Rosa Inferni 2013 Dva Duby

In un →precedente articolo avevo scritto che Piálek & Jäger in Moravia non fanno parte del movimento ceco degli →autentisté del vino naturale, pur praticandone alcune regole.
Mi sembra giusto, quindi, cominciare a parlare anche del buon vino dei partner moravi di questa nuova organizzazione che ha appena registrato il marchio “A” da inserire sulle etichette delle bottiglie.
La regione vinicola della Znojemská Podoblast non è più quella dei boschi stracolmi di carri armati russi accanto a paesini sonnolenti in una tranquillità irreale come se potessero ignorare il resto del mondo, ma è in pieno fermento e fioccano le iniziative che stanno recuperando le sue secolari tradizioni stravolte durante il regime della guerra fredda e della massiccia occupazione militare.
Di notte bisogna sempre passarci a velocità ridotta e con la massima attenzione, perché non s’incontrano più i movimenti di truppe e di cingolati nel buio più assoluto, ma i cervi balzano ancora all’improvviso su questi rettilinei di campagna e hanno una stazza tale da distruggervi l’automobile.
Di giorno, invece, si rimane a bocca aperta per le sterminate distese d’impianti fotoelettrici che stanno sostituendo sempre più le coltivazioni che fin qui l’avevano contraddistinta per secoli, anche quei vigneti che producevano intensivamente dei vini di poco valore.
Per fortuna queste installazioni hanno bisogno di terreni piatti e lasciano quelli delle alture di origine vulcanica alle iniziative enologiche d’autore che spuntano di continuo, come la cantina →Dva Duby (due querce).
L’azienda è stata fondata nel 2010, ma il suo progetto è nato nel 2003 dalla fervida passione per il vino di Jiří Šebela. Giorgio (così è il suo nome in italiano) lavora nel settore informatico, ma è diventato enologo nel 2006 e ha realizzato il suo sogno soltanto nel 2007, con la prima vendemmia e le prime bottiglie di vino prodotto da uve svätovavřinecké, la Cuvée Löwenherz, che sono state però rimesse subito in fondo alla cantina per affinarsi ancora, ingaggiandosi fra le vigne molto di più che fra i computer e adesso… guai a pensare ad altro!
L’uomo, l’attività lavorativa e il suo progetto sono moderni, sicuramente, ma… non aspettatevi una struttura architettonica fantascientifica e chissà quali altre diavolerie tecnologiche. La cantina è stata situata in una vecchia fabbrica di amido nell’agro del villaggio di Dolní Kounice (a una ventina di km dal capoluogo Brno) e trasforma le uve di poco più di 3 ettari di vigna di proprietà che arriveranno infine anche a 30 in leasing, tutti coltivati secondo i crismi biologici, dall’inerbimento per il sovescio tra i filari fino al compostaggio, niente chimica né rame ma solo zolfo, preparati biodinamici e tisane, oltre all’applicazione delle altre regole codificate in modo dettagliato dalla Charta Autentistů, tra cui una minima quantità di solforosa aggiunta all’imbottigliamento.
Šebela ha deciso di produrre vini naturali perché considera banali e poco interessanti quelli convenzionali, in quanto la loro produzione ad alto contenuto tecnologico, mirata piuttosto a facili profitti, si è allontanata da quella classica che serve all’uomo. Anche se i suoi vini, che hanno uno stile coerente con la scelta di farli senza forzarne i mosti, non sono chiarificati né filtrati, risultano puliti e leggeri, sebbene in una veste elegante.
Nascono tutti da fermentazioni spontanee e poi maturano spesso per diversi mesi sui propri lieviti in botti di acacia e di rovere ungheresi, dato che Jiří considera il rovere ungherese come il legno più adatto per le botti e i bottai ungheresi come i migliori esperti dello spacco. E non è finita.
Lo dimostra l’acquisto di un’altra cantina a Miroslav, 20 km più in là verso Znojmo, per fare altri esperimenti, tra cui la vinificazione nei contenitori di cemento vetrificato a forma d’uovo, comparsi nel 2001 per eliminare gli angoli morti dei tini, dove i ristagni dei mosti rimangono intrappolati durante i movimenti innescati dalla fermentazione perfino in fase di follatura.
La forma ovale permette al mosto di fluire perfettamente integro intorno alle pareti curve, grazie ai moti naturali provocati dalla libera circolazione dell’anidride carbonica che agita da sola tutte le sue fecce.
Il vino diventa certamente più uniforme alla fine di questo processo che richiede sì dei tempi più lunghi, ma c’è meno intervento umano e tecnologico e arricchisce la complessità del bouquet .
Šebela è nato nel 1978 e come tutti i giovani pensa molto velocemente, esattamente come guida il suo SUV Subaru (anche con il carrello) fra i vigneti dove coltiva i bianchi veltlínské zelené, veltlínské červené rané (la popolare večerka, che è una malvasia), ryzlink rýnský (riesling renano), ryzlink vlašský (riesling italico), sauvignon blanc, pinot blanc e i rossi frankovka, svätovavřinecké (St. Laurent), neuburger, limberger (frappato) e pinot noir. State pur certi che gli verranno presto in mente molte altre idee, anche perché vuole produrre, secondo l’antica tradizione morava, gli archívní vina, cioè i vini d’archivio, quelle bottiglie che nelle annate giudicate eccezionali i vitivinicoltori moravi accantonano, almeno in gran parte, nella profondità delle cantine più antiche per non cedere alla tentazione di venderle subito, ma soltanto dopo qualche anno, lustro o decennio.
Come il Rosa Inferni 2013 Dolní Kounice, e pensate che ha un tenore alcolico leggero e anche nelle annate precedenti andava da un minimo dell’11,5% fino a un massimo del 12,6%, a maggior dimostrazione che non è la potenza di un vino la miglior garanzia della sua longevità, ma lo è l’uva molto sana e ancor di più la pulizia del processo di vinificazione, che in questo caso sono estremamente curate. Si tratta di un taglio di svätovavřinecké e frankovka frutto di selezione dei migliori grappoli di tutte le vigne, il vino di punta della Dva Duby. Macerazione lunga, di 4-5 settimane, maturazione di 1 anno in acacia e rovere.
Aroma selvatico di frutti di bosco, tanto che sembra di trovarsi in una profonda foresta. In bocca è molto pulito e ricco, sa di mirtilli, more, fragoline. Equilibrato e leggero, con una struttura snella, espressivo e al tempo stesso conciso, con una bella acidità e un finale lungo di profumi che ricordano le passeggiate nei boschi. Mi è piaciuto con la salsiccia fatta in casa alla griglia e il salame di testa, ma è meglio che non dica quante bottiglie…
Mario Crosta
Dva Duby
U Synagogy 838/8, 66464 Dolní Kounice, REPUBBLICA CECA
tel. +420.606.114247
sito www.dva-duby.cz, e-mail info@dva-duby.cz




