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Jumilla DO “Parcela Vereda” Bruma del Estrecho de Marín 2015 Bodegas Viña Elena

Vina Elena

La DO Jumilla, a cavallo tra la regione della Murcia e la provincia di Albacete, si estende per circa 25.000 ettari in una delle zone vitivinicole più antiche del mondo, nel sud est della Spagna. Qui sono stati trovati i resti della vitis vinifera più antichi d’Europa che risalgono a circa 3.000 anni a.C. e gli orecchini d’oro a forma di grappolo d’uva datati IV secolo a.C. che figurano i tutti i trofei e in tutti gli attestati che il Consiglio di regolamentazione della DO Jumilla utilizza nei concorsi enologici.
vigneti Vina ElenaLa stampa specializzata spagnola la considera una denominazione emergente per la qualità e l’originalità dei vini, ma anche i consumatori non sono da meno, visto che è quella che commercializza più vino già a partire dalla metà del XIX secolo, quando la fillossera distruggeva invece gli altri vigneti europei. Grazie all’enorme successo dei suoi vini e dal momento che fin dall’inizio del ventesimo secolo funziona qui una Estación Enológica con laboratorio e cantina sperimentale annessi, Jumilla è diventata dal 1966 una delle denominazioni d’origine più antiche della Spagna.
La regione è caratterizzata da valli e pianure molto ampie, ma protette dalle alte montagne della Cordigliera Betica tra la costa orientale del Mediterraneo e gli altipiani della Castiglia e della Mancha, una barriera contro i venti freddi del nord che difende uno dei climi più miti della Spagna.
La scarsità di pioggia durante tutto l’anno è molto evidente, dato che l’indice pluviometrico medio è solo di 280 mm l’anno, ma in certe annate le precipitazioni dovute a violenti nubifragi in un solo mese hanno addirittura superato quelle di interi anni siccitosi, il che è indicativo del regime irregolare e torrenziale delle piogge in questa regione che ha un’umidità relativa media annua del 60,4% con 3.000 ore di sole calcolate sulla radiazione globale nel piano orizzontale.
Le temperature non sono uniformi a causa delle variazioni di altitudine e latitudine, di esposizione al vento, della copertura vegetale del terreno. La temperatura media dell’anno è di 16 ºC con un massimo estivo fino a 45 ºC e un minimo invernale fino a -10 ºC, ma qui è in grado di oscillare di 2-3 ºC a seconda della zona.

Elena e suo padre Paco
Elena e suo padre Paco

I vigneti del comune di Jumilla nella Murcia (dove ha sede il Consiglio di Vigilanza della DO), in cui si concentra il 70% delle cantine registrate, producono il 40% dei vini, mentre quelli dei comuni della provincia di Albacete (Fuente-Álamo, Montealegre del Castillo, Ontur, Hellín, Albatana e Tobarra) producono il restante 60%. La produzione annuale media di uve è di circa 75.000 tonnellate e dal 2010 a oggi ha oscillato tra le 65.000 e le 105.000 tonnellate. La produzione di vini DO negli ultimi anni ha raggiunto i 250.000 ettolitri, di cui almeno 200.000 venduti in bottiglia.
Nell’agro di Jumilla, tra il Parco regionale della Sierra de El Carche e il Parco regionale della Sierra de La Pila, si trovano le Bodegas Viña Elena. Il fondatore Francisco Pacheco Pérez aveva iniziato nel 1948 a fare un modesto vino della casa con un piccolo torchio da uve monastrell, poi l’azienda è passata nelle mani del figlio Paco Pacheco Molina e attualmente sono le sue figlie Elena ed Emi Pacheco a continuare l’attività, ma su ben 260 ettari sparsi in diversi villaggi ad altitudini fra i 300 e i 650 metri s.l.m. e in tre cantine sotto la direzione tecnica enologica di Elena. Alcune vigne risalgono ancora all’epoca della fondazione e sono coltivate senza irrigazione di soccorso su suoli poveri e pietrosi.
Da allora però Viña Elena si è evoluta in termini di tecnologia, ma senza perdere il rispetto per il patrimonio e la tradizione familiare. Qui si sperimenta ancora molto, ultimamente anche con il bianco (si fa per dire, in realtà è un orange wine) airén, in conflitto generazionale con papà Paco che è piuttosto scettico, per esempio, rispetto alle macerazioni che durano alcuni giorni sulle bucce e alle maturazioni effettuate in presenza della flor de vino in superficie…), ma trova perfino il tempo di curare pure la Casa de los Ardachos, con 200 ettari di mandorleti, oliveti, vigneti e coltivazioni agricole varie.
altri vignetiLa varietà predominante è l’uva monastrell, che qui trova il suo territorio d’elezione e dove sviluppa la massima qualità. Le nuove piantagioni di monastrell delle parcelle di Bodegas Viña Elena sono state localizzate in terreni abbondantemente soleggiati e molto pietrosi, che consentono un buon drenaggio, ma anche una sufficiente conservazione dell’umidità proveniente dalle piogge, che sono davvero poche. Scarsa quantità di uva, ma di qualità senza pari.
E così, accanto ai vini della linea Familia Pacheco (Blanco, Rosado, Organic, Roble, Dulce e Selección), al Cucos de la Alberquilla e al Síntesis, è nato il progetto Colección de parcelas Bruma del Estrecho de Marín, una realizzazione di Elena Pacheco e Isio Ramos, membro del Wine & Spirit Education Trust dal 2006, per produrre vini di monastrell al 100% vinificati separatamente per parcelle con diversità di microclima, suoli, esposizioni, età dei ceppi, metodi di coltivazione e vinificazione dei vignaioli del posto.
vigna ad alberelloVerso il Parco Sierra de El Carche, in particolare, i suoli sono molto diversi e di conformazione carsica. Il terreno che predomina è quello calcareo pietroso che dà un vino caldo e robusto, ma ci sono anche terreni sabbiosi che danno vini più freschi, più fini e terreni argillosi che danno vini più ricchi e dalle sfumature più delicate. Per non fare vini troppo maturi, corpulenti, pesanti, ma con un ottimo equilibrio tra una piacevole acidità e un fruttato fresco, occorre appunto una vinificazione separata e poi saranno le valutazioni dell’enologo a prendere le decisioni su quelli che invece verranno destinati agli assemblaggi.
Il progetto si basa infatti su ben quattro vini rossi vinificati separatamente dalle uve monastrell in purezza di quattro singole parcelle in diversi villaggi (i single vineyard wines Mandiles, Navajuelos, Particiones e Vereda) e due vini di assemblaggio (gli estate wines Las Chozas per le vigne del nord e Marín per quelle del sud) nel caso in cui non si riesca a differenziare il carattere di una singola parcella dalle altre, cosa che può capitare in certe annate. Si produce anche l’orange wine biologico Las Encebras da uve airén in purezza.
altra vignaTra tutti, mi è piaciuto molto il Parcela Vereda 2015, un crianza. In spagnolo si chiama ”vereda” il percorso pastorale per trasferire il bestiame e proprio su un lato di questo vigneto si trovava un antico sentiero attraverso il quale si svolgeva la transumanza dei tori. Ne è rimasto solo un grande spazio attualmente in disuso fra le due vigne di questa parcella, caratterizzate da due suoli differenti; quella che scende dalla collina è coltivata ad alberello su sabbia bianca, calcarea, che apporta sapidità e mineralità al vino, mentre l’altra, alla base di quel pendio, è coltivata ad alberello su terra più scura, argillosa, che apporta maggiore freschezza.
L’altitudine media è di 652 metri, una quota in cui domina un microclima mediterraneo, ma di carattere continentale, con una notevole escursione termica. Nel 2015 le piogge annue sono state di 358 mm. Le viti da cui è derivato il “Parcela Vereda” Bruma del Estrecho de Marín 2015 sono a piede franco e al momento della vendemmia (interamente manuale) avevano già un’età media di 42 anni. Le uve sono state raccolte nel mese di settembre, con una resa molto bassa di 28 quintali per ettaro. La fermentazione del mosto è avvenuta per innesco spontaneo da lieviti indigeni in vasche di acciaio inox da 200 ettolitri a 25 °C ed è durata 10 giorni con basse dosi di Jumilla DOP “Parcela Vereda” Bruma del Estrecho de Marín 2015 Bodegas Viña Elenaanidride solforosa e il vino, dopo la svinatura, è stato invecchiato in barili di secondo passaggio per 7 mesi, quindi è stato imbottigliato il 28 luglio 2016. Il tenore alcolico nelle 12.100 bottiglie prodotte è risultato piuttosto sostenuto, intorno al 14,5%. Il Parcela Vereda ha un bel colore ciliegia, intenso e brillante con riflessi granati.
Il bouquet degli aromi è ricco, con la violetta, la salvia, e rosmarino e un piacevole fruttato molto generoso di mirtilli, note di crosta di pane tostato, terra pulita, ghiaia. In bocca mostra un’ottima acidità ben mascherata dalla mineralità salina e da un leggero tocco di fumé che ne fanno un bel vino slanciato, snello, fine. Andrebbe servito abbastanza fresco, tra i 15 e i 18 ºC. Piatti consistenti come il gazpacho manchego cucinato con diverse carni di selvaggina (lepre, coniglio, pernice, piccione) e funghi, le lumache cucinate con prosciutto e salsiccia piccante, la focaccia gachamiga ripiena di un trito di fegato o carne magra con uova, il mortiriguelo con fegato e sangue di maiale, l’anatra all’arancia e il coniglio en patagorrina (aglio, aceto e prezzemolo).

Mario Crosta

Bodegas Viña Elena
Paraje Estrecho de Marín, Ctra. N344 – km 52.5, 30520 Jumilla, Murcia, SPAGNA
tel. +34.968.781340, cell. +34.610900220 e +34.627.881824
sito www.vinaelena.com
e-mail info@vinaelena.com

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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