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Le DOCG del Piemonte: Gavi o Cortese di Gavi

Le Doc del Piemonte: Gavi o Cortese di Gavi


❂ Gavi o Cortese di Gavi D.O.C.G.
(Approvato D.O.C. con D.P.R. 26/6/1974, approvato D.O.C.G. con D.M. 29/7/1998 – G.U. n.185 del 10/8/1998; ultima modifica D.M. 6/8/2021 – G.U. n.201 del 23/8/2021)


zona di produzione
● in provincia di Alessandria: comprende, in tutto o in parte, i territori dei comuni di Bosio (frazioni Costa Santo Stefano e Capanne di Marcarolo), Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi (frazioni Monterotondo, Pratolungo e Rovereto), Novi Ligure, Parodi Ligure (frazioni Cadepiaggio e Tramontana), Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo;


base ampelografica
● bianco (tranquillo, frizzante, spumante, riserva, riserva spumante metodo classico): Cortese (Courteis);


norme per la viticoltura
i nuovi impianti e reimpianti dovranno avere un numero di ceppi per ettaro non inferiore a 3.300;
la resa massima di uva in coltura specializzata, relativamente alle tipologie “tranquillo”, “frizzante” e “spumante” non deve essere superiore a 9,5 t/Ha (nel caso utilizzino la menzione “vigna” la resa massima di uva non deve essere superiore a 8,5 t/Ha);  per le tipologie riserva e riserva spumante metodo classico non deve essere superiore a 6,5 t/Ha;
per la produzione di “Gavi” o “Cortese di Gavi” tranquillo, frizzante, spumante, che utilizzi la menzione “vigna“, il vigneto, di età inferiore ai sette anni, dovrà avere una resa ettaro ulteriormente ridotta come di seguito indicato:
• al terzo anno di impianto : 5,10 t uva/ha
• al quarto anno di impianto : 5,95 t uva/ha
• al quinto anno di impianto : 6,80 t uva/ha
• al sesto anno di impianto : 7,65 t uva/ha
• dal settimo anno di impianto in poi : 8,50 t uva/ha.
per la produzione di “Gavi” o “Cortese di Gavi” riserva e riserva spumante metodo classico, il vigneto, di età inferiore ai sette anni, dovrà avere una resa ettaro ulteriormente ridotta come di seguito indicato:
• al terzo anno di impianto : 3,90 t uva/ha
• al quarto anno di impianto : 4,55 t uva/ha
• al quinto anno di impianto : 5,20 t uva/ha
• al sesto anno di impianto : 5,85 t uva/ha
• dal settimo anno di impianto in poi : 6,50 t uva/ha;
le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata e garantita “Gavi” o “Cortese di Gavi” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,00% vol. per le tipologie riserva e riserva spumante metodo classico, 9,50% vol. per le versioni tranquillo e frizzante, e di 9,00% vol. per la tipologia spumante. Per queste ultime tipologie, le uve destinate alla produzione di prodotti che utilizzino la menzione “vigna” dovranno avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 10,50% vol.;


norme per la vinificazione

le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione;
le operazioni di elaborazione e affinamento dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Gavi” frizzante e “Gavi” spumante, possono essere effettuate nel territorio amministrativo delle province piemontesi di Alessandria, Asti e Cuneo;
la durata della permanenza sulle fecce della partita destinata a “Gavi” spumante deve essere minimo di 6 mesi per la fermentazione in recipienti chiusi provvisti di dispositivi agitatori (metodo Charmat) e minimo di 9 mesi per la fermentazione in bottiglia (metodo classico);
la tipologia dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Gavi” o “Cortese di Gavi” riserva, prevede un periodo di invecchiamento minimo di 1 anno, di cui 6 mesi di affinamento in bottiglia; il periodo di invecchiamento decorre dal 15 ottobre successivo alla vendemmia al 14 ottobre dell’anno seguente; l’immissione al consumo è consentita dal 1° novembre dell’anno successivo alla vendemmia;
le operazioni di imbottigliamento dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Gavi” o “Cortese di Gavi” riserva e riserva spumante metodo classico devono essere effettuate all’interno della zona di produzione.
la tipologia dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Gavi” o “Cortese di Gavi” riserva spumante metodo classico prevede 2 anni di invecchiamento a decorrere dal 15 ottobre successivo alla vendemmia, di cui 18 mesi di permanenza sui lieviti in bottiglia;
è ammessa la pratica dell’arricchimento;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Gavi” o “Cortese di Gavi” può essere utilizzata la menzione “vigna“;
per la versione tranquillo deve essere indicata in etichetta l’annata di produzione delle uve.
Per la tipologia spumante metodo classico deve essere indicata in etichetta la data di sboccatura, mentre resta facoltativa l’indicazione del millesimo riferito alla vendemmia.
Per la tipologia riserva spumante metodo classico deve essere riportata in etichetta la data di sboccatura e l’indicazione del millesimo riferito alla vendemmia;
per le tipologie «tranquillo», «frizzante», «spumante», è consentito l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento ai comuni e alle frazioni riportati nell’allegato al presente disciplinare;
per la chiusura delle bottiglie dei vini “Gavi” o “Cortese di Gavi” è previsto l’utilizzo dei dispositivi ammessi dalla vigente normativa, con esclusione del tappo a corona e del tappo a vite in plastica. Per la tipologia riserva e riserva spumante metodo classico è obbligatorio il tappo in sughero.


legame con l’ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica
La zona geografica delimitata ricade nell’estremo angolo sud orientale del Piemonte, una frontiera fisica e geologica dove si incontrano la grande pianura e la montagna, i terreni alluvionali e gli affioramenti di epoche remote, laddove sono coltivati i rigogliosi vigneti del “Gavi” o “Cortese di Gavi”.
Il terroir dal punto di vista geologico si divide in tre fasce Le terre rosse, un’alternanza di marne e arenarie. E una terza fascia nella parte meridionale composta da marne argillose bianche. L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 150 e i 450 m s.l.m. con pendenza variabile e l’esposizione generale è orientata verso nord-ovest e sud-est.
Il clima può essere considerato di transizione, moderatamente continentale, e caratterizzato da inverni lunghi e rigidi, con nevicate abbastanza frequenti ed abbondanti, quanto più ci sposta verso l’area appenninica meridionale; la stagione estiva, in compenso, rispetto alla vicina are sub-padana, è più fresca e ventilata. Il Gavi, inteso come territorio e come vino, è espressione di peculiari condizioni pedoclimatiche che ne aumentano il fascino, ma anche la ricchezza di gusto e profumi che la terra vi trasferisce.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Il Cortese di Gavi è un vitigno autoctono di antico provato stanziamento nella zona, da cui deriva un ambientamento ed un adattamento plurisecolare al terreno e al clima.
La vocazione vitivinicola del Gaviese ha origini antiche, come testimonia il primo documento conservato nell’Archivio di Stato di Genova, datato 3 giugno 972. Vi si parla dell’affitto da parte del vescovo di Genova a due cittadini gaviesi di vigne in località Meirana. Il primo riferimento a impianti di “viti tutte di cortese” si riscontra nella corrispondenza tra il castello di Montaldeo e il marchese Doria, nel 1659. Nel 1798 il conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, redige la stesura della prima ampelografia dei vitigni coltivati sul territorio piemontese e cita il Cortese nella forma dialettale Corteis affermando che: “ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare, fa buon vino, è abbondante e si conserva”. L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di produzione:
– base ampelografica dei vigneti: il Gavi DOCG è prodotto tradizionalmente da uve cortese 100%, coltivate all’interno di una precisa area geografica, prevalentemente collinare, della fascia meridionale della provincia di Alessandria;
– le forme di allevamento anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali con maggior impiego del sistema a Guyot, caratteristico della viticoltura di qualità.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
L’orografia collinare dell’area di produzione, nella parte sud-orientale della provincia di Alessandria, la prevalente esposizione a nord-ovest sud-est, nonché la pendenza che aumenta con l’approssimarsi della fascia appenninica, concorrono a determinare un ambiente particolarmente vocato per la coltivazione dei vigneti del “Gavi DOCG”. Da tale area sono peraltro esclusi i terreni di fondovalle non adatti a una viticoltura di qualità.
In particolare, l’alternanza tra marne argillose – dette localmente “terre bianche” – e “terre rosse” caratterizzate da suoli bruni, lisciviati e idromorfi a frangipan determinano la ricchezza pedologica che arricchisce di sfumature l’espressione del vitigno cortese.
Trattasi di terre che mal si prestano all’utilizzazione intensiva di altre colture agrarie (anche in relazione alla loro giacitura); ma proprio in virtù di tali caratteristiche sono idonei ad una vitivinicoltura di qualità, con basse rese produttive, conferendo ai vini particolare vigore e complessità.
La millenaria storia vitivinicola del territorio della Denominazione, attestata da numerosi documenti, costituisce la fondata prova della indissolubile interazione esistente tra i fattori umani e le peculiari caratteristiche qualitative del “Gavi DOCG”. Le tecniche di coltivazione della vite sono state tramandate nei secoli, radicando nel territorio la cultura enologica e facendo del Gavi DOCG la primaria fonte di reddito della zona vocata, nonché il filo conduttore che lega gli 11 comuni della Denominazione. Nato per le corti, questo vino non ha mai tradito la sua vocazione alla qualità e all’eleganza, al contrario queste sono state affinate in epoca moderna attraverso tecniche all’avanguardia, fino a ottenere un vino rinomato e apprezzato nei 5 continenti.

ALLEGATO

Elenco dei Comuni
– Bosio
– Carrosio
– Capriata d’Orba
– Francavilla Bisio
– Gavi
– Novi Ligure
– Parodi Ligure
– Pasturana
– San Cristoforo
– Serravalle Scrivia
– Tassarolo.
Elenco delle frazioni
Nel Comune di Bosio:
– Costa Santo Stefano
– Capanne di Marcarolo
Nel Comune di Gavi:
– Monterotondo
– Pratolungo
– Rovereto
Nel Comune di Parodi Ligure:
– Cadepiaggio
– Tramontana.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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