spirito imprenditoriale, non solo nei confronti della sua realtà, ma in modo più ampio puntando alla tutela e allo sviluppo economico, all’innovazione e alla cultura del territorio abruzzese.  Infatti, dal 2018, è il presidente del Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane.
Approccio innovativo quello di Enrico, che oltre alla collaborazione con l’Università di Teramo in merito alla selezione di lieviti autoctoni, ha recentemente messo in campo il progetto “Gruè”; un progetto che vede la collaborazione tra la Cantina Cerulli Spinozzi e il Liceo Artistico Grue di Castelli (Teramo) per un progetto concreto di promozione del territorio. Come sottolineato più volte da Enrico, il progetto con il Liceo Grue è una continuazione di un percorso di collaborazione e di incontro con le produzioni locali, per dargli diffusione e valore. Del resto anche il produrre vino rientra in una forma d’arte. L’intenzione è di rafforzare questa sinergia tra arte e vino come incontro e scambio tra il passato e il presente, che trova concretezza nell’oggi.

vigneto tenuta Cerulli Spinozzi

Una linea di prodotti, voluta fortemente da Enrico, nata per proporre vini da godere per la loro agilità nel sorso; questo senso di spensieratezza viene rafforzato dalle immagini riportate nelle diverse etichette, ben cinque ispirate al “Terzo Cielo”, un’opera realizzata nel 1954, proprio dalla scuola di Castelli, per la Triennale di Milano, che rappresenta una rilettura moderna del prezioso soffitto in ceramica della chiesa di San Donato, la “Cappella Sistina” della maiolica. Ogni riproduzione va a caratterizzare una tipologia di vino autoctono, dal Montepulciano al Cerasuolo, dal Trebbiano al Pecorino, fino al Colline Teramane Docg.
Un progetto sinergico affrontato con gli studenti e il corpo docente del Liceo Artistico Francesco Antonio Grue – da cui il nome delle etichette – dove Grue è il cognome di una famiglia di ceramisti a cui è intitolata la scuola. L’opera a cui Enrico si è ispirato è conservata nell’atrio dell’istituto, i cui autori – Guerrino Tramonti, Arrigo Visani e Serafino Mattucci insegnavano proprio in questo istituto. La scelta delle immagini è avvenuta scegliendo insieme agli studenti alcune delle trecento immagini che compongono la mirabile opera che fu.

Montepulciano Gruè

Un progetto inoltre che sta cercando anche di dare un valido aiuto a questo liceo, che per scarsa presenza di studenti, rientra in quelle chiamate Scuole rare. A rafforzare l’idea del progetto anche il collegamento ispirato dall’idea che ceramica ed uva affondano le radici nello stesso suolo argilloso e minerale; Enrico ha voluto legare Gruè ad una tradizione artigianale di stimolo e di riferimento per l’Abruzzo, un modo per dare lustro ai ceramisti di Castelli, antico borgo teramano, noto fin dal’400 per le sue maioliche, ribadendo l’identità culturale di questa regione.
Una crescita e un rinnovamento aziendale in atto per la cantina Cantina Cerulli, non solo nel nuovo progetto Gruè, ma anche nelle altre linee aziendali, che presenta un totale di dieci referenze per un totale di circa 160mila bottiglie, di cui circa 60mila dedicate alla linea Gruè.
La freschezza e il bilanciamento tra corpo e acidità è una delle impronte non solo del territorio, ma anche una scelta di Enrico nella sua produzione
Partiamo dalla linea Gruè, disimpegnata e immediata, vini prodotti con le uve delle vigne più giovani, natura che viene perfettamente espressa nel il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Gruè 2018, prodotto con 100% Montepulciano. Le uve provengono dal vigneto situato nel comune di Canzano, l’etichetta raffigura una elegante selezione di calici, un vino decisamente piacevole e gioviale, dall’impronta fruttata, con una traccia floreale e una leggera speziatura, molto godibile. Capace di dare la struttura, la complessità e la potenza  dell’uva Montepulciano in modo leggero e disimpegnato.

Trebbiano Torre Migliori

Interessante anche il Cortalto Pecorino Colli Aprutini Igt 2018, la linea Cortalto comprende vigne di circa 12 anni di età, provenienti dal singolo vigneto. I vini sono prodotti con una maggiore permanenza sulle fecce fini e un affinamento in bottiglia di almeno un anno. L’Annata corrente è infatti la 2018, coinvolgente e fresca, connotata da piacevoli cenni agrumati, dal fiore di arancio al bergamotto, un vino di buon corpo che conquista il palato per la sua piacevole armonia e il giusto bilanciamento tra le sue morbidezze e la sua fresca salinità.
Si passa alla linea Torre Migliori, che è stato il primo Colline Teramane DOCG prodotto dall’azienda. Torre Migliori è un toponimo, Migliori era anche il cognome della bisnonna di Enrico. Qui si parla dei cru dell’azienda, vini originati da singole vigne, le più antiche, con un’età di impianto medio di circa 40 anni. È il caso del Trebbiano d’Abruzzo Doc 2017, le cui uve provengono da un vecchio tendone di 70 anni, un vino che per essere alla sua seconda annata di produzione è molto promettente. Un vino che cattura con le sue note di ginestra, susina, nocciola tostata e zafferano.

Colline Teramane Moltepulciano d’Abruzzo Docg Riserva 2013

Coinvolgente e centrato anche il Colline Teramane Moltepulciano d’Abruzzo Docg Riserva 2013, sempre della linea Torre Migliori, profuma di ciliegia e melograno, seguiti da sentori di sottobosco, note balsamiche ed eleganti suggestioni di cuoio. Sorso accattivante, fine, con una miscela equilibrata di frutto e spezie, dai tannini levigati e di suadente sapidità.
La voglia di crescere, confrontarsi e migliorarsi, sono senza dubbio i tratti distintivi di questa realtà abruzzese, desiderosa di dare personalità e slancio al territorio.

Fosca Tortorelli

Tenuta Cerulli Spinozzi
www.cerullispinozzi.it
info@cerullispinozzi.it

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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