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Si è appena concluso il fine settimana di Identità Golose e Milano Wine and Food Festival, appuntamenti che hanno visto i padiglioni animarsi di chef, di produttori e, ovviamente, anche di un vasto pubblico composto da amanti e professionisti dell’enogastronomia. Nonostante si svolgessero in contemporanea, i due eventi erano dislocati su due diverse aree e contemplavano quindi programmi differenti. Nella zona del Milano Wine and Food Festival erano presenti un centinaio di realtà vitivinicole organizzate con banchi d’assaggio a proporre alcuni vini selezionati della loro produzione, trecento per la precisione. Due postazioni dislocate agli antipodi dello spazio espositivo presentavano poi, a ore prestabilite, le creazioni di alcuni chef rinomati. Girando tra i banchi dei produttori, sono stata piacevolmente colpita dall’Athesis Metodo Classico Brut Rosé delle cantine Kettmeir di Caldaro, Alto Adige, senza dubbio il prodotto di eccellenza tra quelli proposti da questa cantina in occasione della manifestazione: un vino ottenuto da Pinot nero al 100%, che ha riposato 18 mesi sui lieviti, ma solo poche ore a contatto delle bucce, un vino che impressiona per i profumi di frutta e crosta di pane e che accarezza la bocca con un grande equilibrio non poteva passare inosservato. La sommelier che ci ha presentato questo vino ha infatti voluto sottolineare che le sono state rubate alcune bottiglie e che il ladro… aveva scelto davvero bene!
Tra i produttori, Villa Job è stata un’altra interessantissima scoperta. Alessandro, 29enne toscano di natali e friulano di adozione, ha preso le redini dell’azienda agricola che fu del nonno e ora, con una produzione biologica di sole 5000 bottiglie, conduce con chiarezza di intenti questa sua piccola realtà. Due soli i vini in degustazione, un Pinot Grigio, e un uvaggio, il Risic Blanc, che mi ha lasciata davvero emozionata per la singolarità del prodotto. Innanzitutto il significato, perché Risic in friulano significa “vitigno bianco” e infatti questo vino è composto all’80% da Sauvignon e al 20% da Chardonnay, e poi la lavorazione, perché viene affinato in barrique di terzo passaggio seguendo il procedimento di vini come il Porto, ovvero l’85% del prodotto appartiene all’annata dichiarata in etichetta, cioè il 2010, mentre il 15% è di annate precedenti, in questo caso il 2009 e il 2008, libertà, questa, prevista dal disciplinare dell’igt delle Venezie. E in effetti quanto nasce da questo assemblaggio è sorprendente nei suoi sentori fruttati e vegetali, che tornano in bocca a coccolare le papille. Davvero un piccolo armonico gioiello. Identità Golose, ottava edizione, era invece organizzato con il filo conduttore di andare oltre il mercato, come ha sottolineato Paolo Marchi, ideatore e curatore della stessa, per riscoprire la migliore materia prima e cogliere l’essenza del prodotto. Lo spazio espositivo era organizzato con la presenza di varie realtà dell’enogastronomia, mentre nelle sale si avvicendavano le lezioni dei grandi chef, da Enrico Crippa a Mauro Uliassi, da Moreno Cedroni a Carlo Cracco o Davide Scabin, tanto per fare dei nomi.
Passeggiando tra gli stand, è stato facile imbattersi nella zona espositiva di Molino Quaglia, azienda della provincia di Padova, produttrice di Petra®, farina ufficiale di Identità Golose. Qui sono stata catturata dalla simpatia di Giulia, laureata in economia e pasticcera per passione, che ci ha spiegato che la loro farina nasce da una selezione di grani teneri, viene macinata a pietra ed è ricca di fibre, sali minerali e germe di grano. Inoltre, grazie all’uso di una selezionatrice ottica, la farina ottenuta è sana in quanto il macchinario elimina totalmente gli infestanti e offre una pulizia del chicco assoluta senza l’uso di altre tecniche invasive. La farina Petra® viene proposta in tre differenti versioni studiate per gli usi specifici in panetteria, pizzeria e pasticceria. A questo punto sono intervenuti Sarah Scaparone, dell’ufficio stampa, e Piero Gabrieli, direttore marketing, che hanno spiegato quanto il Molino Quaglia si stia impegnando per una diffusione capillare della loro filosofia sulla qualità di ciò che mangiamo, attraverso eventi e momenti di comunicazione dove si parla in generale di alimentazione sana, in relazione anche alla farina che è la base del nostro sostentamento. Inoltre hanno presentato anche il progetto della pizzeria dinamica®, legato ad un manuale che il giorno successivo avrebbero fatto conoscere proprio a Identità golose. Si tratta di una nuova visione riguardante le tecniche di produzione e vendita di una moderna pizzeria, legate al concetto di pizza come prodotto per l’alta ristorazione e al coinvolgimento attivo del cliente nell’esperienza di consumo, con la possibilità quindi di acquistare sia il prodotto finito sia precotto insieme a tutti gli ingredienti con conseguente abbattimento dei prezzi, senza intaccare l’alta qualità dei singoli componenti. Senza dubbio una visione originale e interessante di un’azienda che finalmente utilizza nuovi canali per la comunicazione e nuovi concetti legati alla vendita. Per il resto, una giornata è stata davvero insufficiente per poter esplorare a dovere ogni angolo e assistere alle varie lezioni dei grandi ristoratori. L’intento per il prossimo anno rimane quello di tornare a scoprire interessanti realtà produttrici del nostro paese e raccontare le loro storie.
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