Le DOC del Veneto: Colli Berici

❂ Colli Berici D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 20/9/1973 – G.U. n.32 del 4/2/1974; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Vicenza: comprende per intero i territori amministrativi dei comuni di Albettone, Alonte, Altavilla, Arcugnano, Barbarano Vicentino, Brendola, Castegnero, Grancona, Mossano, Nanto, Orgiano, San Germano dei Berici, Sovizzo, Villaga, Zovencedo e in parte quello dei comuni di Asigliano Veneto, Campiglia dei Berici, Creazzo, Longare, Lonigo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montegalda, Montegaldella, Monteviale, Sarego, Sossano e Vicenza;

■ la zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione di origine controllata “Colli Berici Barbarano” comprende in parte il territorio amministrativo dei Comuni di Barbarano Vicentino, Castegnero, Longare, Mossano, Nanto e Villaga;
► base ampelografica
● bianco (anche spumante, superiore, passito): garganega 30%-60%, sauvignon 20%-50%, possono concorrere altre varietà a bacca bianca, non aromatiche, provenienti da varietà autorizzate alla coltivazione per la provincia di Vicenza, max. 50%;
● spumante (metodo classico, anche rosato o rosé nelle versioni brut, extradry, dry e demisec o abboccato): chardonnay min. 50%, pinot bianco e/o pinot nero max. 50%;
● con menzione del vitigno bianchi: garganego/a, tai (da uve friulano), sauvignon, pinot bianco, pinot grigio, chardonnay, Manzoni bianco: ciascuno almeno 85%, possono concorrere le uve di altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la provincia di Vicenza, max. 15%;
● rosso (anche superiore, riserva): merlot 50%-65%, tai rosso min. 20%, pinot nero e/o cabernet franc e/o cabernet sauvignon e/o carmenère max. 30%, possono concorrere altre varietà a bacca rossa congiuntamente o disgiuntamente, non aromatiche, diverse dalle precedenti, max. 15%;
● con menzione del vitigno rossi: pinot nero, merlot, tai rosso (da uve tocai rosso), cabernet (franc e/o sauvignon e/o carmenère, anche riserva), cabernet sauvignon (anche riserva), cabernet franc (anche riserva), carmenère (anche riserva): ciascuno almeno 85%, possono concorrere le uve di altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la provincia di Vicenza, max. 15%;
● Barbarano Rosso o Barbarano (anche riserva, spumante nelle versioni brut, extradry, dry e demisec o abboccato): tai rosso proveniente dai vigneti di un unico ambito aziendale;
► norme per la viticoltura
● sono consentite le forme di allevamento a spalliera semplice e doppie con esclusione dei vigneti coltivati con la varietà garganega, per la quale è consentita anche la tradizionale pergola veronese a tetto piano, purché si attui la tradizionale potatura, a secco ed in verde, che assicura l’apertura della vegetazione nell’interfila; per tutti i vigneti da iscrivere dopo l’approvazione del presente disciplinare, il numero di ceppi per ettaro non deve essere inferiore a 3.000;
● la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di
- Garganega: 14 t/Ha e 10,00% vol.
- Chardonnay: 13 t/Ha e 10,50% vol.
- Merlot: 13 t/Ha e 10,50% vol.
- Tai Rosso: 12 t/ha e 10,00% vol.
- Sauvignon: 12 t/ha e 10,00% vol.
- Manzoni Bianco: 12 t/ha e 10,00% vol.
- Carmenère: 12 t/ha e 10,00% vol.
- Pinot Nero: 12 t/ha e 10,00% vol.
- Tai (friulano): 12 t/Ha e 10,50% vol.
- Pinot Bianco: 12 t/Ha e 10,50% vol.
- Pinot Grigio: 12 t/Ha e 10,50% vol.
- Cabernet Sauvignon: 12 t/Ha e 10,50% vol.;
- Rosso: 15 t/Ha e 10,00% vol.;
- Rosso Superiore: 13,5 t/Ha e 11,00% vol.;
- Rosso Riserva: 12,5 t/Ha e 12,00% vol.;
- Bianco: 16,0 t/Ha e 9,50% vol.;
- Bianco Superiore: 14,0 t/Ha e 10,50% vol.;
● le uve della varietà destinate alla produzione delle tipologie Merlot, Tai Rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carmenère designati con la menzione “Riserva” devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo superiore del 2,00% vol., rispetto a quelli precedentemente indicati;
● le uve delle varietà destinate alla produzione del vino Barbarano Rosso o Barbarano devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11,00%;
● le uve delle varietà destinate alla produzione del vino Barbarano Rosso o Barbarano destinate alla produzione della tipologia “Riserva” devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12% vol.;
● le uve delle varietà destinate alla produzione dei vini spumanti potranno avere un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 9,50% vol., purché la destinazione delle uve atte ad essere elaborate sia espressamente indicata nella denuncia annuale delle uve;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione, ivi compresa la conservazione per l’appassimento delle uve, l’invecchiamento e l’affinamento, ove previsti, devono aver luogo nell’intero territorio dei comuni anche se solo parzialmente compresi nella zona di produzione, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nei comuni confinanti con la zona medesima anche se appartenenti ad altra provincia;
● il vino a denominazione di origine controllata “Colli Berici” spumante metodo classico anche in versione rosato o rosé, deve permanere per almeno 15 mesi sui lieviti di fermentazione; tale periodo decorre a partire dalla data di tiraggio, ma comunque non prima del 1° gennaio dell’anno successivo alla raccolta delle uve. Tale tipologia deve essere commercializzata nei tipi: extrabrut, brut, extradry, dry e demisec. Per la preparazione della partita di base si può partire da una mescolanza di vini di annate diverse; per il “Colli Berici” spumante metodo classico millesimato è obbligatorio invece l’utilizzo di almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento; il millesimo può essere utilizzato se il periodo di elaborazione e invecchiamento nelle aziende è di almeno 30 mesi di permanenza sulle fecce;
● l’elaborazione dei vini spumanti deve avvenire solo all’interno del territorio della regione Veneto;
● per l’arricchimento è consentito l’uso oltre che del mosto concentrato e rettificato, del mosto concentrato ottenuto dalle uve prodotte nelle stesse zona di produzione;
● tutte le versioni “riserva” devono essere sottoposte a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 24 mesi a partire dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve;
● il vino a denominazione di origine controllata “Colli Berici rosso superiore” deve essere immesso al consumo a partire dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia;
● il vino a denominazione di origine controllata “Colli Berici bianco superiore” deve essere immesso al consumo a partire dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia;
● la vinificazione delle uve destinate alla produzione del passito può avvenire solo dopo che le stesse sono state sottoposte a leggero appassimento naturale, fino ad assicurare un titolo alcolometrico naturale complessivo minimo del 14% vol.; l’appassimento può essere condotto anche con l’ausilio di impianti di condizionamento ambientale purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento;
● il vino “Colli Berici” passito non può essere immesso al consumo prima del 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● nella etichettatura dei vini a denominazione di origine controllata “Colli Berici”, a esclusione delle tipologie “spumante”, non designati con l’indicazione millesimato, deve figurare l’annata di produzione delle uve;
● per i vini a denominazione di origine controllata “Colli Berici”, è consentito l’uso dei contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro materiale rigido, nei volumi fino a litri 20. Tali contenitori alternativi non possono essere utilizzati per le tipologie accompagnate dalla menzione “superiore” e “riserva“;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Specificità della zona geografica
◉ Fattori naturali
Estrema propaggine delle Prealpi, i Colli Berici, conosciuti anche come Monti Berici, costituiscono la caratteristica paesaggistica più rilevante a sud di Vicenza. Essi sono una formazione collinare con rilievi dal profilo ondulato, di altezze modeste (300-400 metri), originati da corrugamenti e sollevamenti tettonici e da diffusi coni vulcanici. Questo territorio collinare e pedecollinare è costituito quasi esclusivamente da una successione di formazioni rocciose calcaree di natura sedimentaria che si sono evolute in terreni con argille rosse, ricchi di scheletro; sono inoltre presenti una percentuale minore di rocce di origine vulcanica che hanno determinato terreni basaltici ricchi di sali minerali.
Proprio per la presenza di depressioni, cavità e grotte, tipiche del fenomeno carsico-calcareo, i Colli Berici presentano un buon drenaggio e talvolta, una certa scarsità d’acqua. Nel territorio è presente il lago di Fimon, unico bacino naturale della zona.
La morfologia dei Colli è arricchita dalla presenza di terreni collinari declivi alternati a valli, dalla precisa connotazione di versanti, da un’altitudine che preserva da nebbie e da gelate tardive e esalta l’azione della radiazione solare con una lunga esposizione giornaliera alla luce nei mesi più importanti per lo sviluppo della vite e la maturazione dei grappoli.
Il microclima dei Colli Berici è molto favorevole alla coltivazione dei vigneti, con temperature particolarmente miti fino all’autunno inoltrato, una buona escursione termica tra giorno e notte e una limitata precipitazione annua (500 – 600 mm).
◉ Fattori umani e storici
La coltura della vite, diffusasi in epoca romana, si sviluppò dopo l’anno 1000 finite le invasioni barbariche, grazie alla passione di feudatari, vescovi, amministrazioni comunali che consigliavano ai produttori varietà, tecniche colturali e norme produttive. Cronache raccontano che sin dal XIII secolo tutta la parte nord dei Colli Berici era interamente coltivata a vite, così come le colline di Barbarano, proprietà del vescovo di Vicenza, il quale stabiliva i tempi di vendemmia e di lavorazione cosicché, proprio nel periodo più idoneo, i contadini non si distraessero dal curare le proprie vigne. Nelle grotte dei Colli Berici, inoltre, si invecchiavano i vini locali: l’ambiente buio, a temperatura costante e bassa ne assicurava la buona conservazione.
L’avvento della Repubblica Veneta diede un forte impulso alla viticoltura, come testimoniano ancor oggi le ville palladiane, luoghi di vacanza dei ricchi aristocratici veneziani, i quali manifestarono una grande attenzione ai criteri di costruzione delle cantine. Nell’Ottocento, ricerche commissionate dall’Arciduca d’Austria per i vini del Lombardo Veneto, evidenziano aspetti tecnici e scelta di vitigni anche per i vini dei Colli Berici.
A partire dai primi anni dell’Ottocento, accanto ai due vitigni autoctoni della Garganega e del Tocai rosso, nei Colli Berici, sono stati importati vitigni internazionali provenienti sia dalla Francia, e in particolare dalla zona di Bordeaux, che messi a dimora nei Colli Berici hanno sviluppato nel tempo caratteristiche peculiari in relazione al terreno e al clima. Il Cabernet franc dei Colli Berici è stato il primo Cabernet DOC in Italia. Con la rinascita della produzione negli anni ’50, si è assistito ad un progressivo affinamento delle qualità, dei metodi di coltivazione, della stessa organizzazione produttiva che ha portato il 20 settembre 1973 al riconoscimento da parte del Ministero Italiano, della Denominazione d’origine Controllata “Colli Berici”. Nel 1982 si è costituito il Consorzio Volontario per la Tutela Vini D.O.C. Colli Berici.
La fama dei vini e dei Colli Berici della zona è dovuta sia alle capacità dei produttori vitivinicoli della denominazione Colli Berici, sia all’impegno e alle sinergie fra i diversi attori economici del territorio (cantine, imprese viticole, enoteche, distillerie, frantoi, agriturismo, bed&breakfast, trattorie, ristoranti) che lavorano in sinergia per la valorizzazione della qualità e della rinomanza dei vini dei Colli Berici, nel rispetto del territorio e del contesto paesaggistico. Sul territorio dei Colli Berici operano infatti numerosissime aziende viticole, vitivinicole e commerciali; la maggior parte delle aziende agricole sono associate nelle due principali realtà cooperative di trasformazione e commercializzazione.
Le capacità dei produttori di selezionare i vitigni che meglio si adattano a questo territorio collinare e la disposizione dei vigneti, hanno permesso la tutela del territorio dal degrado e la valorizzazione del paesaggio, favorendo il turismo eno-gastronomico e rurale. Il riconoscimento della Strada dei vini dei Colli Berici nel 2001 e la rinomanza dei suoi vini, richiamano ogni anno consumatori, appassionati e giornalisti da tutta Europa.
● B) Specificità del prodotto
Le caratteristiche dei vini dei Colli Berici sono strettamente legate alle peculiarità vocazionali della zona di produzione.
Punta di diamante dell’enologia berica è l’autoctono Tai Rosso che deriva dal vitigno chiamato un tempo Tocai rosso, che ha la stessa natura genetica del Cannonau sardo, del Grenache francese e della Garnacha spagnola, ma nel Vicentino ha trovato un areale adatto alla sua coltivazione e una propria identità.
Questo particolare prodotto, qualora coltivato nella zona di più antica tradizione del Comune di Barbarano e nei comuni limitrofi, è identificato per tradizione e rinomato con il nome Barbarano.
La Garganega è l’altra varietà autoctona dei Colli Berici, particolarmente duttile dal punto di vista enologico che in questi colli dà origine a vini fermi di colore giallo paglierino con delicato profumo fruttato, dal sapore asciutto, abbastanza fresco e sapido. I vini bianchi dei Colli Berici, in generale, sono caratterizzati da sentori fruttati, floreali e minerali che al palato si rivelano abbastanza freschi e sapidi. Fra questi spicca il Sauvignon, che all’analisi sensoriale si rivela fresco, floreale e fruttato con buona sapidità, note tipiche di peperone e foglie di pomodoro.
I vitigni internazionali, adattati alla zona dei Colli Berici, danno origine a vini rossi di buon corpo e morbidezza con colorazione che varia dal rosso rubino al granato, più o meno concentrato a seconda della micro area di produzione. Il tenore alcolico e il corredo polifenolico risultano in generale piuttosto elevati, ma ben bilanciati a favore dell’equilibrio complessivo.
I vini rossi ottenuti da uve coltivate su terreni calcarei, che godono di un’ottimale esposizione alla luce e beneficiano dell’escursione termica tra giorno e notte dovuta all’altitudine, sono caratterizzati invece da un’elevata concentrazione di polifenoli e antociani, che consentono una “sur-maturazione” delle uve sulla pianta e quindi, la concentrazione di sostanze e aromi negli acini, i quali si ritrovano poi nei vini con sentori di frutti di bosco e frutta matura nonché di spezie.
● C) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
Lo studio di zonazione sull’analisi delle caratteristiche del vigneto e del suo ambiente, dal punto di vista pedologico, climatico, chimico-fisico, fenologico e produttivo, hanno portato ad individuare le più opportune ed efficaci combinazioni vitigno-terroir, in funzione dell’ottimizzazione qualitativa e della caratterizzazione dei vini e delle zone.
La presenza delle doline carsiche ad elevato drenaggio e la scarsa piovosità annua, limitano la disponibilità d’acqua, che contiene lo sviluppo vegetativo delle viti, elemento base per garantire produzioni di qualità e vini particolarmente concentrati.
Le peculiarità del terreno influiscono sulla produzione di vino sui Colli Berici, caratterizzando le diverse produzioni con profumi e sapori peculiari, che si traducono in note di frutti del sottobosco per i vini rossi e in sentori fruttati e minerali ben bilanciati per i bianchi.
In particolare il Tai Rosso, tradizionale dei Colli Berici, fa percepire all’olfatto aromi primari e varietali, in particolare la freschezza della frutta a bacca rossa e la fragranza dei fiori di ibisco: le note aromatiche predominanti sono quelle del lampone e della rosa canina. Il sapore è asciutto, fresco e morbido con sentori di frutti di bosco, spezie e retrogusto di mandorle e prugna. Queste sensazioni si devono alla coltivazione in terreni calcarei e argillosi, esposti favorevolmente a sud e a medie altitudini. In particolare, la composizione del suolo, caratterizzato da uno scheletro che può arrivare ad essere abbondante (compreso tra il 35% ed il 75%), ricco di rocce calcaree di origine carsica, sali minerali ad elevato drenaggio, determina la struttura e la caratterizzazione dei vini rossi, con un elevato contenuto di antociani e polifenoli, un’intensa colorazione, un buon corredo tannico, nonché lo sviluppo di sentori di frutta matura e spezie.
Le zone con suoli prevalentemente basaltici, derivati dai coni vulcanici, caratterizzano gli aromi freschi, fruttati e minerali dei vini bianchi dei Colli Berici, contribuendo a esaltarne la finezza degli aromi e dei profumi.
