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Basilico Genovese DOP


 

Liguria

 

Ortofrutta e cereali

BASILICO GENOVESE (DOP)

Basilico Genovese DOPArea di produzione – è delimitata al solo versante tirrenico del territorio amministrativo della regione Liguria con delimitazione individuabile nello spartiacque. Nella stessa zona deve avvenire il condizionamento, garantendo in tal modo la rintracciabilità e il controllo della denominazione e preservando le caratteristiche qualitative del prodotto facilmente deteriorabile. Le produzioni sono realizzabili durante tutto l’arco dell’anno.
Terreno e ambiente di coltivazione – la coltivazione del Basilico Genovese può essere effettuata in ambiente protetto e in pieno campo; in ambiente protetto la coltivazione può essere svolta tutto l’anno purché venga assicurata una ventilazione continua 24 ore/giorno, rinnovando l’intero volume di aria contenuta nella serra almeno 2 volte/ora dal tramonto al sorgere del sole e almeno 20 volte/ora dal sorgere del sole al tramonto. Tale ricambio di aria deve essere garantito dall’opportuna gestione delle aperture di ventilazione e, nel periodo invernale, eventualmente anche con il contributo dell’impianto di riscaldamento di soccorso. Sono esplicitamente escluse serre insect-proof, o serre che non garantiscano gli scambi di aria sopra indicati come minimi. La coltivazione del “Basilico Genovese” in ambiente protetto può essere eseguita sia su bancale, sia in piena terra. E’ vietata la produzione di “Basilico Genovese” su substrati privi di terreno naturale. Nel caso della coltivazione su bancale, il terreno di coltivazione deve essere quello naturale prelevato nella stessa area in cui insiste l’azienda. In particolare, al fine di restituire al terreno naturale trasportato su bancale le caratteristiche fisiche proprie, è ammesso miscelare ammendamenti minerali in percentuale non superiore al 20% in volume. E’ vietato l’uso del bromuro di metile per la disinfezione del terreno.
Sementi e caratteristiche della pianta – le sementi impiegabili per la produzione del “Basilico Genovese” D.O.P. devono appartenere alla specie Ocimum Basilicum L., di ecotipi o selezioni autoctone ed avere le caratteristiche di seguito elencate:
– pianta con altezza da media a molto alta e portamento espanso o cilindrico;
– densità del fogliame classificabile nelle classi d’espressione intermedie (medio-bassa, media, medioalta) e non nelle classi estreme (bassa o alta);
– forma della foglia ellittica;
– bollosità del lembo e incisioni del margine assenti/molto deboli o deboli;
– piano della lamina fogliare piatto o convesso;
– assenza totale di aroma di menta;
– aroma intenso e caratteristico.
Produzioni consentite – 1) Consumo fresco: in coltura protetta: 7000 piantine/mq/anno confezionabili in mazzetti da 3 a 10 piantine oppure in bouquet da 30 a 100 piantine; in piena aria: 2000 piantine/mq/anno: confezionabili in mazzetti da 3 a 10 piantine oppure in bouquet da 30 a 100 piantine.
2) Per la trasformazione: in coltura protetta: 10/kg./mq/anno; in piena aria: 8 kg/mq/anno.
Confezionamento – 1) Basilico da commercializzare fresco: la pianta intera è confezionata a mazzi con almeno due coppie di foglie vere (in particolare una coppia di foglie vere completamente distesa e la seconda in fase di formazione) e, al massimo, con quattro coppie di foglie vere. Sono identificabili due tipologie di mazzi: il mazzo piccolo o “mazzetto” e il mazzo grande o “bouquet”. Il mazzetto è composto da 3 a 10 piante intere complete di radici, è confezionato con carta per alimenti contrassegnata dal marchio DOP ed è legato singolarmente. Mazzi di maggiori dimensioni rientrano nella tipologia del “bouquet”; un bouquet è costituito dall’equivalente numero di piante contenute in 10 mazzetti e viene confezionato in modo analogo. Non è vincolante il peso del prodotto bensì il numero delle piante. Nella preparazione dei mazzi è consentito l’utilizzo di materiale inerte da porre a contatto con le radici al solo fine di evitare una precoce disidratazione delle piantine in esso contenute. Gli imballaggi per contenere i singoli mazzi o gli eventuali sacchetti devono essere in materiale conforme alle normative vigenti e devono essere contrassegnati con il logo della DOP e con il marchio aziendale completo. L’identificazione aziendale dovrà avere dimensioni e posizionamento che la rendano sufficientemente evidente in rapporto al logo e alla dicitura della DOP.
2) Basilico per la trasformazione: per la trasformazione artigianale e/o industriale è necessario impiegare porzioni di piante integre con massimo quattro coppie di foglie vere. Il basilico dovrà essere avviato alla trasformazione unitamente alla documentazione fiscale relativa, che dovrà riportare la definizione DOP.

 

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