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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC del Piemonte: Fara

mappa vino doc Fara


❂ Fara D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 13/08/1969 – G.U. n.279 del 5/11/1969; ultima modifica D.M. 9/2/2026 – G.U. n.39 del 17/2/2026)


zona di produzione
● in provincia di Novara: comprende i territori amministrativi comunali di Fara e Briona;


base ampelografica
● rosso, riserva: nebbiolo (Spanna) min. 60%, è consentito l’utilizzo dei vitigni vespolina e/o uva rara (bonarda novarese) max. 40%;


norme per la viticoltura
le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni;
giacitura: collinare. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati;
altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a 300 s.l.m.;
esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve;
densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.000;
forme di allevamento e sistemi di potatura: devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini;
la resa massima di uva di vigneto in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere di 9 t/Ha e 12% vol. per la tipologia “Fara”, 8,10 t/Ha e 12,50% vol. per la tipologia “Fara” Riserva;
I vini a denominazione di origine controllata “Fara” e “Fara” Riserva possono essere accompagnati dalla menzione “vigna“, seguita dal relativo toponimo, purché il relativo vigneto abbia un’età d’impianto di almeno 3 anni;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio e di imbottigliamento per i vini “Fara” devono essere effettuate nell’intero territorio dei comuni di Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Cavaglietto, Cavaglio d’Agogna, Cavallirio, Cressa, Cureggio, Fara Novarese, Fontaneto d’Agogna, Gattico, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Marano Ticino, Mezzomerico, Oleggio, Prato Sesia, Romagnano Sosia, Sizzano, Suno, Vaprio d’Agogna, Veruno e Agrate Conturbia, tutti in provincia di Novara; Gattinara, Roasio, Lozzolo, Serravalle Sesia, tutti in provincia di Vercelli; Lessona, Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco, Sostegno, Cossato, Mottalciata, Candelo, Quaregna, Cerreto Castello, Valdengo e Vigliano Biellese, tutti in provincia di Biella;
è previsto un periodo di invecchiamento obbligatorio pari a 22 mesi (34 per la riserva), di cui 12 in legno (20 per la riserva), a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. È ammessa la colmatura con uguale vino conservato anche in altri recipienti;
l’immissione al consumo è prevista a partire dal 1° settembre del 2° anno successivo a quello della vendemmia per il Fara, dal 1° settembre del 3° anno successivo a quello della vendemmia per il Fara Riserva;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione del vino “Fara”, la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale purché la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale secondo la normativa vigente;
l’indicazione dell’annata di produzione delle uve in etichetta è obbligatoria per tutte le tipologie;

le bottiglie in cui sono confezionati i vini “Fara” e “Fara” riserva, devono essere dei formati “bordolese” o “borgognotta”, di vetro scuro, munite di tappo raso bocca. La capacità delle bottiglie deve essere quella consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiore a 0,375 litri e non superiore a 5 litri, con l’esclusione del contenitore da 2 litri;


legame con l’ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica
Risalendo lungo il Fiume Sesia, Fara è la prima delle denominazioni “comunali” del Novarese. Si trova ai confini con la Valsesia, nelle vicinanze del Monte Rosa, con il Monte Fenera a Nord ed i laghi Maggiore e Cusio a Nord Ovest.
Due i comuni interessati: Briona e Fara Novarese. Il territorio della DOC Fara si trova parte in altopiani morenici e parte su versanti collinari.
Tra i prodotti del territorio il primo posto spetta all’uva e la coltivazione della vite vanta più di un millennio di esperienza che con il passare degli anni si è affinata in base alle conformazioni territoriali e climatiche.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La viticoltura di Fara si sviluppa sul versante orientale della valle del Sesia, una lunga e regolare collina morenica che si sviluppa su un asse nord-sud: un altopiano prevalentemente argilloso diviso in due strisce collinari. Dal punto di vista geologico, si tratta di depositi fluvioglaciali che si originano nelle fasi di fusione dei fronti glaciali e sono costituiti da materiali inizialmente trasportati dai ghiacciai e successivamente ripresi e risedimentati da corsi d’acqua alimentati dallo scioglimento dei ghiacciai stessi. Per queste ragioni hanno le caratteristiche tipiche dei depositi alluvionali (selezione granulometrica, arrotondamento dei clasti e un grado di alterazione) che dipende dall’età del deposito. Nello specifico, il deposito di Fara e Briona è costituito da ghiaie e ciottoli rosso-bruni ricoperti da un paleosuolo argilloso rosso-bruno talora con inclusioni di ciottoli silicatici alterati. I ciottoli provengono dall’edificio alpino che costituisce il massiccio del Monte Rosa e i rilievi della Valle del Sesia in generale, che sono stati erosi e trascinati durante le centinaia di migliaia di anni dall’impetuosità delle acque del fiume Sesia.
Peculiarità dei territori della denominazione è di possedere suoli a reazione da sub-acida a molto acida, per la scarsissima presenza di calcare.
I venti freddi che scendono dal Monte Rosa e dalle Alpi determinano inoltre forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, favorendo lo sviluppo di profili aromatici singolari, che spaziano dalle erbe officinali alle spezie, conferendo ai vini del territorio una struttura complessa e molto minerale.
Le caratteristiche sensoriali descritte sono ben riconoscibili e riconducibili esclusivamente a questa zona di produzione.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Fin dai tempi più remoti a Fara si è coltivata la vite per fare il vino già menzionato dallo scrittore Plinio il Vecchio nel I° secolo dopo Cristo.
A Fara Novarese è conservato un sarcofago romano, databile al II° Secolo d.C. riporta un’iscrizione nella quale si legge che il proprietario negoziava in generi agricoli e in vino.
Testimonianze preziose derivano anche da antichi diari di viticoltori.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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