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La sapidità dei vini Flegrei dell’azienda Carputo incontra la salinità del Baccalà di Baccalaria

Osteria Baccalarìa

Wine&TheCity è un progetto indipendente dell’Associazione culturale omonima, nato nel 2008 da un’idea di Donatella Bernabò Silorata, che vuole promuovere la creatività urbana e la cultura del bere bene. Un format innovativo che per questa edizione 2019 ha scelto come tema la Luna e come claim “Non è mai sempre la stessa”. Un riferimento per nulla casuale, ma che vede la Luna non solo come fonte di ispirazione di poeti e scrittori, ma anche come guida per le coltivazioni in vigna. Inoltre, quest’anno cade il 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna del 1969, un motivo in più per celebrarla.

La cataplana
La cataplana

Tra le tante iniziative che vedranno coinvolta la città partenopea dal 9 al 18 maggio, e dove il vino diventerà compagno di viaggio di luoghi d’arte e gastronomia, di moda e di paesaggio, centrato e coinvolgente è stato l’incontro tra la sapidità flegrea dei vini della Cantina Carputo e le preparazioni dell’osteria Baccalaria di via sedile di porto. Il baccalà, raccontato dall’Accademia partenopea del baccalà e dei Baccalajuoli è stato declinato dallo chef Vincenzo Russo in diverse combinazioni.

Collina Viticella Falanghina Campi Flegrei Carputo

Un intrigante incontro tra profumi e sapori, che nel suo percorso ha fatto vivere il pasto come un viaggio tra le coste del golfo di Napoli e Pozzuoli.
Lo chef Vincenzo Russo ha presentato un percorso divertente, dove il baccalà ha accolto intriganti contaminazioni, come nel Carpaccio di Baccalà in salsa ponzu, dove la salsa ponzu non è altro che un condimento dal sapore fresco e agrumato, dalle delicate note agrodolci.

Carpaccio di Baccalà in salsa ponzu
Carpaccio di Baccalà in salsa ponzu

Un classico tra le preparazioni nipponiche, che in questo caso ha giocato in perfetta sintonia con il vino flegreo, il Collina Viticella, cru di falanghina flegrea dell’azienda Carputo. Si tratta di un bianco che racchiude tutta la carica del territorio di provenienza che, come ha raccontato Valentina Carputo – titolare della cantina e Responsabile comunicazione e marketing – è simbolo dell’azienda.

Cataplana di baccalà
Cataplana di baccalà

Le uve con cui viene prodotto questo splendido bianco, vengono raccolte con cura e coscienza dalla sommità della collina chiamata appunto Viticella, altura di origine vulcanica delimitante uno dei numerosi crateri spenti che caratterizzano il paesaggio dei Campi Flegrei. Solo un ettaro e mezzo, dove la ventilazione è maggiore e continua, l’uva qui viene vendemmiata leggermente tardiva, il che consente di avere un vino complesso e pieno. Già il colore cattura lo sguardo e desta ammirazione, per poi lasciare spazio alle intriganti note olfattive che ne descrivono la potenza e la struttura; si avvicendano sentori di frutta gialla e note di macchia mediterranea, il sorso è deciso e di carattere e la sapidità flegrea si fa sentire con tutta la sua personalità e con grande eleganza.

Spaghettoni spezzati come una pizza marinara
Spaghettoni spezzati come una pizza marinara

L’azienda agricola Carputo è una realtà familiare, certificata biologica dal 2000, che si trova sulla collina di Viticella a Quarto nel mezzo dell’Area Flegrea. Nove gli ettari di proprietà, nei quali l’attenzione è concentrata principalmente sui vitigni autoctoni a piede franco, la falanghina e il piedirosso dei Campi Flegrei. Si tratta di una realtà giovane e dinamica, fermamente legata alla tradizione, ma che con il ricambio generazionale sta dando sempre più contemporaneità alle sue etichette, valorizzando la cultura del luogo di provenienza e puntando a una qualità sempre crescente. Ne è di esempio il brioso Amaltea, rosato frizzante di piedirosso, l’ultimo nato in casa Carputo.

Amaltea Piedirosso Frizzante Carputo

Ritornando al percorso gastronomico, di grande interesse a livello gustativo è stata anche anche la seconda proposta in menu, gli “Spaghettoni Spezzati come una pizza marinara, un piatto che parla di Napoli, delle sue dominazioni, un piatto che diverte e si fa desiderare. Per tale portata non si poteva non giocare se non sui tratti versatili e distintivi del Piedirosso dei Campi Flegrei, che con il suo colore rubino carico di luce, invita subito al sorso.
Dinamismo e semplicità ne caratterizzano l’olfatto e il suo tratto scorrevole, lo rendono compagno perfetto di questo goloso primo piatto. Si chiude il pasto con una portata che trae ispirazione dalla colorata terra del fado e che ne utilizza il medesimo tegame, parliamo della Cataplana portoghese di baccalà.
Si tratta di una pentola chiamata appunto Cataplana, formata da due semisfere di rame stagnato, che possono essere chiuse ermeticamente, permettendo così la cottura a vapore dei cibi. Anche in questo caso il Piedirosso è stato degno compagno di questa saporita preparazione.
Un intrigante percorso che dai mari del nord è approdato alla vulcanicità flegrea, trovando con quest’ultima una impareggiabile sintonia.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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